25 Anni di Occupazione – dal 1994 sulla stessa Strada!

25 Anni di Occupazione – dal 1994 sulla stessa Strada!

“FINALMENTE APERTO!

Dopo dieci anni di abbandono e di uso improprio da parte dell’amministrazione comunale un gruppo di giovani del quartiere ha riaperto l’ex centro anziani di via Passino per farci un CENTRO SOCIALE, aperto agli abitanti della Garbatella per fare, vedere e ascoltare musica, teatro e cinema.

Aperto a tutti i bambini stufi della troppa TV, aperto a tutti i percorsi dell’autogestione e della solidarietà contro il governo delle destre per costruire una reale opposizione sociale.

Tutti i lunedì ore 20.00 assemblea di gestione
Centro Sociale Occupato Autogestito “La Strada”
Via Passino, 24 “

Così recitava il primo manifesto affisso dai compagni e dalle compagne che l’8 ottobre del 1994 diedero nuova vita a uno stabile in disuso da anni.

Da quel giorno più generazioni si sono susseguite lasciando ognuna traccia del suo passaggio.
Una ricchezza collettiva, sedimentata nel tempo e riflessa nei mutamenti continui che hanno cambiato e cambiano il volto del Centro Sociale, dentro e fuori ogni giorno.

L’occupazione e l’autogestione collettiva hanno trasformato un luogo abbandonato e statico in uno spazio vivo, in fermento.
Un giorno sala prove per compagnie teatrali, un giorno palco su cui possono alternarsi gruppi studenteschi emergenti, crew del quartiere e grandi artisti da tutto il mondo; approdo sicuro per cultura e musica underground.
Spazio di creazione o espositivo per chi dipinge, fotografa, scolpisce, serigrafa.
Luogo di riflessione su una mobilità diversa, eco-compatibile.
Osteria popolare, sala cinema per decine di cineforum, di presentazione di libri, di dibattiti.

Luogo di discussione, di scontro a volte, di incontro sempre; di socialità, informazione, formazione politica. Spazio di aggregazione e di opportunità per i più giovani.
Parte viva e attiva nella storia e nella memoria della Garbatella, vicina ai suoi primi 100 anni.
Argine alle derive razziste e xenofobe dei nostri tempi, perché dove è possibile organizzarsi è necessario agire dalla parte della conoscenza e della contaminazione.

Il Centro Sociale è ed è stato un punto di riferimento per progetti di sostegno allo studio e per l’elaborazione di un sistema di apprendimento alternativo, di cui la Scuola Popolare Piero Bruno è massima rappresentazione.
A partire dagli spazi del Centro Sociale, tante lotte sociali prendono forma quotidianamente; nei quartieri e nelle scuole, nelle case occupate per rivendicare il diritto alla casa per tutti in una città soffocata dalla speculazione edilizia.

Non è stato semplice cercare di narrare la storia collettiva del Centro Sociale in poche righe.
Queste e tante altre cose ancora potremmo dire, e probabilmente ogni persona passata di qua avrebbe qualcosa di diverso da raccontare.

Ad ottobre saranno 25 anni dal giorno in cui compagne e compagni aprirono le porte di quel magazzino.
Noi, parte di quella stessa storia, siamo ancora in cammino.
Con il pensiero ad un altro mondo possibile, nelle strade del nostro quartiere. Ed è in quelle strade e nelle piazze di Garbatella che vogliamo festeggiare i 25 anni di questa storia collettiva, invitando a partecipare tutti e tutte coloro con cui abbiamo condiviso una parte di cammino, per brindare insieme ad (almeno) altri 25 anni di Strada!

VENERDÌ 11 // THE SPIRIT OF 1994 – al CSOA La Strada
Ore 16:00 MURALES: 25 anni di EZLN- Camminando con gli zapatisti Groove) & Laboratori artistici

Ore 17:00
Nothing’s Equivalent GRB BLOCK PARTY Free Jam Session
Free Hip Hop Jam Session by your local djs, MCs, breakers and writers
con RAW MUZZLEZSEEDS Roma

Ore 20:00
CENA Popolare! Festeggiamo insieme 25 anni di Strada
Cena + Dj Set anni ’90
+ Foto e storie sulla Strada dell’autorganizzazione

SABATO 12 // TRA LE STELLE E L’ASFALTO – al CSOA La Strada
Ore 19:00 Presentazione di “SOLI SOLI Morire a Regina Coeli” con l’autrice Rossella Scarponi
Ore 21:00 concerto GLI ULTIMI | Plakkaggio | Dalton | Lenders | 25anni de LaStrada

DOMENICA 13 // PIAZZA SAULI IN FESTA
Ore 16:00
Dibattito GREEN NEW DEALD con Jacobin Italia,
Fridaysforfuture-Roma, Silvano Falocco (economista ambientale)
Ore 18:00
“Scusate se…” – performance teatrale con i ragazzi e le ragazze
della scuola media A. Macinghi Strozzi
Ore 18:30
“La vita è come una partita di cricket (come cazzo si gioca a cricket?)”
Reading in musica di e con Tiziano Scrocca e Luca Bocchetti
Ore 19:30
RINO GAETANO night con ISEIOTTAVI
e a seguire danze popolari de LE TARANTOLE
pizzica e taranta in piazza

15Marzo Global Climate Strike – Pedalata per il Clima

15Marzo Global Climate Strike – Pedalata per il Clima

Siamo la generazione che si troverà ad affrontare gli aspetti più devastanti dei cambiamenti climatici e che ha più coscienza della crisi ambientale in atto, sentendo la necessità di prendere parola e mobilitarsi.

Il riscaldamento globale e la degradazione ambientale sono conseguenze di un modello economico fondato sulla logica della crescita illimitata e del profitto, su un intensivo sfruttamento di risorse e un consumo sfrenato. E’ necessario un ribaltamento dell’attuale sistema produttivo, una transizione che che tenga conto dei limiti fisici del Sistema Terra verso un modello di giustizia ambientale e sociale.

L’ultimo report dell’IPCC individua la soglia di circa 12 anni come tempo utile per una drastica riduzione del consumo di combustibili fossili per limitare l’aumento della temperatura media globale intorno agli 1.5°C. Le misure prese sia al livello nazionale che internazionale ad oggi sono ancora estremamente insufficienti e gli Accordi di Parigi non hanno ancora trovato un vero e proprio regolamento di attuazione. Anche l’attuale governo, in linea con quelli precedenti, si prefigge obiettivi estremamente blandi di riduzione delle emissioni e di cura dei territori, di fatto scaricando sulla nostra e sulle prossime generazioni le conseguenze di una politica irresponsabile.

In questo contesto la devastazione ambientale, la malagestione dei territori e l’inazione pubblica insistono tanto sulla natura quanto sullo spazio urbano. Vivere in una metropoli come Roma vuol dire vivere in un ambiente malsano ed inquinato. Dove la gestione dei rifiuti e la mobilità sono inefficienti ed inquinanti, prede di dinamiche di corruzione e speculazione, dove il verde pubblico viene svenduto per lasciare spazio a cemento ed ipermercati.
A farne maggiormente le spese in termini di qualità della vita, di accesso ai servizi e di salute, sono sempre le fasce più fragili della popolazione, in particolare chi vive nelle periferie.

Allo stesso modo questo sistema non risparmia i nostri luoghi del sapere, sempre più impoveriti e svuotati della loro funzione sociale e di trasmissione delle conoscenze. Criteri di produttività e di profitto vengono anteposti al bene comune e alla tutela dell’ambiente. Questo approccio porta inevitabilmente a un’incapacità da parte del sistema universitario e scolastico nel dare risposte concrete al cambiamento climatico.

Oggi l’umanità è posta davanti ad una scelta che determinerà il suo avvenire. Può fare una scelta responsabile e costruire un’alternativa ecologica a livello internazionale. Oppure rincorrere un modello produttivo energivoro, senza tenere conto delle le conseguenze ambientali e sociali, sulla salute come sui territori.
Noi vogliamo decidere sul nostro futuro e per questo non staremo a vedere.

È tempo di agire!

Partiranno due pedalate per il clima da Sapienza e Roma tre

Ci vediamo alle 10:00 alla Minerva della Sapienza!
Ci vediamo alle 10:00 a Roma Tre, facoltà di lettere!

Studenti della Terra

23 Marzo – Marcia per la giustizia climatica e contro le grandi opere

23 Marzo – Marcia per la giustizia climatica e contro le grandi opere

Centinaia di attivisti/e di comitati e movimenti che lottano contro il cambiamento climatico e le grandi opere si sono incontrati sabato 26 gennaio all’Università La Sapienza di Roma per una nuova assemblea del percorso che il prossimo 23 marzo culminerà con una grande manifestazione nazionale. Quello che segue è l’appello di questa manifestazione, emerso dalla discussione collettiva.

MARCIA PER IL CLIMA, CONTRO LE GRANDI OPERE INUTILI

Non serve il governo del cambiamento, serve un cambiamento radicale

#siamoancoraintempo

Chi siamo

Siamo i comitati, i movimenti, le associazioni e i singoli che da anni si battono contro le grandi opere inutili e imposte e per l’inizio di una nuova mobilitazione contro i cambiamenti climatici e per la salvaguardia del Pianeta. Abbiamo iniziato questo percorso diversi mesi fa, ritrovandoci a Venezia lo scorso settembre, poi ancora a Venaus, in Val Susa e in molti altri luoghi, da nord a sud, dando vita ad assemblee che hanno raccolto migliaia di partecipazioni. Siamo le donne e gli uomini scesi in Piazza lo scorso 8 dicembre a Torino, a Padova, Melendugno, Niscemi, Firenze, Sulmona, Venosa, Trebisacce e in altri luoghi.

Dall’assemblea di Roma del 26 gennaio lanciamo l’invito di ritrovarsi a Roma il 23 Marzo per una manifestazione nazionale che sappia mettere al centro le vere priorità del paese e la salute del Pianeta.

Grandi opere e cambiamento climatico

Il modello di sviluppo legato alle Grandi Opere inutili e imposte non è solo sinonimo, come denunciamo da anni, di spreco di risorse pubbliche, di corruzione, di devastazione e saccheggio dei nostri territori, di danni alla salute, ma è anche l’incarnazione di un modello di sviluppo che ci sta portando sul baratro della catastrofe ecologica.

Il cambiamento climatico è uscito da libri e documentari ed è venuto a bussare direttamente alla porta di casa nostra.

Nel nostro paese questa situazione globale si declina in modo drammatico. La mancanza di manutenzione delle infrastrutture, la corruzione e la cementificazione selvaggia seminano morti e feriti a ogni temporale, a ogni ondata di maltempo, a ogni terremoto.

Il cosiddetto “governo del cambiamento“ si è rivelato essere in continuità con tutti i precedenti, non volendo cambiare ciò che c’è di più urgente: un modello economico predatorio, fatto per riempire le tasche di pochi e condannare il resto del mondo a una fine certa. Le decisioni degli ultimi mesi parlano chiaro.

Mentre ancora si tergiversa sull’analisi costi benefici del TAV in Val di Susa, il governo ha fatto una imbarazzante retromarcia su tutte le altre grandi opere devastanti sul territorio nazionale: il TAV terzo Valico, il TAP e la rete SNAM, le Grandi Navi a Venezia, il MOSE, l’ILVA a Taranto, il MUOS in Sicilia, la Pedemontana Veneta, oltre al al tira e molla sul petrolio e le trivellazioni , con rischio di esiti catastrofici nello Ionio, in Adriatico, in Basilicata ed in Sicilia.

Giustizia sociale è giustizia climatica

Le catastrofi naturali non hanno nulla di naturale e non colpiscono tutti nella stessa maniera. Lo vediamo purtroppo quotidianamente e chi sta in basso, infatti, paga i costi del cambiamento climatico e della mancata messa in sicurezza dei territori.

È vero fuori dai grandi centri cittadini, dove la devastazione ambientale mangia e distrugge la natura, ma è vero anche negli agglomerati urbani, luoghi sempre più inquinati in cui persino i rifiuti diventano un business redditizio.

È vero non solo dal nord al sud dell’Italia, ma anche dal nord al sud del nostro pianeta.

Milioni di migranti climatici sono costretti a lasciare le proprie terre ormai rese inabitabili e vengono respinti sulle coste europee.

Nel nostro paese terremotati e sfollati vivono in situazione precarie, carne da campagna elettorale mentre le risorse per la ricostruzione non sono mai la priorità per alcuna compagine politica.

Quando le popolazioni locali, in Africa come in Europa, provano ad opporsi a progetti tagliati sui bisogni di multinazionali e lobby cementifere la reazione dello Stato è sempre violenta e implacabile.

L’unica proposta “verde” dei nostri governanti è di scaricare non soltanto le conseguenze ma anche i costi della crisi ecologica su chi sta in basso.

Noi diciamo che se da una parte la responsabilità di rispondere al cambiamento climatico è collettiva e interroga i comportamenti di ciascuno di noi, dall’altra siamo convinti che i costi della transizione ecologica debbano ricadere sulle spalle dei ricchi, in primis le lobby che in questi anni si sono arricchite accumulando profitti, a discapito della collettività e dei beni comuni.

Il sistema delle grandi opere inutili e il capitalismo estrattivo sono altrettante espressioni del dominio patriarcale che sollecita in maniera sempre più urgente la necessità di riflessione sul legame tra donne, corpi e territori e sarà uno dei temi portato nelle piazze dello sciopero transfemminista globale dell’8 marzo.

E’ giunto il momento di capire di cosa il nostro paese e il nostro pianeta hanno davvero bisogno.

Si potrà finalmente cominciare a dare priorità alla lotta al cambiamento climatico, cessando così di contrapporre salute e lavoro come invece è stato fatto a Taranto, dove lo stato di diritto è negato e chi produce morte lo può fare al riparo da conseguenze legali solo:

– riducendo drasticamente l’uso delle fonti fossili e del gas e rifiutando che il paese venga trasformato in un Hub del gas

– negando il consumo di suolo per progetti impattanti e nocivi e gestendo il ciclo dei rifiuti in maniera diversa sul lungo periodo (senza scorciatoie momentanee) con l’obiettivo di garantire la salute dei cittadini

– praticando con rigore e decisione l’alternativa di un modello energetico autogestito dal basso, in opposizione a quello centralizzato e spinto dal mercato

– abbandonando progetti di infrastrutture inutili e dannose e finanziando interventi dai quali potremo trarre benefici immediati (messa in sicurezza idrogeologica e sismica dei territori , bonifiche, riconversione energetica, educazione e ricerca ambientali)

E’ urgente garantire il diritto all’acqua pubblica, una nuova Strategia Energetica Nazionale riscritta senza interessi delle lobbies, la messa a soluzione delle scorie nucleari, la riduzione delle spese militari, il disarmo nucleare.

I nostri territori, già inquinati da discariche fuori controllo, inceneritori e progetti inutili, sono oltremodo distrutti da monoculture e pesticidi che determinano desertificazione e minano la possibilità di una sempre maggiore autodeterminazione alimentare.

E’ necessario che le risorse pubbliche vengano destinate ad una buona sanità, alla creazione di servizi adeguati, al sostegno di una scuola pubblica e di università libere e sganciate dai modelli aziendalisti, ad un sistema pensionistico decoroso, ad una corretta politica sull’abitare e di inclusione della popolazione migrante con pari diritti e dignità.

Appuntamenti verso il 23 marzo (agenda ancora in aggiornamento):

27 gennaio: Vicenza. Assemblea regionale dei comitati veneti

2 febbraio: Roma. Rete Stop TTIP Assemblea nazionale

2 febbraio: Napoli. Assemblea Regionale Stop Biocidio

3 febbraio: Termoli. Assemblea di movimenti e comitati in lotta contro la deriva petrolifera.

23 febbraio: Tito. Assemblea coi sindaci No Triv della Basilicata e della Campagna.

Fine febbraio (data in definizione): Napoli. Prossima assemblea nazionale verso il 23 marzo.

8 marzo: Non una di Meno – Sciopero Globale Transfemminista.

8-9-10 marzo: Roma. A Sud. Tavoli su giustizia climatica, energia, ecofemminismo.

15 marzo: Global Climate Strike

22 marzo: Roma. Giornata su alimentazione agroecologia a cura di Genuino Clandestino

15-31 marzo: Fabriano. Festival Terre Altre.

Siamo ancora in tempo per bloccare le grandi opere inutili e inutili

Siamo ancora in tempo per contrastare il cambiamento climatico

Siamo ancora in tempo per decidere NOI il nostro futuro!

Restiamo Umani – Verso il presidio di Venerdì 25 Gennaio – All migrants are welcome!

Restiamo Umani – Verso il presidio di Venerdì 25 Gennaio – All migrants are welcome!

Manifestazione pacifica per denunciare le politiche del governo Conte – e del ministro dell’Interno Salvini – in fatto di migrazione e accoglienza.

Circa 25 tra attiviste e attivisti della Rete Restiamo Umani hanno manifestato pacificamente questa mattina davanti al Vittoriano di Piazza Venezia  per denunciare le politiche del governo Conte – e del ministro dell’Interno Salvini – in fatto di migrazioni e accoglienza. Mentre veniva aperto uno striscione con il messaggio “Naufragi di Stato”, attiviste e attivisti si sono coperti il volto in modo simbolico, per ricordare quanto le persone migranti vengano rese invisibili da frontiere, chiusure e leggi.

Per protestare contro le politiche dell’esecutivo in carica, la Rete Restiamo Umani invita tutte e tutti a prendere parte al presidio “Frontiere visibili persone invisibili! All migrants are welcome!” che si terrà venerdì prossimo in Piazza dell’Esquilino a Roma, alle ore 17.

«Sin dal suo insediamento, il governo gialloverde si è contraddistinto per la sua pericolosa propaganda in fatto di migrazione, chiudendo i porti italiani a suon di tweet e alimentando un clima di scontro sempre più violento e xenofobo tra cittadini e migranti», dichiarano dalla Rete.

Le attiviste e gli attivisti denunciano le costanti violazioni di diritti fondamentali e la creazione di frontiere visibili e non, che colpiscono le fasce più deboli della popolazione, e che derivano da provvedimenti come il Decreto Legge Salvini su sicurezza e immigrazione. “È un vero e proprio atto di guerra al diverso, a chi non ha diritti, ma anche a chi compie atti di solidarietà e disobbedienza civile», continuano. “La chiusura del CARA di Castelnuovo di Porto è un drammatico effetto del decreto. Quel centro non era certo un modello di accoglienza, ma sradicare, separare e deportare le persone da un giorno all’altro è inaccettabile”. «Abbiamo un governo, trainato dal ministro dell’Interno, che sorveglia e punisce chi alza la testa contro questo stato di paura e contro la violazione dei diritti fondamentali delle persone. Tale condizione è poi ulteriormente alimentata da una permanente campagna mediatica mistificatoria, razzista e asfissiante».

Le attiviste e gli attivisti inoltre hanno voluto rimarcare ancora una volta quanto sta verificandosi nel Mediterraneo. Eventi drammatici come il recentissimo naufragio di 117 migranti e il respingimento in Libia di altre 100 persone.

«Tutto questo non sarebbe accaduto se fossero state date istruzioni precise alla guardia costiera italiana per intervenire, e se non ci fosse stata in corso una chiara politica contro il ruolo delle ONG che operano salvataggio in mare. Non possiamo più restare a guardare, è tempo di agire. Restiamo Umani sostiene ogni atto di disobbedienza civile alle politiche securitarie di questo governo, per mare e per terra, e invita tutte e tutti in piazza dell’Esquilino a Roma, venerdì 25 gennaio a partire dalle ore 17.00», concludono dalla Rete Restiamo Umani.

Per protestare contro le politiche dell’esecutivo in carica, la Rete Restiamo Umani invita tutte e tutti a prendere parte al presidio “Frontiere visibili persone invisibili! All migrants are welcome!” che si terrà venerdì prossimo in Piazza dell’Esquilino a Roma, alle ore 17.

Roma è con chi combatte l’isis. Forza YPG/YPJ, Forza Rojava!

Roma è con chi combatte l’isis. Forza YPG/YPJ, Forza Rojava!

SOLIDARIETA’ DA ROMA A TORINO, DALL’ITALIA AL ROJAVA!

Oggi a Torino, si tiene l’udienza per la richiesta avanzata dalla procura di applicare le misure di sorveglianza speciale a cinque giovani, che negli ultimi anni hanno raggiunto la Siria del Nord, per sostenere in prima persona l’esperienza della rivoluzione confederale, combattendo al fianco delle forze democratiche siriane.

Criminalizzare chi, in questi anni, è riuscito a rompere il muro del silenzio mediatico, facendo vera informazione e tenendo aggiornata un’Europa avviluppata nella produzione e nel commercio di armi, distribuite generosamente ai complici dell’Isis e della Turchia, è inaccettabile.

i veri soggetti pericolosi non sono certo Eddi, Jacopo, Davide, Paolo e Jack a cui va tutto il nostro rispetto e la massima solidarietà.

Stanotte, il nostro pensiero va a loro e a Leyla Güven, deputata del Partito Democratico dei Popoli (HDP) arrestata in Turchia, che da 77 giorni è in sciopero della fame contro l’isolamento di Ocalan.

Verso il 16 febbraio LIBERTA’ PER TUTTE E TUTTI I PRIGIONIERI POLITICI.
DIFENDIAMO IL ROJAVA PER LA LIBERTA’ E LA PACE IN MEDIO ORIENTE!

#DoNotAbandonRojava #SupportYpg #FckIsis
Io sto con chi combatte l’Isis – Forza Ypg/Ypj