da admin | 17 Feb 2017 | Blog, Comunicati, Scuola e Università
Una generazione in cammino non si sgombera
Quando abbiamo visto le prime immagini ed i primi video di quel che è accaduto giovedì nove all’interno di via Zamboni 36 l’indignazione, la volontà di denunciare la nostra opposizione alla violenza che abbiamo visto messa in atto, la necessità manifestare la nostra solidarietà e la nostra vicinanza a chi da quella biblioteca era stato cacciato con la forza sono stati sentimenti sorti in maniera spontanea al netto di ogni ragionamento circostanziato.
A distanza di una settimana ci sentiamo in dovere di condividere alcuni ragionamenti, sulla base di due presupposti che riteniamo necessari: la solidarietà e la complicità a chi si è visto piovere addosso delle manganellate nei locali della propria stessa università era, ed è, dovuta, e le ragioni di quelle manganellate sono ben più profonde -e gravi- della singola vertenza che ha scatenato amministrazione universitaria e questura.
Presupposti importanti se -come è stato- a imporsi nel dibattito degli ultimi giorni è stata non solo la presa di posizione di chi -dal Partito Democratico alle destre- ha approfittato delle immagini del 36 per poter dipingere ad arte un movimento studentesco violento e privo di capacità di analisi e di proposta, ma anche e soprattutto un’operazione mediatica tesa a dirigere e appiattire qualunque intervento su una questione specifica -quella dei tornelli- e tacendo le questioni, molto più gravi del singolo episodio, che abbiamo visto dipanarsi in questa vicenda.
Perché in quei tornelli, e soprattutto nei commenti più o meno risentiti dei tanti che li hanno difesi e invocati negli ultimi sette giorni, c’è, paradossalmente, uno spaccato sincero di quella tendenza securitaria che la nostra società sta subendo, e che ovunque nel mondo viene cavalcata da destre più o meno estreme, più o meno mascherate, più o meno populiste.
Nei racconti del degrado -termine che ancora una volta si impone al dibattito a sproposito- che portano, secondo la ricostruzione che ad oggi è più facile leggere, l’Alma Mater a prevedere quei tornelli noi leggiamo gli effetti di un fallimento sociale e politico che è da imputare a quelle forze che hanno tacciato di violenza gli studenti che in questi giorni hanno provato a riprendersi un pezzo della propria università.
In pochi si sono interrogati sulle ragioni di una situazione sociale difficile quale è quella che viene raccontata dagli studenti -e l’esperienza diretta ci dice che il degrado che guadagna voti a Lega e Movimento 5 Stelle, ma anche al Partito democratico di un Merola qualsiasi, è il frutto dell’assenza di politiche rivolte agli ultimi, di meccanismi di esclusione economica e sociale radicatissimi, e più in genere di disgregazione dei valori solidali e comunitari che sarebbero, almeno a parole, patrimonio di una fascia della popolazione molto più ampia di quanto non lo siano i movimenti studenteschi.
E parlare di disgregazione di un’idea di società ci pare quanto mai appropriato, perché l’idea è stata quella di affrontare un problema non con un’attenzione maggiore alle dinamiche sociali e con quel controllo civile che si ottiene con la partecipazione e la vivificazione degli spazi, ma con la chiusura di un luogo a chi non fosse munito di un badge che ne attestasse l’appartenenza al corpo studentesco; cosa più grave, a giustificare il tutto abbiamo dovuto leggere che quella chiusura sarebbe stata in verità la restituzione agli studenti di un loro diritto -legittimato, essenzialmente, dal loro essere studenti paganti- ingiustamente usurpato.
Contro ogni finzione ed ogni retorica, dobbiamo ribadire che l’università e la società che abbiamo in mente non c’entrano nulla con quello che abbiamo visto in atto a Bologna: non possiamo in alcun modo giustificare chi prova a confondere il diritto all’istruzione con una performance erogata in cambio di un pagamento, anticipando nella narrazione che degli avvenimenti si tesse quel processo di aziendalizzazione che viene portato avanti da decenni, ma che è lontano dall’essere compiuto; non possiamo tollerare che si fomentino guerre tra poveri a coprire le responsabilità, gli interessi e l’incapacità di chi è chiamato ad amministrare la cosa pubblica; non possiamo più accettare di essere schiacciati su dibattiti e temi che non rispecchiano la realtà da un’informazione che con quelle responsabilità e quegli interessi è troppo spesso contigua.
Perché a Bologna i tornelli sono stati la minor cosa, e non possiamo accettare di ridurci a parlare di quello: a Bologna i lati peggiori dell’Italia hanno provato a marginalizzare quanti si muovevano non tanto al singolo caso di una biblioteca universitaria che viene chiusa all’esterno, quanto all’atomizzazione dei corpi sociali, all’individualismo esasperato e incarnato dalle istituzioni accademiche, alla distruzione di una qualunque opzione solidale e mutualistica, e lo hanno fatto con l’arroganza e la violenza. Non ci sono riusciti.
Abbiamo il dovere di denunciare tutto ciò, di dire e dimostrare che la generazione che è stata piegata dalla precarietà e dalla devastazione sistematica dei diritti è capace di ripartire proprio da quei valori di inclusione, democrazia reale e solidarietà che vorrebbero far passare per morti.
Al 36 si è scritta una pagina buia di repressione, con una compagna ed un compagno tratti in stato di fermo, ma ne è scaturita una luminosa di partecipazione nelle assemblee che hanno visto gli studenti dare risposta, in migliaia, all’azione di rettore e questore: una pagina luminosa da cui trarre spunto e da rivendicare, con la chiarezza di chi sa esprimere le ragioni -giuste- che lo muovono crediamo che non saremo mai soli.
Uni.Insur – Università Insurgente
da admin | 21 Gen 2017 | Blog, Comunicati, Territorio
Ieri sera è partita la campagna “Restiamo Umani – Municipio VIII Caldo”, durante la quale insieme ad attivisti di diverse realtà del nostro territorio abbiamo portato ai senzatetto pasti caldi, vestiti pesanti e coperte.
Vogliamo portare avanti un’inchiesta, ascoltare e conoscere le storie di queste persone, degli invisibili, di chi la società marginalizza e ignora.
Il freddo gelido di Roma deve aver congelato le istituzioni di questa città, che restano immobili, e se agiscono scelgono di farlo solo per questioni di “decoro”, allontanando chi dorme per strada dalle zone più visibili della città, buttando via loro le coperte.
I più fortunati, se di fortuna si può parlare, possono ripararsi in roulotte o tende di fortuna, mentre la maggior parte delle persone ripiega su zone protette almeno dal vento; per provare a passare una notte al caldo quindi ci si arrangia come si può, usando anche mezzi di fortuna che rischiano di mettere in pericolo l’incolumità di chi li adopera.
Davanti a questa situazione non possiamo di certo restare indifferenti, invitiamo tutti e tutte contribuire:
vestiti caldi, coperte, calzini invernali, cappelli, sciarpe, cibo in scatola.
https://www.facebook.com/events/1085249418250543/
Nessun Dorma , Casetta Rossa Spa, Uni.Insur Università Insurgente
da admin | 12 Dic 2016 | Blog, Città, Comunicati, Migranti
Il Nostro Mondo Non Ha Confini – Studenti con i migranti
Sabato 17 dicembre si terrà a Roma un corteo cittadino per chiudere con la gestione poliziesca della questione migranti, per un ampliamento delle strutture ad essa dedicata, a partire dall’apertura di un centro per i transitanti; saremo in piazza con la certezza che si deve costruire un modello inclusivo e partecipato di accoglienza per chi fugge da conflitti e miseria, rompendo con l’ideologia del decoro e con il feticcio della legalità.
Oggi che razzismi e populismi avanzano ovunque, addossando meschinamente ai migranti le colpe di una devastazione sociale causata da poteri che di fronte a chi arriva sulle nostre sponde sono silenti o complici di politiche disumane, crediamo debbano essere le giovani ed i giovani di questa città ad alzare per primi la propria voce, per rivendicare una società di liberi ed eguali: una società senza confini, dove nessuno è straniero, e in cui la dignità di donne e uomini viene prima di qualunque calcolo economico o politico.
Per questo chiediamo alle studentesse e agli studenti medi ed universitari di Roma di unirci in uno spezzone che attraversi il corteo del 17 dicembre, tutte e tutti assieme, perché la nostra generazione sa da che parte stare: dalla parte dell’umanità, dalla parte di chi migra, perché il nostro mondo non ha confini!
Invitiamo tutte le realtà studentesche ad aderire con un post sull’evento o un messaggio alle pagine amministratrici, anche il giorno stesso del corteo: dimostriamo assieme che la nostra è una generazione solidale.
Aderiscono:
– Collettivo-Politico Galeano
– Collettivo Studentesco Cento Passi
– Coordinamento SPuD – Disobbedire Si Può
– Link Roma
– Scuolapop Piero Bruno
– Studenti Medi Castelli Romani
– Unione Degli Studenti Roma
– Uni.insur – Università Insurgente
da admin | 22 Nov 2016 | Blog, Città, Comunicati, Territorio
APPELLO PER LA TUTELA DEL PROGETTO DI RECUPERO DI ALEXIS E DELLA LIBRERIA PIUMA DI MARE, NO ALLO SGOMBERO!
In questi giorni ci arriva la notizia di un atto giudiziario nei nostri confronti, con rischio sgombero del nostro spazio.
Notizia che ci appare assurda essendo il nostro spazio da circa 3 anni e mezzo inserito dentro il percorso della delibera regionale per l’emergenza abitativa ed avendo noi presentato un progetto di recupero dello spazio sia alla regione che al comune di Roma. Progetto, il nostro, che comprende non solo 10 appartamenti ma anche uno spazio sociale ed una libreria, un luogo da gestire insieme al quartiere come spazio di cultura che vediamo essere del tutto assente nel nostro territorio.
Sgomberare Alexis, infatti, non significherebbe solo mettere per strada dei giovani precari e precarie in emergenza abitativa ma anche distruggere uno dei pochissimi spazi culturali di tutta la via, una libreria che da oltre un anno organizza momenti culturali, presentazioni di libri con autori di rilievo nazionale, da Nanni Balestrini passando per il fumettista Zerocalcare arrivando all’organizzazione di un festival di letteratura per l’infanzia “Impunito” che ha visto partecipare centinaia di bambini e adulti.
Una libreria che nasce a dispetto di un’attualità caratterizzata da un forte impoverimento culturale e l’abbandono progressivo della lettura. Una libreria controcorrente perché sceglie di favorire le case editrici indipendenti che si trovano oggi schiacciate da un mercato che vuole farle morire e concentrare tutto nelle mani dei grandi gruppi editoriali. Un progetto, quindi, che ha scelto di caratterizzarsi nel segno dell’indipendenza in una Roma che ha visto chiudere, negli ultimi mesi, moltissime librerie.
Sgomberare Alexis significa privare via Ostiense e Roma di un importante baluardo culturale indipendente e presidio di decisionalità della cittadinanza e continuare quel processo che stiamo vedendo devastare tutto il nostro territorio, utile solo ai grandi speculatori e a chi deve estrarre valore per fare profitti.
FIRMA L’APPELLO!
Per adesioni e info scrivere a: recuperiamoalexis@gmail.com
da admin | 18 Nov 2016 | Blog, Città, Comunicati, Migranti
Solidarietà ai migranti transitanti e agli attivisti del Baobab
Mercoledì mattina è andato in scena l’ennesimo sgombero – il sesto in poco più di un mese e mezzo – dell’ accampamento informale organizzato dai volontari del Baobab per tentare di dare accoglienza ai migranti transitanti della Capitale. La gravità della violenza di mercoledì mattina è accresciuta dal fatto che dalle forze dell’ordine è stato intimato agli attivisti che “se si azzardano a montare nuove tende, verranno sgomberati ogni giorno”. Come se non bastasse gli effetti personali dei migranti sono stati, per l’ennesima volta, gettati nella spazzatura insieme alle donazioni fatte dalla cittadinanza. Inoltre, a causa della presenza di un gazebo, è partita una ridicola e vessatoria denuncia per occupazione di suolo pubblico.
Giovedì, invece, piazzale Spadolini è stato recintato, adducendo come giustificazione la necessità di compiere dei lavori di ristrutturazione.
Ricordiamo che poco più di una settimana fa è stato murato l’accesso al parcheggio coperto sul lato Est della Tiburtina, da tempo inutilizzato ed usato dai migranti per ripararsi dal freddo.
In seguito, dopo uno sgombero a Piazzale Spadolini, si era ricreato un accampamento informale davanti all’Hotel Africa ma, anche questo, nell’arco di ventiquattro ore è stato smantellato.
Inoltre, questa mattina, dei blindati sono tornati a Piazzale Spadolini per impedire la ricostituzione di un presidio di solidarietà, mettendo in fuga i migranti lì presenti. Si tratta del quarto intervento delle forze dell’ordine in circa dieci giorni. Siamo davanti ad un accanimento che colpisce per violenza e gratuità.
Intanto stanotte centinaia di migranti, venuti da viaggi in cui hanno perso amici e familiari, dormiranno sotto la pioggia, esposti al freddo autunnale, con vestiti inadeguati e avendo come unico presidio sanitario quello organizzato da Medici per i diritti umani.
Proprio poco giorni fa Medu ha evidenziato come “con il freddo in aumento, centinaia di migranti in transito, tra cui molti minori, dormono in questi giorni all’addiaccio, sui marciapiedi, sull’asfalto, sotto i cavalcavia, in condizioni di gravissima precarietà con rischi per la loro sicurezza e per la salute”.
E’ evidente come il problema dei transitanti in questa città non possa essere delegato alla polizia né essere affrontato come una mera questione di ordine pubblico.
Il Campidoglio e la Regione Lazio devono assumersi le responsabilità politiche di questa situazione, garantendo e predisponendo una accoglienza dignitosa.
Nel frattempo troviamo assurdo che si utilizzi un atteggiamento repressivo verso chi, come gli attivisti del Baobab, da mesi stanno solo cercando di sopperire alle mancanze della politica.
Non permettere loro di dar vita a degli accampamenti informali significa condannare centinaia di transitanti a non avere alcun tipo di assistenza.
Una situazione di fatto assurda. Non solo, infatti, le istituzioni non si fanno carico di questa problematica ma impediscono anche ai volontari di predisporre dei presidi umanitari.
Come organizzazioni sociali operanti nella città non possiamo esimerci dall’esprimere tutta la nostra solidarietà ai migranti transitanti ed ai volontari e alle volontarie del Baobab; non possiamo esimerci dal chiedere la fine degli sgomberi degli accampamenti informali organizzati dalla cittadinanza e la predisposizione, nel più breve tempo possibile, di una soluzione che possa garantire una accoglienza degna.
Arci Roma
Gli Asini rivista
Ass. culturale Laura Lombardo Radice
A Sud
Casetta Rossa
Cinecittà Bene Comune
Coordinamento Legale Migranti in transito:
A Buon Diritto, Action Diritti, Consiglio Italia per i Rifugiati, Radicali Roma;
Coalizione Italiana Libertà e Diritti Civili
CSOA La Strada
Da Sud
Fiom Roma e Lazio
Flc Roma e Lazio
Link Roma
Lunaria
Medu
Rete Miseria Ladra – promossa da Libera e Gruppo Abele.
da admin | 22 Ott 2016 | Blog, Comunicati, Territorio
Appello Contro la Chiusura di Casetta Rossa
In una città dove gli spazi sociali e culturali vengono sgomberati o censurati attraverso strumenti amministrativi, dove la politica si arrende alla tecnica anche Casetta Rossa è di nuovo minacciata.
Allo spazio pubblico, che offre servizi al quartiere e alla città, luogo di eventi culturali di prossimità e di grande rilevanza internazionale, è intimata la chiusura entro i prossimi dieci giorni e rischia di essere sottratto alla fruizione dei cittadini del Municipio assieme al Parco Pubblico di via Ignazio Persico.
Da parte del Municipio dove sventola la bandiera a 5 stelle, arriva arrogante il linguaggio della carta bollata e della tecnica. In poche righe, il Municipio chiede, di fatto, la revoca della convenzione, con argomenti nuovamente pretestuosi e l’interruzione della programmazione culturale per sostituirla con i sigilli della burocrazia al potere. Questo nonostante i ripetuti, quanto inutili e a oggi ingannevoli incontri con la nuova giunta municipale che garantiva a chiacchiere la tutela e la valorizzazione dell’esperienza sociale di Casetta Rossa.
A casetta rossa promuoviamo la presa in cura comunitaria dello spazio, che, a differenza di altri parchi del quartiere e di Roma abbandonati alla discontinuità della gestione pubblica, è tenuto con cura e presidiato secondo un progetto di autogestione concepito in passato con l’ente municipale.
Casetta rossa è il riferimento per iniziative culturali di tanti artisti conosciuti e meno conosciuti, è un laboratorio aperto di buona politica, di mutualismo e di produzione culturale senza padroni. E’ anche il luogo in cui Vandana Shiva parla di conversione ecologica e difesa dei semi, in cui Erri De Luca ci parla di narrativa non omologabile, Paco Ignacio Taibo II giura che la rivoluzione sia ancora possibile e dimostra come, Valerio Evangelisti e Pino Cacucci ci parlano di nuovi e vecchi pirati, Nassrin Abdallah comandante curda delle YPJ, le unità di difesa delle donne, racconta del valore storico della lotta all’ Isis.
Qui, come loro, sono di casa le famiglie di Garbatella che partecipano ad esempio alle attività del gruppo di acquisto solidale, che conta più di trecento iscritti, o ancora le decine di abitanti del territorio che ogni domenica vengono a cuocere il pane nel Forno Popolare, e tutti i bambini e le bambine che ogni settimana affollano i laboratori gratuiti che si organizzano nel parco di via Ignazio Persico.
E ancora l’Associazione Proletari Escursionisti che da un anno organizza in città e in giro per il Lazio camminate collettive alla scoperta di memorie dimenticate e paesaggi incontaminati, i gruppi di conversazione linguistica, il gruppo di lettura Cavallo Pazzo Legge, gli incontri di allattamento della Leche League International e tanti altri.
Mille attività che sono accompagnate dal servizio dell’Osteria Popolare di Casetta Rossa, che si attiva anche per progetti sociali come ad esempio cucinare ogni mercoledi per i rifugiati del Baobab o sostenere da due mesi a questa parte la campagna di solidarietà con le comunità colpite dal sisma ad Amatrice e in centro Italia.
Per tutto questo e tanto altro ancora, non ci è possibile dare seguito alle richieste della lettera pervenuta, la Casetta Rossa non chiuderà mai e proteggeremo queste esperienze con ogni mezzo necessario.
C’eravamo prima e ci saremo dopo di voi.
I prossimi appuntamenti
I prossimi appuntamenti a cui chiamiamo tutte e tutti i cittadini e le cittadine solidali di Garbatella e di Roma per sventare la chiusura di Casetta Rossa e del Parco di via Ignazio Persico sono:
– Domenica 23 Ottobre dalla mattina alla sera Festa al Parco Cavallo Pazzo da zero ai 99 anni con giochi per bambini, musica, laboratorio di Tree Climbing e manutenzione collettiva del Parco.
– Da Lunedi a Venerdi invasione a sorpresa del Municipio.
Casetta Rossa