Oggi siamo scesi in piazza per celebrare il 72° anniversario della liberazione dal nazifascismo.
Per noi, studentesse e studenti di Roma Sud, partecipare a questo corteo, snodatosi da Piazza Caduti della Montagnola alla Piramide, ha avuto un significato particolare: ha significato infatti ricordare quelle donne e quegli uomini che in questi quartieri diedero vita ai primi focolai della Resistenza Romana, e che per queste strade si sacrificarono per tenere viva la dignità di questa città e di questo paese.
Misero in gioco il proprio corpo, la propria esistenza per difendere libertà, giustizia ed eguaglianza, i valori che animarono i martiri e le martiri della Montagnola, di Porta San Paolo e delle Fosse Ardeatine, e che oggi più che mai rappresentano quell’ideale da contrapporre ai neo-fascismi, palesi o mascherati, che si stanno pericolosamente mostrando in ogni angolo di quel continente, l’Europa, che più di ogni altro ha pagato per la loro barbarie.
E la memoria diviene dunque irrinunciabile, come irrinunciabile continua ancora oggi ad essere la lezione di quelle partigiane e di quei partigiani, che al delirio nazionalista risposero imbracciando le armi nel nome della fratellanza dei popoli, che alla società modellata su un ideale maschilista e militarista risposero con la lotta gloriosa delle partigiane, che alla guerra e alla tirannia risposero con la lotta e la liberazione.
Ne abbiamo raccolto oggi, come ogni giorno, il testimone, scegliendo di affiggere questa mattina i ritratti di Carla Capponi, Marisa Musu, Lucia Ottobrini e Maria Teresa Regard, quattro giovani, quattro antifasciste, quattro partigiane entrate giovanissime nei Gruppi d’Azione Patriottica, e destinate ad assumere un ruolo chiave nella Resistenza romana.
Abbiamo scelto ancora una volta di far parlare i muri di questa Roma eternamente ribelle, con la voce ed i volti partigiane che hanno lottato per liberarla, ricordandone il volto, la vita e le parole, rievocando, a distanza di 72 anni, la forza, la lucidità e la determinazione che conquistarono la loro e la nostra libertà.