Lettera della madre di Renato Biagetti alla preside del Liceo Peano dopo l’aggressione Fascista

Lettera della madre di Renato Biagetti alla preside del Liceo Peano dopo l’aggressione Fascista

Gentilissima Prof.ssa Andolina,

sono Stefania Zuccari, madre di Renato Biagetti, ingegnere della robotomatica con specializzazione del suono

Mio figlio, Renato Biagetti, ha perso la vita a 25 anni a causa di 8 coltellate – tutte letali – all’uscita di un concerto di musica reggae a Focene 10 anni fa.

Chi lo ha ucciso, con tatuaggi inequivocabili nel corpo e nella mente che si rifanno chiaramente a ideologie fasciste, lo riteneva un diverso, un antifascista, “una zecca”. E’ questa la terminologia usata da individui che portano avanti ideologie di odio per il diverso, sessuofobe, omofobe, razziste per indicare chi crede in altro e agisce coerentemente.

Sono venuta a conoscenza che alcuni giorni fa, nel cortile di ingresso dell’Istituto Peano, uno studente di questo liceo si è rifiutato di accettare un volantino che gli veniva consegnato da parte di un gruppo di ragazzi che niente avevano a che vedere con questa scuola e alla domanda se fosse un antifascista, ha risposto affermativamente. A quel momento, da parte di chi stava volantinando, è partito un pestaggio in piena regola, con calci e pugni.

Il 12 maggio ho dunque partecipato, insieme con il Comitato di Madri per Roma Città Aperta, all’assemblea pubblica convocata e organizzata da alcuni studenti del liceo, nel piazzale antistante l’Istituto stesso.

Sono una Madre e una Cittadina italiana, appartenente dunque ad una Repubblica democratica con una Costituzione democratica nata dall’antifascismo e dalla Resistenza (che prevede addirittura, come Lei ben sa, un articolo sull’apologia del fascismo – Legge Scelba n. 645 del1952)

Ritengo dunque, gravissimo l’accaduto, così come raccontato dallo studente che ha subito l’aggressione e comprovatoda alcuni video.

Devo confessarle che mi sarei aspettata di incontrarLa e di conoscere la Sua posizione in merito a questa vicenda. Il ragazzo violentemente malmenato è un Suo studente e si trovava all’interno dello spazio del liceo che Lei dirige e dove stavano volantinando ragazzi esterni all’istituto e appartenenti a gruppi ben conosciuti dell’estrema destra che, da molto tempo e in molte scuole del nostro Paese,stanno tentando in tutti i modi, e troppo spesso prepotentemente, di fare adepti soprattutto negli Istituti scolastici superiori.

Le domando come mai tutto ciò sia stato possibile e come mai questi ragazzi non siano stati immediatamente allontanati.

Le domando come mai non abbia pensato Lei stessa ad indire un’assemblea all’interno dell’Istituto Peano.

Le domando come mai non si sia sentito l’obbligo di requisire i suddetti volantinie ancor più non si sia sentitol’impegno, tutto riferibile al suo ruolo istituzionale, di tutelare i ragazzi del Suo plesso scolastico da personaggi che portano avanti idee anticostituzionali, per cui criminali,e come tali da respingere in particolare nelle sedi educative.

Le domando, inoltre, se sia stata sporta denuncia dell’accaduto alle autorità giudiziarie .

Quello che è successo a mio figlio non deve accadere mai più e ogni cittadino e rappresentante delle istituzioni deve vigilare in tal senso

In attesa di un Suo gentile riscontro le porgo i miei saluti e quelli delle altri Madri del Comitato

Stefania Zuccari

Per una Scuola a Tormarancia

Per una Scuola a Tormarancia

MARTEDI 6 Giugno ore 11 – Conferenza Stampa per una nuova scuola a TORMARANCIA!

Dallo Scorso Autunno, dopo anni di attesa, l’Assemblea Genitori-Insegnanti della Scuola Poggiali-Spizzichino ha lanciato una mobilitazione permanente per aprire una battaglia di difesa del Diritto allo Studio e di Denuncia dell’Edilizia Scolastica del nostro territorio e allo stesso tempo promuovere un nuovo orizzonte per il quartiere di Tormarancia, dare impulso alle migliori sinergie territoriali e aprire alla progettazione sociale di questo quadrante.

L’Assemblea è riuscita a ottenere l’appoggio delle dirigenze scolastiche delle Scuole coinvolte, Poggiali – Spizzichino e Istituto Caravaggio per trasformare l’ex Istituto Superiore in una nuova sede per la Scuola Media, regalare ai ragazzi di TorMarancia un edificio nuovo, una palestra funzionante, un giardino e lanciare un percorso di coprogettazione sul quartiere per l’utilizzo delle aule in orario pomeridiano e serale aperto al territorio. Da qua è nato l’atto che abbiamo portato in Consiglio Municipale a Gennaio che sosteneva questo progetto e da qua, dopo l’approvazione abbiamo seguito con l’Assemblea tutti i passaggi dell’amministrazione per dare seguito a questa vertenza.

Siamo a Giugno ed eccoci a tornare in mobilitazione, perché non è bastata la gestione disordinata e inefficace della maggioranza grillina Municipale e l’ingloriosa fine della presidenza Pace che ci costringe al Commissariamento; non è bastata la passività del Comune di Roma e del Consiglio Metropolitano a guida 5 stelle; non sono bastati incontri senza esito con gli uffici comunali, lasciati senza direzione dalla non – politica comunale. A distanza di mesi e mesi, l’anno si appresta a finire, le iscrizioni sono in conclusione e ancora non abbiamo risposte verso una procedura banale che andrebbe a vantaggio di TorMarancia tutta e di centinaia di studenti e studentesse. 

Il Consiglio Popolare del Municipio Roma VIII ha deliberato lo scorso 25 Maggio sulla situazione delle scuole del nostro territorio, e noi ripartiamo da qua,

Per questo MARTEDI 6 alle ore 11’00 saremo in conferenza Stampa davanti alla Scuola Vuota che vogliamo riaperta e a disposizione del territorio, e ci saremo con le famiglie, i cittadini, gli studenti che all’attesa infinita non sono più disposti a credere.

La mobilitazione non si ferma, Tormarancia vuole la sua Scuola!

Sul G7 di Taormina

Sul G7 di Taormina

Nei giorni scorsi i leader dei paesi aderenti al G7 si sono riuniti in una Taormina completamente sottratta alla sua popolazione per discutere -senza risultati- di tematiche che variavano dal commercio internazionale alle migrazioni, dal terrorismo internazionale all’aumento delle spese militare occidentali.

Con l’occasione di quest’assise per una settimana alle navi delle ONG impegnate nel salvataggio di vite umane nel Mediterraneo è stato vietato l’ingresso ai porti siciliani per presunte ragioni di sicurezza -come se le giovani donne incinte morte di stenti mentre venivano trasportate a Napoli potessero rappresentare una minaccia a quei capi di governo, protetti da un dispiegamento di non meno di 10.000 militari.

E per garantire che non una voce contraria si levasse contro quelle donne e quegli uomini -rappresentanti di quelle politiche d’austerità, di macello sociale e di criminalizzazione di migrazione e dissenso che abbiamo visto sortire i loro drammatici effetti negli ultimi anni- il ministero degli interni di Minniti ha predisposto un meccanismo di repressione preventiva che è la messa a punto di quanto visto il 25 marzo a Roma.

Quella che segue è la motivazione con cui un attivista è stato bloccato ed allontanato tramite foglio di via dalla questura di Reggio Calabria poiché ritenuto soggetto “pericoloso per la sicurezza pubblica” e “dedito alla commissione di reati che mettono in pericolo la tranquillità pubblica”, limitandone la libertà di circolazione e quella di partecipare alla manifestazione.

Provvedimenti simili sono stati comminati, come già il 25 marzo, ad altre decine di attivisti, cui va tutta la nostra solidarietà.

Non possiamo che denunciare la svolta autoritario che questo governo ha impresso nella gestione delle migrazioni, del dissenso, della gestione dell’ordine pubblico, portata avanti a suon di leggi liberticide, svergolamenti a destra nel nome di morale e decoro, sanzioni arbitrarie agite per via amministrativa.

Ora più che mai
NO alla criminalizzazione del dissenso!
NO alle Leggi Minniti-Orlando!

L@P Asilo31 non si tocca, complici e solidali con i compagni e le compagne!

L@P Asilo31 non si tocca, complici e solidali con i compagni e le compagne!

Mastella e la guerra ai centri sociali.

Un contributo da Benevento, laboratorio di dispositivi securitari e strumenti finanziari repressivi

La mattina del 18 Maggio, mentre alcuni compagni si erano recati al L@p Asilo 31 per svolgere le consuete pulizie, tre tecnici del Comune di Benevento, intrufolatisi nella struttura attraverso una porta di emergenza che collega il piano terra dell’Asilo Nido Comunale con il primo piano, provavano a manomettere il quadro elettrico generale per staccare l’erogazione di corrente elettrica alla parte della struttura del L@p Asilo 31.

Una chiara provocazione dal sapore intimidatorio da parte del Comune di Benevento che solo due giorni prima si era schierato, attraverso le dichiarazioni del Sindaco Clemente Mastella, contro il Centro Sociale Autogestito Depistaggio chiedendone lo spostamento al fine di restituire alla città una fantomatica pista di pattinaggio che non è mai stata completata ne collaudata. Era necessario inviare tre tecnici comunali a staccare l’erogazione di elettricità sebbene il L@p Asilo 31 richieda da anni al Comune di Benevento l’autorizzazione a procedere all’allaccio autonomo delle utenze con atti ufficiali e protocollati? Non era possibile utilizzare una modalità differente?

Il L@p Asilo 31 di Benevento nasce da un’ occupazione del 31 Agosto 2010 ad opera di insegnanti precari ed attivisti del primo piano non utilizzato e abbandonato di un asilo comunale nel Rione Libertà, il quartiere più popoloso e popolare della città. Nel vivo della crisi economica generalizzata, l’occupazione nacque con l’obbiettivo di dar vita ad uno spazio cittadino che, attraverso la realizzazione di pratiche mutualistiche e di solidarietà come i doposcuola popolari, le casse di resistenza, i gruppi di acquisto popolari, ricostruisse legami sociali tra i soggetti marginali colpiti dalla crisi economica. Un antidoto alla solitudine e alla frammentazione sociale con l’obbiettivo di favorire infine processi di autorganizzazione e soggettivazione politica per dare una risposta immediata ai propri bisogni e al contempo costruire un campo comune di rivendicazione ad un’esistenza degna.

Dopo diversi mesi di occupazione e di braccio di ferro con un’amministrazione a guida del Pd si ottenne sul piano giuridico una convenzione di cinque anni per la gestione dello spazio per lo svolgimento di attività di natura sociale e culturale. Dopo qualche anno, dinanzi al radicamento sociale che lo spazio cominciava ad ottenere all’interno di un quartiere ricco di contraddizioni e dinanzi al moltiplicarsi di pratiche conflittuali e non pacificate come due occupazioni abitative di strutture private abbandonate conclusesi con due sgomberi e con la successiva occupazioni di ex scuole comunali, l’amministrazione a guida Pd intimò la sottoscrizione di un contratto di locazione e del pagamento di un affitto esorbitante che ovviamente trovò la totale indisponibilità da parte del L@p Asilo 31.

Tale modalità di azione fu adottata anche nei confronti di altre associazioni di promozione sociale e di volontariato della città che ricevettero simili intimazioni dettate dalla necessità di far cassa dai patrimoni comunali in osservanza ai dettami della corte dei conti in seguito all’accertamento dei debiti comunali. A distanza di sei anni tutte queste realtà si sono ritrovate con procedure di sfratto intimate dal Comune che contestava ad ognuna svariate decine di migliaia di euro di morosità per affitti non pagati, di cui 60000 euro al L@p Asilo 31.

Nel frattempo nel Giugno 2016, con la vittoria delle elezioni amministrative un redivivo Clemente Mastella a capo di una colazione di centrodestra, duramente contestata durante la campagna elettorale dai movimenti per il diritto alla casa, diventa sindaco della città dichiarando sin da subito la propria ostilità alle occupazioni abusive. In un anno di sindacatura ha provveduto senza alcuna remora a dichiarare dissesto economico e condannare la città all’azzeramento della spesa sociale, all’aumento delle tariffe comunali alle massime aliquote, alla concessione gratuita dei patrimoni comunali ad enti privati.

La dichiarazione del dissesto finanziario e la retorica della mancanza di risorse a causa del debito consentono la deresponsabilizzazione da ogni onere amministrativo scaricando le responsabilità politiche su chi lo ha proceduto e al tempo stesso di dedicarsi alla ricostruzione della propria immagine attraverso la realizzazione di eventi che oscillano dai grandi gala alle sagre di paese, apparizioni televisive e iniziative eclatanti, sebbene totalmente inefficaci dal punto di vista amministrativo, sui temi che riscuotono consensi facili come la sicurezza, il decoro, l’ordine. Non a caso in questi mesi il Comune di Benevento nel nome della legalità e della lotta agli sprechi e “abusi” ha proceduto ad eseguire gli sfratti esecutivi a tutte le associazioni di volontariato che avevano sede presso locali comunali con la promessa mai mantenuta di ritrovare alle stesse ulteriori sedi.

E’ con questa chiave di lettura che va interpretata dunque la sua offensiva agli spazi sociali per mettere fine alle irregolarità di chi occupa strutture comunali senza pagare fitti o utenze. Non a caso Mastella dichiara guerra agli spazi sociali subito dopo l’emissione ad effetto dell’ordinanza comunale anti-accattonaggio contro i poveri e i migranti in perfetta sintonia con il Decreto Minniti provando a costruire così su di sé l’immagine del Sindaco del rispetto delle regole, dell’applicazione della legalità, del “decoro”, provando a mantenere consensi in vista dei prossimi appuntamenti elettorali. Da comunicatore impeccabile Mastella amministra a suon di roboanti dichiarazioni che diventano automaticamente i temi del momento dettando così i tempi dell’agenda politica e costringendo le sue opposizioni ad un estenuante inseguimento.

Ma l’essere social e le abilità comunicative si scontrano con la realtà dei fatti e le contraddizioni evidenti di un’ amministrazione che non ha mantenuto alcun impegno di governo assunto, che utilizza il dissesto che si manifesta sempre più come una scelta politica, come paravento o giustificazione ad ogni scelta impopolare. Il dissesto diventa ogni giorno che passa lo strumento per tagliare sempre più diritti e spesa sociale e investimenti sulla cultura, il grimaldello utile ad aprire una stagione di privatizzazione dei servizi comunali così come è accaduto per l’azienda ai trasporti locali Amtse così come sta avvenendo per l’Asia che gestisce il servizio dei rifiuti e che presto si aprirà a società private.

Dietro i piagnistei e i piagnucolii utili con i quali scarica ogni responsabilità politica su chi lo ha preceduto, si cela un disegno chiaro, mirato: attraverso le politiche di austerity, divenute secondo la narrazione dominante necessità inevitabile, si vuole erodere ricchezza sociale e comune in favore della speculazione privata. E’ emblematica in tal senso la doppia strategia utilizzata dal Comune nella gestione del patrimonio comunale: strutture comunali di recente riqualificazione sono stati concesse gratuitamente a soggetti privati come la Gesesa Spa, che gestisce il servizio idrico per conto di Acea, mentre gli spazi che hanno realmente una funzione sociale e culturale vengono osteggiati e chiusi in nome della lotta agli sprechi. Sebbene la figura caricaturale di Mastella e consorte riescano a strappare consensi e simpatie a livello mediatico e nazionale, la sua gestione provinciale e casereccia della res pubblica e della macchina amministrativa è tutta centrata sul potere decisionale di due persone fino al punto di mortificare e umiliare i singoli consiglieri e assessori ridimensionati a semplici yesman senza alcuna autonomia decisionale.

Se in questi dieci anni i movimenti sociali, ambientali, politici si sono scontrati con una gestione decennale e consociativa ad opera di un partito–apparato come il Pd, rappresentativo delle famiglie e degli interessi più influenti della città ma contenente comunque una dialettica interna che consentiva di sollevare contraddizioni, oggi ci scontriamo con un modello di gestione familiare dove hanno cittadinanza e diritti soltanto coloro i quali aderiscono ad esso senza contestare. Si è aperta la stagione di un modello di gestione da un lato ossequioso ai dettami di austerità imposti dall’alto, delegando la gestione dei bilanci e delle politiche economiche alle scelte del ministero della finanza e alle direttive della corte dei conti, dall’altro una gestione capace comunque di elargire posti, incarichi, favori seppur in maniera ridotta alla schiera di cortigiani e accoliti. In questa gestione “ceppalonica” della casa comunale e della città ovviamente spetta ai capi famiglia stabilire se è prioritario o meno offrire risposte concrete ai problemi sociali della città, ancora spetta ad essi decidere quali siano i giusti interlocutori e soprattutto stabilire chi può avere udienza e chi no in base al grado di fedeltà espressa. Tutti quelli che non rientrano nelle fila degli yesman e dei cortigiani pronti ad acclamare le rocambolesche imprese del sindaco pizzaiolo, musicista, cantante, papa, nonno, presentatore, ciclista, giocatore di biliardino, operatore ecologico vengono derubricati tra le fila dei nemici che non possono interloquire con l’istituzione comunale.

Riteniamo estremamente grave e pericoloso quello che sta accedendo nella nostra città, la violenza e l’arroganza che le istituzioni comunali utilizzano nei confronti di coloro i quali osano esprimere dissenso provando a scardinare la dicotomia amico/nemico, un’attitudine che non può essere a nostro avviso più tollerata né sottovalutata. L’attacco vile ai centri sociali perpetrato nelle ultime ore, utile a sollevare l’ennesimo polverone e a riscuotere visibilità anche sul piano nazionale, rischia però di mettere in discussione e minare la legittimità sociale e culturale conquistata negli ultimi 17 anni nella nostra città grazie all’impegno costante di tante compagne e tanti compagni. Attraverso un’operazione diffamatoria, di cui di certo non è responsabile soltanto il sindaco Mastella, ma alla quale contribuiscono tutte le forze politiche parlamentari a livello nazionale, si sta provando a far passare la narrazione nociva per la quale i centri sociali sono semplici occupazioni abusive fatte ai danni dei cittadini e delle loro tasche a causa di un presunto sperpero di denaro pubblico su strutture che come ben sappiamo giacerebbero abbandonate e oggetto di vandalismo.

Quella che oggi viene meschinamente messa in discussione è la cittadinanza dei centri sociali e soprattutto l’immenso valore che essi rappresentano per una comunità in termini di ricchezza sociale e culturale. Siamo consapevoli che questi attacchi però non rappresentano un caso isolato e circoscritto solo alla nostra città, ma sono la cartina tornasole di una situazione generalizzata all’interno del paese dove a colpi di decreti sulla sicurezza e il decoro, di dispositivi securitari adattabili ad ogni contesto e applicabili ad ogni nuovo nemico da combattere e strumenti finanziari si prova ad ostacolare e ridurre drasticamente gli spazi di agibilità politica e sociale sui territori. Riteniamo estremamente doveroso dunque avviare una riflessione nazionale e una discussione tra tutte le realtà che si sentiranno chiamate in causa da quest’appello per la costruzione di una campagna di sensibilizzazione e una mobilitazione generalizzata nel paese per rispondere all’offensiva securitaria in atto contro gli spazi sociali.

 L@p Asilo 31

Consiglio Popolare Municipio Roma VIII – Verso il secondo appuntamento il 22 Giugno

Consiglio Popolare Municipio Roma VIII – Verso il secondo appuntamento il 22 Giugno

Abbiamo aperto strada, ma non sarà una Storia di Proprietà, piuttosto abbiamo scelto il mare aperto e lanciato una sfida alla nostra Comunità, una sfida di Democrazia, una sfida di Autonomia per dimostrare che di fronte dell’incapacità del Campidoglio, e all’arroganza degli assessori-commissari, c’è un popolo che si organizza. E adesso facciamo crescere questa voce che ieri si è alzata nel Primo ConsiglioPopolare e costruiamo insieme il prossimo appuntamento del 22 giugno! Avanti!

Durante la prima seduta del Consiglio Popolare sono stati approvati tutti gli atti all’ordine del giorno sull’emergenza abitativa, sulla situazione di Piazza dei Navigatori, sulle Scuole del nostro territorio, sulla festa della cultura, sui mercati rionali e sugli spazi culturali a via ballarin e è stata approvata la proposta di risoluzione per chiedere elezioni il prima possibile.

 

Per le fotografie ringraziamo Matteo Nardone, fotografo

 

Cos’è il Consiglio Popolare Otto?

Di fronte alla disfatta del governo del #MunicipioVIII, apriamo uno Spazio pubblico per la Democrazia nel nostro Territorio. Inauguriamo il #ConsiglioPopolareOtto, perchè il commissariamento delle Istituzioni non tolga voce alle vertenze, ai bisogni, ai desideri che nascono e resistono ogni giorno nella nostra parte di città. Le Scuole, i Parchi, i Servizi alle Persone, le Trasformazioni dei nostri quartieri sono alcuni dei temi che rischiano di sparire dall’agenda politica cittadina. Ma se l’incompetenza ci ha lasciato senza un governo del territorio, prendiamo parola e costruiamo le risposte ai nostri problemi.

A cosa serve?

Il Consiglio Popolare del Municipio VIII presenta istanze, mozioni e proposte di risoluzione elaborate dalle cittadine e dai cittadini del territorio, le discute per poi trasmetterle direttamente all’amministrazione capitolina che, invece di ridare la parola al territorio con nuove elezioni, preferisce un lungo e svilente commissariamento.
Chi può partecipare? 
Tutte e tutti.

Giovedì 22 Giugno Seconda seduta del Consiglio Popolare Municipio Roma VIII

Per maggiori Informazioni www.cosigliopopolareotto.it

No One is Illegal – Verso il 20 Maggio a Milano

No One is Illegal – Verso il 20 Maggio a Milano

Il 20 maggio partiremo da Roma per rispondere all’appello “No One Is Illegal“. A partire dal lavoro quotidiano nei nostri territori, consapevoli del valore dei progetti di mutualismo e di welfare alternativo (come gli sportelli legali gratuiti o le scuole di italiano per migranti), dall’animazione di percorsi di inclusione e solidarietà, dalla difesa dei diritti praticata senza assurde distinzioni di razza, saremo presenti alla manifestazione di Milano.

Nonostante le evidenti contraddizioni della giornata, indetta da un’amministrazione che senza remore applica le leggi liberticide che regolano la presenza dei migranti in Italia, alla luce dei continui episodi di intolleranza e razzismo a cui assistiamo, delle inumane condizioni in cui migliaia di lavoratori sono costretti a vivere nelle campagne e nei centri produttivi del nostro paese, ma soprattutto delle politiche internazionali sempre più pericolosamente securitarie e respingenti, saremo presenti per ribadire il nostro no ai decreti, ormai convertiti in leggi, Minniti e Orlando.

Provvedimenti che, in nome di sicurezza e decoro, marginalizzano e discriminano gli ultimi, a cominciare dai migranti.
I tristemente noti episodi di Roma e di Milano, dimostrano già come questi dispositivi siano ormai operativi: retate, rastrellamenti, caccia all’uomo. Lo abbiamo visto alla stazione Tiburtina di Roma come alla Stazione Centrale di Milano; fino all’episodio gravissimo consumatosi giovedì 4 maggio proprio a Roma: Niam Maguette, un lavoratore ambulante senegalese è morto durante l’ ennesima forsennata operazione della polizia municipale, tesa a ripristinare la “legalità” nella vetrina del centro storico di Roma.

E mentre si perseguita chi è costretto a vivere in strada in condizioni di indigenza perché fuggito da fame e guerre o perché abbandonato dalle istituzioni dentra la crisi, si tagliando i fondi al welfare e ai servizi che garantiscano migliori condizioni di vita e di costruzione di comunità solidali e accoglienti. Mentre perseguita i poveri poi, il Governo autorizza i cittadini a sparare a vista per difendere la proprietà privata.

Dietro la retorica del decoro, della lotta al degrado e della sicurezza, si nasconde una precisa volontà politica di normalizzare le nostre città, di cancellare quei pochi spazi di solidarietà e di libertà ancora esistenti, producendo e lasciando campo libero alle peggiori pulsioni xenofobe, razziste e autoritarie.

Crediamo che di fronte ai provvedimenti firmati dal Pd di Renzi, Minniti e Orlando (con il plauso di quasi tutto l’arco parlamentare, dove dal M5s alla Lega al massimo si è chiesto maggiore severità), non vi possano essere ambiguità: non ci si può professare con una mano antirazzisti, e con l’altra firmare e votare leggi simili. La vera sicurezza è quella fatta di diritti e giustizia sociale; la vera accoglienza è fatta di possibilità di accesso ed integrazione e non di controlli e respingimenti.

#libertàdimovimento
#europeforall

Invitiamo gli interessati alla partenza a partecipare all’assemblea martedì 16 maggio alle ore 18.00 presso il presidio di Baobab- vicino piazzale Spadolini https://www.google.com/maps/place/41°55’00.6%22N+12°31’49.5%22E/@41.916841,12.53043,17z?hl=it
Per adesioni al pullman scrivere su questa pagina