75° anniversario dell’Eccidio delle Fosse Ardeatine

75° anniversario dell’Eccidio delle Fosse Ardeatine

22 MARZO ore 9.30 da Piazza di Sant’Eurosia
CORTEO per il 75° ANNIVERSARIO DELL’ECCIDIO DELLE FOSSE ARDEATINE

La Rete Antifascista del Municipio VIII è da tempo impegnata sul territorio a conservare e difendere e rianimare la Memoria della Resistenza e della Guerra di Liberazione.
Il territorio del Municipio Ottavo, così come tutta l’Italia, ha visto consumarsi la barbarie fascista e nazista.
La Rete Antifascista si propone di attualizzare i valori della Resistenza, soprattutto tra i giovani, al fine di creare gli anticorpi necessari per contrastare fenomeni di razzismo, fascismo e intolleranza.

Il 24 marzo ricorre la data dell’eccidio delle Fosse Ardeatine, compiuto dagli occupanti tedeschi con la complicità degli organi istituzionali del regime fascista.
È stata la più spietata delle tante azioni di feroce repressione verso la città di Roma, medaglia d’oro al valore militare, che nel 1943 si è difesa dall’occupazione nazista, non solo militarmente attraverso le tante azioni delle gappiste e dei gappisti, ma in modo collettivo, solidale e popolare.

A 75 anni da quella strage chi ricorda rappresenta quel granello di sabbia capace di ostacolare la discesa verso la barbarie, perché la memoria è un ingranaggio collettivo che va tramandata e tutelata.

Roma è con chi combatte l’isis. Forza YPG/YPJ, Forza Rojava!

Roma è con chi combatte l’isis. Forza YPG/YPJ, Forza Rojava!

SOLIDARIETA’ DA ROMA A TORINO, DALL’ITALIA AL ROJAVA!

Oggi a Torino, si tiene l’udienza per la richiesta avanzata dalla procura di applicare le misure di sorveglianza speciale a cinque giovani, che negli ultimi anni hanno raggiunto la Siria del Nord, per sostenere in prima persona l’esperienza della rivoluzione confederale, combattendo al fianco delle forze democratiche siriane.

Criminalizzare chi, in questi anni, è riuscito a rompere il muro del silenzio mediatico, facendo vera informazione e tenendo aggiornata un’Europa avviluppata nella produzione e nel commercio di armi, distribuite generosamente ai complici dell’Isis e della Turchia, è inaccettabile.

i veri soggetti pericolosi non sono certo Eddi, Jacopo, Davide, Paolo e Jack a cui va tutto il nostro rispetto e la massima solidarietà.

Stanotte, il nostro pensiero va a loro e a Leyla Güven, deputata del Partito Democratico dei Popoli (HDP) arrestata in Turchia, che da 77 giorni è in sciopero della fame contro l’isolamento di Ocalan.

Verso il 16 febbraio LIBERTA’ PER TUTTE E TUTTI I PRIGIONIERI POLITICI.
DIFENDIAMO IL ROJAVA PER LA LIBERTA’ E LA PACE IN MEDIO ORIENTE!

#DoNotAbandonRojava #SupportYpg #FckIsis
Io sto con chi combatte l’Isis – Forza Ypg/Ypj

In Memoria di Primo De Lazzari

In Memoria di Primo De Lazzari

La sezione A.N.P.I. Renato Biagetti , insieme al Municipio VIII, al Comitato Madri per Roma Città Aperta e a numerose realtà antifasciste che operano sul territorio del Municipio VIII, invitano la cittadinanza a partecipare, sabato 19 gennaio, all’iniziativa in Memoria di Primo de Lazzari.

PROGRAMMA:
Dalle ore 11
via Rosa Raimondi Garibaldi 40 – affissione della targa
Mercato di Garbatella – cantata della resistenza con il CORO Sgarbatello
Parco di Garbatella – Dedica di una Quesrcia Sottile a Primo De Lazzari

Primo de Lazzari è stato un Partigiano (nome di battaglia “Il Bocia”), che ha combattuto nella Brigata Garibaldi “Erminio Ferretti”.
Dopo la Liberazione è stato nella direzione della Federazione Giovanile Comunista Italiana e Vicepresidente dell’ANPI di Roma. Primo De Lazzari è stato un Partigiano e tale è rimasto per tutta la vita.
Una di quelle “querce sottili” che con generosità ci hanno lottato per la Libertà e la Democrazia, beni inestimabili da proteggere oggi più che mai.
Non ha mai smesso di raccontare alle nuove generazioni, attraverso un’intensa attività nelle scuole, le speranze e i sogni che ebbero i ragazzi e le ragazze come lui, i ragazzi e le ragazze della Resistenza, giovani investiti dalla tirannia del fascismo e della guerra.
La messa della targa sotto la sua casa, non vuole essere solo uno sterile esercizio della memoria, ma vuole rappresentare un gesto collettivo di riappropriazione di essa da parte delle nuove generazioni.
Le radici del nostro Paese devono essere più che mai ricercate oggi, nei gesti e nei sogni di chi ha sacrificato la propria vita per la nostra libertà.

Uno di Noi, Una di Noi – Firma l’Appello!

Uno di Noi, Una di Noi – Firma l’Appello!

Conoscersi, Riconoscersi, Ribellarsi

Sei un fioraio egiziano che si spacca la schiena per portare a casa 600 euro al mese e, un giorno qualunque, vieni aggredito solo per il colore della tua pelle?

Sei uno di noi.

Sei una madre costretta a occupare un bene pubblico dismesso perché sei in attesa da anni di una casa popolare?

Sei una di noi.

Sei un giovane ragazzo obbligato a pedalare per tutta Roma, ricevendo una paga di 4 euro a consegna senza alcuna tutela?

Sei uno di noi.

Sei socia di cooperativa che, dopo lo scandalo di Mafia Capitale, si sente additata come criminale anche se si fa in quattro dalla mattina alla sera a fianco dei più deboli?

Sei una di noi.

Sei un laureato costretto al lavoro gratuito e la tua unica prospettiva è l’emigrazione?

Sei uno di noi

Sei una donna che non può permettersi un figlio e che rotola tra dieci lavoretti?

Sei una di noi

Sei un abitante di questa città costretto ad aspettare un anno per un’ecografia in un ospedale pubblico?

Sei uno di noi.

Sei una rifugiata che ha affrontato l’inferno libico e, dopo aver subito la mala-accoglienza, è stata sgomberata dall’ abitazione in cui aveva creato esperienze di autogestione e mutualismo con la propria comunità?

Sei una di noi.

Sei una persona che ne ama un’altra dello stesso sesso e hai sempre più paura a camminare per strada mano nella mano?

Sei una di noi.

Sei nato o cresciuto in Italia ma non hai la cittadinanza per la mancata riforma della legge?

Sei uno di noi.

Sei una maestra che prova a creare esperienze di convivenza e solidarietà in una delle tante scuole meticce della metropoli romana?

Sei una di noi.

Sei un commerciante romano che resiste alla violenza delle Mafie, che vorrebbero costringerti a pagare il pizzo?

Sei uno di noi.

Sei costretta alla falsa partita IVA, al lavoro a somministrazione, alla precarietà permanente?

Sei uno di noi

Sei la mamma di una bambina rom che, mentre passeggiava, ha visto la propria piccola colpita alla schiena da una pistola ad aria compressa?

Sei una di noi.

NOI SIAMO QUESTI

Quelli che tentano di sopravvivere in una città piena di disuguaglianze e miseria.

Quelli che resistono, facendo le capriole per far quadrare i conti.

Non cadiamo nella trappola di considerare causa dei nostri mali chi sta peggio di noi o chi è nato altrove, perché sappiamo di essere dalla stessa parte.

NOI NON SIAMO

Gli imprenditori dell’odio e del rancore che soffiano sul razzismo e rievocano il fascismo.

I grandi costruttori e le Mafie che saccheggiano le nostre città.

Le multinazionali e la finanza che sfruttano il nostro lavoro e speculano sui nostri soldi.

Quelli che, raggiunti i luoghi di governo, distruggono i servizi pubblici e dimenticano i beni comuni.

I grandi potentati economici che arricchiscono i ricchi e impoveriscono i poveri.

Chi usa il potere, l’odio e il rancore per nascondere e non risolvere i nostri problemi sociali ed economici, non ci inganna.

COSA VOGLIAMO? DIGNITÀ E GIUSTIZIA SOCIALE

Eguaglianza, solidarietà, pari opportunità, partecipazione e accoglienza sono i principi in cui crediamo e che rivendichiamo.

La sicurezza che cerchiamo è innanzitutto quella economica e sociale: lavoro, reddito e casa dignitosi. Una scuola e una sanità pubbliche, universali e efficienti. Verde e spazi sociali per i nostri bambini.

Una città libera dalle Mafie e dai grandi poteri finanziari ed economici.

Una società libera da ogni tipo di discriminazione e di razzismo, secondo i principi conquistati dalla Resistenza, sanciti dalla Costituzione e smarriti dalla Repubblica.

Per questo chiediamo a tutti/e di prendere parola, di uscire dalle case e dai luoghi di lavoro; di incontrarci per conoscerci e riconoscerci

Firma l’Appello > Appello

Tormarancia non la freghi con razzismo

Tormarancia non la freghi con razzismo

La contestazione al banchetto di Casapound di oggi, 14 aprile, a Tormarancia è stata la più logica risposta a una provocazione, mossa da un gruppo di neofascisti che con mazze e bastoni si è presentato, accompagnato da soggetti estranei al territorio, con l’evidente intento di farsi pubblicità.

Purtroppo per loro, non basta diffondere fake news su Facebook e mandare qualche PEC sulle buche per avere un riconoscimento.

Glielo hanno ricordato le decine di residenti dei lotti e attivisti accorsi, che rivendicano il loro antifascismo e hanno costretto Casapound ad abbandonare la scena.

Invitiamo la prossima volta la questura a ripensarci prima di concedere autorizzazioni a questo tipo di iniziative, che saranno sempre e comunque oggetto di contestazione.

A noi con la retorica del razzismo e della guerra tra poveri non ci fregate!

A Roma sud i fascisti non sono benvenuti.

Comitato Parco della Torre

Scuola pop. “Progetto Sciangai”

Mov. per il diritto all’abitare Roma sud-ovest

Prc Tormarancia

Csoa La strada

Casetta rossa

Villetta social lab

Loa Acrobax

Nessun Dorma

All Reds rugby Roma

Circolo Anpi Renato Biagetti

Circolo Anpi Martiri delle Fosse Ardeatine

Potere al popolo VIII municipio