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Eccoci con un’altra tappa del road to Roma70 live, in questo breve video cerchiamo di trascinarvi un po’ più dentro la realtà di Nessun Dorma e i progetti che non smettiamo mai di seguire, in particolare il concertone del quartiere che si terrà il 13 ottobre nel consueto scenario dello scarico merci del Mercato Grottaperfetta!

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Torneremo alle vostre porte e grideremo più forte – Generazione Ribelle

Torneremo alle vostre porte e grideremo più forte – Generazione Ribelle

Il report dell’assemblea nazionale degli studenti medi tenutasi il 6 settembre al Centro Sociale Rivolta

In un contesto in cui la scuola pubblica sta subendo una forte involuzione senza interruzioni alcune dalla Riforma Gelmini del 2008 sino ad oggi con la Riforma della Buona Scuola di Renzi, ripresa inoltre dall’attuale governo Gentiloni, riteniamo necessario continuare le battaglie intraprese negli anni precedenti e riteniamo altresì che ci sia la necessità di portare avanti le nostre rivendicazioni con una radicalità molto più incisiva rispetto al passato. Siamo ad oggi vittime di un assedio che stravolge completamente il mondo della formazione, rendendolo dall’oggi al domani una fucina di giovani precari da poter sfruttare piuttosto che di cittadini dotati di senso critico.

Siamo consapevoli del fatto che oggi è necessario dotarsi di nuovi strumenti rispetto agli anni passati, soprattutto perché allo stato attuale delle cose i nostri diretti interlocutori sono quegli studenti che hanno intrapreso il loro percorso di formazione all’interno di una scuola già riformata. Abbiamo di conseguenza il bisogno di sperimentare nuove pratiche di pari passo con un avanzamento teorico rispetto alla lotta da condurre contro la Buona Scuola così da permettere agli studenti di tornare ad immaginare un diverso modello di scuola che si opponga in toto a quello che è stato propinato negli ultimi anni.

Prendendo atto che ad oggi non è possibile sfuggire al meccanismo dell’Alternanza Scuola-Lavoro, essendo divenuto un prerequisito necessario al conseguimento dell’esame di maturità, sentiamo la necessità di determinare, attraverso la presenza dei collettivi all’interno di ogni scuola, i processi che attualmente siamo costretti a subire.

In tal senso vogliamo essere noi a decidere come impiegare il nostro tempo da dedicare all’ASL, nelle modalità e nei luoghi ritenuti opportuni da ogni singolo studente attraverso proposte individuali o collettive.

Posta la centralità dell’autonomia decisionale attorno all’Alternanza, in qualunque modo questo progetto venga attuato, gli studenti che vi partecipano producono sostanzialmente ricchezza destinata a rimanere solamente alle imprese che li hanno “assunti” con l’effetto di disincentivare assunzioni retribuite e favorendo la disoccupazione o la sottoccupazione.

Crediamo che la ricchezza prodotta durante l’ASL, ma anche durante la stessa attività di studio come lavoro immateriale, debba essere redistribuita e non usufruita solo dalle imprese, per questo vogliamo che il valore prodotto durante queste attività sia messo a disposizione di tutti attraverso la costituzione di un welfare studentesco che vada da incentivi scolastici, a borse di studio, a libri di testo e mezzi di trasporto gratuiti oppure a facilitare l’accesso alla cultura, come nel caso di cinema o teatri. Crediamo comunque che il meccanismo dell’ASL sia nocivo non solo per chi viene sfruttato, ma anche per quello che dovrebbe essere la scuola pubblica in sé: per questo cercheremo di inceppare e boicottare l’ASL in qualsiasi forma. La costruzione di un rapporto di forza con istituti e presidi deve essere uno strumento fondamentale da praticare tramite i collettivi studenteschi in ogni scuola.

In questo discorso non può non rientrare la Carta dei Diritti e dei Doveri dello studente in alternanza, un provvedimento che a parer nostro è un ulteriore schiaffo morale agli studenti.
Non ci interessa essere falsamente tutelati all’interno di un contesto di sfruttamento legalizzato.

Riteniamo inoltre necessaria una mappatura precisa dei casi eclatanti di sfruttamento durante l’alternanza, in modo tale da poter costruire una vasta campagna di controinformazione e mobilitazione per poter dare più forza alle nostre istanze. Riteniamo invece gravissime le novità che arrivano da Milano, dove il ministro Fedeli e il sindaco Sala hanno sottoscritto un accordo per praticare l’ASL all’interno del comune stesso. Questo non solo di fatto trasforma lo stato in sfruttatore nei confronti degli studenti, ma cosa assurda viene spacciato come uno  strumento di formazione alla cittadinanza attiva in quanto praticata nel mondo della politica. Sappiamo bene però come la stessa politica dei partiti sia la fautrice dei meccanismi di sfruttamento.

Consapevoli della centralità che ha  nella nostra società il tema delle migrazioni e il grande numero di studenti appartenenti a seconde generazioni di immigrati che frequentano ogni giorno le scuole italiane, crediamo che dal momento in cui uno studente viene ritenuto adatto ad essere inserito nel mondo lavorativo tramite l’ASL, ma anche solo sia inserito e integrato nel sistema scolastico, allora sia anche adatto a ricevere la cittadinanza favorendo così realmente l’integrazione, al contrario di quanto avviene ora.

È su questa linea che intendiamo mostrare la nostra opposizione all’ultimo provvedimento del governo sui licei brevi, ultimo tassello del mosaico che ha stravolto il mondo dell’istruzione potenziando la dinamiche di introduzione prematura dei giovani nel mondo del precariato e di tagli, a livello economico e didattico, alla scuola pubblica con conseguente danneggiamento della formazione degli studenti. A tutto questo va associato il dato per il quale le classi che sperimenteranno questo nuovo percorso di formazione saranno costrette a svolgere le attività di ASL durante le vacanze di Natale e Pasqua, oltre che durante il periodo estivo. Tutto ciò rappresenta appieno la trasformazione definitiva della scuola in chiave neo liberista, una scuola che crea precari piuttosto che cittadini.

In questa fase in cui facciamo difficoltà a massificare le mobilitazioni, lo strumento del collettivo studentesco è per noi fondamentale. Abbiamo dunque assolutamente bisogno di rimettere al centro del nostro intervento politico i collettivi, in quanto essi stessi non solo sono la linfa vitale di ogni mobilitazione che portiamo avanti, ma dovranno essere al tempo stesso i protagonisti assoluti di ogni singola contestazione.

Siamo infatti convinti che, rendendo centrale l’intervento politico dei collettivi avremo modo di ledere in maniera concreta e capillare sia ai presidi sceriffo sia alle aziende che entreranno all’interno dei consigli d’istituto.

Dato questo panorama del sistema scolastico è fondamentale ricordarci che la scuola è il luogo di formazione critica e di crescita dei futuri cittadini che non prescinde dalla società che la circonda: in questo ambito la scuola diventa il luogo in cui devono esseri creati tutti quegli anticorpi contro una società che ci educa ad essere razzisti e sessisti. Dobbiamo essere capaci di proteggerci dai populismi che banalizzano la discussione attorno all’antirazzismo o che, faccia della stessa medaglia, ci abituano a assumere acriticamente valori fondanti di una società patriarcale.

“La scuola è lo spazio che forma la società del futuro, quello in cui generazioni di cittadini crescono e si formano, lasciare questo spazio alle logiche attuali vuol dire accettare un mondo basato su sfruttamento, impoverimento e discriminazioni etniche e di genere, perché queste sono le dinamiche di cui il potere necessita per riprodursi. E’ pura illusione pensare che queste stesse dinamiche, che vediamo scuotere il mondo intero dall’America al Medioriente, non comprendano e non guidino il mondo della scuola.
Schierarci e far schierare è la sfida che abbiamo di fronte. Dobbiamo essere all’altezza della situazione.”

Per tutto ciò lanciamo la data del 13 ottobre come prima data di mobilitazione nazionale durante la quale portare nelle piazze tutte le tematiche e le rivendicazioni sopra elencate.

Anche e soprattutto per questo abbiamo intenzione di rovinare la festa alla ministra Fedeli in occasione degli Stati Generali dell’Alternanza Scuola Lavoro, annunciati al meeting di Comunione e Liberazione a Rimini.

Torneremo alle vostre porte e busseremo ancora più forte, non abbiamo più niente da perdere.

Generazione ribelle

da GlobalProject.info

“É guerra agli Umani – Zi’” – #riapriamolàbas

“É guerra agli Umani – Zi’” – #riapriamolàbas

“É guerra agli Umani – Zi’!” Mr Phil feat Colle der Fomento 2006

Siamo agli ultimi giorni di un’Estate Violenta, molti potrebbero dire l’ennesima, in tanti potrebbero giustamente sottolineare come di sgomberi, soprusi e del peso violento della repressione non abbiamo mai purtroppo fatto a meno, sopratutto nei periodi estivi, quando la città va in vacanza e le operazioni di ordine pubblico chiudono i conti in sospeso lasciati durante l’anno.

L’ennesima Estate Violenta, se non fosse che un disegno cinico cresciuto all’ombra dei mantra generalisti della “lotta al degrado” e della più reazionaria ingegneria sociale contro gli ultimi della Terra, sta scrivendo da tempo una lista dei nuovi Nemici Pubblici dell’Ordine Costituito e in un’unica geometria si trovano insieme le occupazioni e le esperienze di Autogestione, con le Ong che si ribellano dal divenire forze di polizia, i migranti, i “negri”, qualunque sia la loro nazionalità, chiunque uomo, donna, bambino scelga la fuga dalla guerra o dalla fame per approdare in Europa in cerca di futuro. Il dibattito politico nazionale esula dagli scenari nucleari, dalla crisi del sistema di welfare, dalla domanda inattesa di futuro che attraversa l’Europa per ricomporsi al rancore diffuso e agli umori più foschi che si diffondono nel paese. É guerra alla solidarietà. É Guerra agli Umani. In Italia, qua, oggi.

Lo scorso 8 Agosto il lucido programma di lavoro della Questura di Bologna metteva sotto sigilli il Laboratorio Crash e attaccava in forze Labas – lo spazio recuperato nato dentro l’ex Caserma Masini 5 anni fa e che restituiva vita e desiderio a uno spazio abbandonato da circa vent’anni e ora proprietà di Cassa Depositi e Prestiti che mira a svendere un luogo centrale del patrimonio pubblico della città.

Il prossimo 9 settembre raccoglieremo anche da Roma l’appello nato nelle gigantesche assemblee che hanno invaso Bologna dal giorno dello sgombero a oggi, per dare forza, coraggio e solidarietà a Labàs, per rivendicare quello spazio sottratto, per dire che a questa Guerra bisogna Resistere e nessuno può essere lasciato indietro; perchè abbiamo ben chiaro anche da qua quanto Làbas abbia rappresentato in questi anni per Bologna e in giro per l’Italia: un laboratorio comunitario straordinario, d’accoglienza, cultura diffusa e solidarietà praticata.

Làbas è una storia meravigliosa ed un simbolo. Un simbolo potente da difendere per chi ha letto nella rigenerazione urbana un’occasione collettiva e così un arma da imbracciare in questa guerra sottile e continua contro la solidarietà. Con Labàs abbiamo camminato insieme in questi anni e l’abbiamo avuto vicino in giro per l’Europa come nella nostra città, dove la stessa Guerra agli Umani costringe oggi i rifugiati di Piazza Indipendenza a rimanere rifiuti sacrificabili in nome della legalità, dell’interesse privato, del decoro bipartisan.

Allora il nostro posto continua a essere e sarà accanto a Làbas, laboratorio del desiderio di una città diversa, e di un Italia diversa in un Mondo alla deriva e la nostra voce sarà per riconquistare quello che ci è stato sottratto, per Bologna, per Roma, per ogni fronte che si aprirà nel presente che attraversiamo.

Per queste ragioni Sabato 9 Settembre saremo a Bologna a fianco dei Compagni e delle Compagne di Làbas per riprenderci lo spazio che ingiustamente gli è stato tolto e invitiamo tutti e tutte le persone che hanno a cuore esperienze come questa a partecipare.

Per info e prenotazioni Pullman:

3281355107
3663518019
3402782450
3205755633

Casa, diritti, dignità! – Dopo lo Sgombero di Piazza Indipendenza Scendiamo in Piazza!

Casa, diritti, dignità! – Dopo lo Sgombero di Piazza Indipendenza Scendiamo in Piazza!

In un Agosto tristemente caratterizzato da continui sgomberi e attacchi alle realtà sociali italiane, la guerra ai poveri portata avanti dalla Prefettura e dal Campidoglio, con il benestare del Ministero dell’Interno, ancora non si ferma.

La mattina del 22 Agosto è arrivato l’ennesimo sgombero, questa volta ai danni dell’occupazione abitativa di Palazzo Curtatone, a Piazza Indipendenza, che da anni ospitava circa 800 occupanti, con lo status di rifugiati e in molti casi con regolare cittadinanza italiana.

L’immobile, occupato dal 2013, era proprietà del fondo di speculazione immobiliare Idea Fimit SGR, con primo azionista De Agostini, seguito da INPS e Carispezia. La stessa Idea Fimit SGR che si è candidata però ad ospitare presso due immobili di sua proprietà circa 1000 migranti, riscoprendo l’interesse per questi nel momento in cui rappresentano una fonte di guadagno.

Allo sgombero non è seguito alcun tentativo di trovare una soluzione dignitosa per le centinaia di persone sbattute in strada da un giorno all’altro, che hanno quindi deciso di rimanere in presidio permanente a Piazza Indipendenza.  Offerti solo 140 posti, tra Torre Maura e Tivoli, prendere o lasciare; non si è tenuto conto, solo per fare un esempio, di dove si trovano le scuole che i moltissimi bambini frequentano regolarmente da tempo.

Nei giorni seguenti, tutto ciò che è stato fatto è stato far intervenire le forze dell’ordine: cariche pesantissime, idranti e manganelli, bambini spaventati portati in questura, perché tutte quelle persone, secondo chi gestiva le operazioni di ieri “devono sparire”.

Ieri abbiamo assistito all’ennesimo atto di una guerra ai poveri che viene come sempre giustificata da politica e stampa, nel nome di una legalità che puzza di razzismo, anche quando la brutalità delle forze dell’ordine è provata, come in quel “se tirano qualcosa rompetegli il braccio” registrato nel video seguente; una “legalità” vergognosa, poiché nasce da un pretesto – quello dello sgombero di un immobile occupato – che è conseguenza delle mancanze delle istituzioni, che avrebbero dovuto occuparsi della sistemazione di quelle donne, di quei bambini e di quegli uomini nel momento in cui è stato garantito loro lo status di rifugiato.

Per ribadire che non si può continuare con il razzismo vestito di legalità, che non si può continuare a lasciare per strada centinaia di persone ogni settimana a suon di sgomberi, e che la nostra città non può diventare un laboratorio di pulizia etnica e sociale, SABATO 26 AGOSTO alle ore 16.00 saremo in Piazza Dell’Esquilino: mai più senza casa, diritti, dignità!

Link ai video:

Repubblica.it – Polizia carica a termini

YouMedia.Fanpage.it – Roma, rifugiati picchiati e caricati. La polizia minaccia attivisti e giornalisti

YouMedia.Fanpage.it – Cariche e Idranti sui Rifugiati

Dopo lo Sgombero, Riapriamo Làbas

Dopo lo Sgombero, Riapriamo Làbas

“..Vabbè balliamo..”

Un tormentone estivo che tristemente descrive lo stato di disinteresse e intorpidimento che la società italiana sta vivendo; e con grande puntualità questa “Estate di merda” (questo il titolo della canzone) è approdata anche a Bologna, da oggi città impoverita, mutilata dallo sgombero di due spazi sociali.

Oggi sigilli al Laboratorio Crash e cariche violente fuori l’ex Caserma Masini, ormai conosciuto come Laboratorio Làbas dove in 5 anni sono nati decine di progetti che hanno riqualificato quell’area, ma soprattutto qualificato l’intervento sociale e politico che come compagne e compagni portiamo avanti.

Senza dover elencare tutte le progettualitá fiorite in una struttura così affascinante, il forte legame e l’elevato livello di coinvolgimento con la città di Bologna (e non solo), che abbiamo respirato ogni volta che abbiamo attraversato quello spazio, ci restituiscono la convinzione che non possiamo fermarci, che bisognerà percorrere nuovi sentieri e quanto prima trovare una nuova casa.

Complici e solidali il 9 Settembre saremo a bologna per riaprire Làbas, qui sotto il comunicato di lancio

Hanno sgomberato Làbas dopo quasi cinque anni di attività al Quartiere Santo Stefano, nell’ex caserma Masini che abbiamo rigenerato dopo 20 anni di abbandono delle istituzioni.

Hanno sgomberato uno dei laboratori politici, sociali e culturali più importanti e partecipati a Bologna, in una città sempre più mediocre, senza idee e senza futuro.

Ma i nostri corpi, le nostre vite, le nostre passioni e i nostri sogni non si fermeranno con uno sgombero. Lo dimostrano i migliaia di messaggi, attestati ed iniziative di solidarietà giunti in poche ore da tutta Bologna, l’Italia e il Mondo.

Il motivo è semplice: quello che abbiamo fatto in questi cinque anni è andato ben al di là dei muri dell’ex caserma Masini, ed è diventato un orizzonte di possibilità per tutti.

Ora è tempo di dare una risposta forte e determinata a quello che è successo ieri.

È per questo che abbiamo deciso di lanciare due appuntamenti: il 30 agosto ci troveremo per un’assemblea pubblica aperta a tutte e tutti, mentre il 9 settembre ci rimetteremo in cammino in una grande manifestazione nella quale tutte e tutti insieme andremo, con gioia e determinazione, a riprenderci ciò che è nostro.

*Per adesioni ed informazioni scrivere a riapriamolabas@gmail.com.

Qui l’evento Facebook: https://www.facebook.com/events/1396308287155571/
#RIAPRIAMOLÀBAS

 

Dalla Parte del Popolo Palestinese – Free Palestine

Dalla Parte del Popolo Palestinese – Free Palestine

Presidio a Sostegno del Popolo Palestinese e della sua nobile Resistenza contro le politiche oppressive del governo Israeliano. Insieme, complici e solidali, contro ogni forma di sfruttamento e sovradeterminazione. Presidio Martedì 1 Agosto ore 17, Piazza della Rotonda.

Gli eventi degli ultimi giorni dimostrano come la città di Gerusalemme sia costantemente teatro di scontro e di lotta tra le forze occupanti, guidate dal governo di Israele, e le sollevazioni spontanee del popolo palesitinese.

La resistenza dei fratelli e delle sorelle in lotta, deve assumere necessariamente un ruolo centrale per l’attenzione dell’opinione pubblica e della Comunità Internazionale.

Per questo invitiamo la Città a ribadire complicità nei confronti di ogni popolo oppresso che lotta per libertà e per l’autodeterminazione.

Sarà un momento di espressione e condivisione di arte e cultura colorato e partecipato, in cui la Comunità palestinese scenderà in piazza e aprirà i microfoni per avere il sostegno di tutte le realtà romane e nazionali che da più di 50 anni sostengono i percorsi di solidarietà internazionale.

Sarà prima tappa di lancio verso il 29 novembre, data che l’Onu ha indicato come giornata mondiale di solidarietà con il popolo palestinese.

Sarà un incrocio da cui ripartire per riaffermare l’unica possibile soluzione per la pace: #freePalestine #EndTheOccupation

“I palestinesi della Comunità di Roma e d’Italia, denunciano e condannano la politica criminale dei governanti d’Israele, l’aggressione dei soldati e dei coloni, responsabili dell’uccisione di decine di palestinesi in soli tre mesi, di cui 4 ragazzi tra cui un bambino solo negli ultimi due giorni e il ferimento di altri 320. Salutano con orgoglio, la resistenza eroica del loro popolo – musulmani e cristiani – per la difesa dell’Al’Aqsa e di Gerusalemme. Denunciano e condannano il silenzio, l’indifferenza e la complicità della comunità internazionale e particolarmente dell’Unione Europea e chiedono un immediato intervento per garantire la protezione dei luoghi sacri di Gerusalemme e del popolo palestinese che da più di 50 anni continua ad aspettare l’applicazione delle risoluzioni dell’ONU e della Legalità internazionale che Israele non ha mai rispettato.

La Comunità palestinese chiede il ritiro israeliano dai territori palestinesi occupati, il riconoscimento del diritto del popolo palestinese all’autodeterminazione e alla creazione del suo Stato libero ed indipendente sul suo territorio nazionale. Sono condizioni minime che neanche dovrebbero essere chieste in quanto sancite dal Diritto internazionale e dalle numerose Risoluzioni Onu ignorate senza alcuna sanzione da Israele. Condizioni senza il rispetto delle quali non ci sarà mai pace in Medio Oriente.
Gloria alla Resistenza e agli eroi resistenti.

Per la fine dell’aggressione e dell’occupazione israeliana.
Palestina Libera.”

(Dal comunicato della Comunità Palestinese a Roma e nel Lazio del 22/7/2017)