Lasagnata Popolare

Lasagnata Popolare

Per aprire i festeggiamenti dei 23 anni di occupazione del CSOA La Strada, cosa c’è di meglio che una Lasagnata Popolare?
Un po’ di energie per affrontare al meglio le due giornate di dibattiti e musica che seguiranno e sostenere le spese del centro sociale.

PRENOTAZIONE RICHIESTA SU QUESTA PAGINA

**Menù fisso a 10 euro – diversi tipi di lasagne e contorno**

“Sai cos’altro piace a tutti? Le lasagne. Hai mai conosciuto qualcuno a cui dici “hey prendiamo le lasagne” e lui risponde “non mi piacciono le lasagne”. Le lasagne sono squisite.” (Shrek)

Torneremo alle vostre porte e grideremo più forte – Generazione Ribelle

Torneremo alle vostre porte e grideremo più forte – Generazione Ribelle

Il report dell’assemblea nazionale degli studenti medi tenutasi il 6 settembre al Centro Sociale Rivolta

In un contesto in cui la scuola pubblica sta subendo una forte involuzione senza interruzioni alcune dalla Riforma Gelmini del 2008 sino ad oggi con la Riforma della Buona Scuola di Renzi, ripresa inoltre dall’attuale governo Gentiloni, riteniamo necessario continuare le battaglie intraprese negli anni precedenti e riteniamo altresì che ci sia la necessità di portare avanti le nostre rivendicazioni con una radicalità molto più incisiva rispetto al passato. Siamo ad oggi vittime di un assedio che stravolge completamente il mondo della formazione, rendendolo dall’oggi al domani una fucina di giovani precari da poter sfruttare piuttosto che di cittadini dotati di senso critico.

Siamo consapevoli del fatto che oggi è necessario dotarsi di nuovi strumenti rispetto agli anni passati, soprattutto perché allo stato attuale delle cose i nostri diretti interlocutori sono quegli studenti che hanno intrapreso il loro percorso di formazione all’interno di una scuola già riformata. Abbiamo di conseguenza il bisogno di sperimentare nuove pratiche di pari passo con un avanzamento teorico rispetto alla lotta da condurre contro la Buona Scuola così da permettere agli studenti di tornare ad immaginare un diverso modello di scuola che si opponga in toto a quello che è stato propinato negli ultimi anni.

Prendendo atto che ad oggi non è possibile sfuggire al meccanismo dell’Alternanza Scuola-Lavoro, essendo divenuto un prerequisito necessario al conseguimento dell’esame di maturità, sentiamo la necessità di determinare, attraverso la presenza dei collettivi all’interno di ogni scuola, i processi che attualmente siamo costretti a subire.

In tal senso vogliamo essere noi a decidere come impiegare il nostro tempo da dedicare all’ASL, nelle modalità e nei luoghi ritenuti opportuni da ogni singolo studente attraverso proposte individuali o collettive.

Posta la centralità dell’autonomia decisionale attorno all’Alternanza, in qualunque modo questo progetto venga attuato, gli studenti che vi partecipano producono sostanzialmente ricchezza destinata a rimanere solamente alle imprese che li hanno “assunti” con l’effetto di disincentivare assunzioni retribuite e favorendo la disoccupazione o la sottoccupazione.

Crediamo che la ricchezza prodotta durante l’ASL, ma anche durante la stessa attività di studio come lavoro immateriale, debba essere redistribuita e non usufruita solo dalle imprese, per questo vogliamo che il valore prodotto durante queste attività sia messo a disposizione di tutti attraverso la costituzione di un welfare studentesco che vada da incentivi scolastici, a borse di studio, a libri di testo e mezzi di trasporto gratuiti oppure a facilitare l’accesso alla cultura, come nel caso di cinema o teatri. Crediamo comunque che il meccanismo dell’ASL sia nocivo non solo per chi viene sfruttato, ma anche per quello che dovrebbe essere la scuola pubblica in sé: per questo cercheremo di inceppare e boicottare l’ASL in qualsiasi forma. La costruzione di un rapporto di forza con istituti e presidi deve essere uno strumento fondamentale da praticare tramite i collettivi studenteschi in ogni scuola.

In questo discorso non può non rientrare la Carta dei Diritti e dei Doveri dello studente in alternanza, un provvedimento che a parer nostro è un ulteriore schiaffo morale agli studenti.
Non ci interessa essere falsamente tutelati all’interno di un contesto di sfruttamento legalizzato.

Riteniamo inoltre necessaria una mappatura precisa dei casi eclatanti di sfruttamento durante l’alternanza, in modo tale da poter costruire una vasta campagna di controinformazione e mobilitazione per poter dare più forza alle nostre istanze. Riteniamo invece gravissime le novità che arrivano da Milano, dove il ministro Fedeli e il sindaco Sala hanno sottoscritto un accordo per praticare l’ASL all’interno del comune stesso. Questo non solo di fatto trasforma lo stato in sfruttatore nei confronti degli studenti, ma cosa assurda viene spacciato come uno  strumento di formazione alla cittadinanza attiva in quanto praticata nel mondo della politica. Sappiamo bene però come la stessa politica dei partiti sia la fautrice dei meccanismi di sfruttamento.

Consapevoli della centralità che ha  nella nostra società il tema delle migrazioni e il grande numero di studenti appartenenti a seconde generazioni di immigrati che frequentano ogni giorno le scuole italiane, crediamo che dal momento in cui uno studente viene ritenuto adatto ad essere inserito nel mondo lavorativo tramite l’ASL, ma anche solo sia inserito e integrato nel sistema scolastico, allora sia anche adatto a ricevere la cittadinanza favorendo così realmente l’integrazione, al contrario di quanto avviene ora.

È su questa linea che intendiamo mostrare la nostra opposizione all’ultimo provvedimento del governo sui licei brevi, ultimo tassello del mosaico che ha stravolto il mondo dell’istruzione potenziando la dinamiche di introduzione prematura dei giovani nel mondo del precariato e di tagli, a livello economico e didattico, alla scuola pubblica con conseguente danneggiamento della formazione degli studenti. A tutto questo va associato il dato per il quale le classi che sperimenteranno questo nuovo percorso di formazione saranno costrette a svolgere le attività di ASL durante le vacanze di Natale e Pasqua, oltre che durante il periodo estivo. Tutto ciò rappresenta appieno la trasformazione definitiva della scuola in chiave neo liberista, una scuola che crea precari piuttosto che cittadini.

In questa fase in cui facciamo difficoltà a massificare le mobilitazioni, lo strumento del collettivo studentesco è per noi fondamentale. Abbiamo dunque assolutamente bisogno di rimettere al centro del nostro intervento politico i collettivi, in quanto essi stessi non solo sono la linfa vitale di ogni mobilitazione che portiamo avanti, ma dovranno essere al tempo stesso i protagonisti assoluti di ogni singola contestazione.

Siamo infatti convinti che, rendendo centrale l’intervento politico dei collettivi avremo modo di ledere in maniera concreta e capillare sia ai presidi sceriffo sia alle aziende che entreranno all’interno dei consigli d’istituto.

Dato questo panorama del sistema scolastico è fondamentale ricordarci che la scuola è il luogo di formazione critica e di crescita dei futuri cittadini che non prescinde dalla società che la circonda: in questo ambito la scuola diventa il luogo in cui devono esseri creati tutti quegli anticorpi contro una società che ci educa ad essere razzisti e sessisti. Dobbiamo essere capaci di proteggerci dai populismi che banalizzano la discussione attorno all’antirazzismo o che, faccia della stessa medaglia, ci abituano a assumere acriticamente valori fondanti di una società patriarcale.

“La scuola è lo spazio che forma la società del futuro, quello in cui generazioni di cittadini crescono e si formano, lasciare questo spazio alle logiche attuali vuol dire accettare un mondo basato su sfruttamento, impoverimento e discriminazioni etniche e di genere, perché queste sono le dinamiche di cui il potere necessita per riprodursi. E’ pura illusione pensare che queste stesse dinamiche, che vediamo scuotere il mondo intero dall’America al Medioriente, non comprendano e non guidino il mondo della scuola.
Schierarci e far schierare è la sfida che abbiamo di fronte. Dobbiamo essere all’altezza della situazione.”

Per tutto ciò lanciamo la data del 13 ottobre come prima data di mobilitazione nazionale durante la quale portare nelle piazze tutte le tematiche e le rivendicazioni sopra elencate.

Anche e soprattutto per questo abbiamo intenzione di rovinare la festa alla ministra Fedeli in occasione degli Stati Generali dell’Alternanza Scuola Lavoro, annunciati al meeting di Comunione e Liberazione a Rimini.

Torneremo alle vostre porte e busseremo ancora più forte, non abbiamo più niente da perdere.

Generazione ribelle

da GlobalProject.info

Riapre La Terrazza!

Riapre La Terrazza!

RIAPRE LA TERRAZZA DEL CSOA La Strada: oggi, giovedì 7, di nuovo aperti!

Come sempre, saremo aperti dal Giovedì al Sabato, dalle 18:00 alle 24:00.

Presenti le cucine delle Gipsy Queen, del Centro Socio-culturale curdo Ararat e dell’occupazione di Piazza Pecile. 

A breve gli eventi delle serate di queste 3 settimane, intanto vi aspettiamo sabato 9, con la ripresa della proiezione delle partite della Roma, alle 20:45 per vedere insieme Sampdoria-Roma!

Senza Acqua Roma e la Città Metropolitana Muoiono!

Senza Acqua Roma e la Città Metropolitana Muoiono!

Senza acqua Roma e la Città Metropolitana muoiono, riprendiamoci la vita

Nell’estate in cui Roma ha conosciuto da vicino la furia devastatrice del fuoco; in cui l’autobus che passava ogni mezz’ora se va bene si vede ogni ora; in cui le aree verdi rimaste aperte e senza transenne sono diventate marroni; in cui a gatti e cavalli si sono abitualmente aggiunti cinghiali, capre e guerre tra volatili vari; in cui la puzza e le mini discariche intorno ai cassonetti sono diventate normali e immancabili; in cui non c’è più una strada percorribile in sicurezza e senza fare gimkane dal centro alle periferie più esterne; in questa Roma qui, il M5s e la Sindaca Raggi continuano nella loro ‘grande menzogna’ finalizzata a descrivere una realtà di plastica, in una cinica e surreale commedia recitata sulla pelle della cittadinanza ed in offesa all’intelligenza della sua anima popolare.

Con la siccità che da incubo è diventato realtà, con il razionamento dell’acqua paventato per il prossimo lunedì e che comunque è dietro l’angolo, la misura è davvero colma. Malgrado Roma, tramite Acea, abbia teppisticamente contribuito a prosciugare il Lago di Bracciano causando un danno ambientale di ingenti proporzioni ed abbia presentato persino un ridicolo ricorso contro la giusta decisione della Regione Lazio di bloccare i prelievi, la Sindaca Raggi ha ignorato per mesi la questione, non ha ascoltato gli allarmi lanciati da più parti ed in particolare quelli provenienti dai Comuni del Lago, ha aspettato l’ultimo minuto per convocare una riunione con Regione ed Acea più utile alla propaganda che ad affrontare il drammatico problema, ha respinto la soluzione proposta dalla Regione Lazio di aumentare la quantità di acqua prelevata dal Peschiera. Giunti a questo punto è urgente che a prendere in mano la situazione di fronte a tanta incapacità sia il Governo nazionale, in particolare con il Ministero per l’Ambiente e il Ministero per la Salute e le Politiche Sociali.

Dov’era Virginia Raggi, Sindaca della Città Metropolitana, Sindaca di Roma ed azionista di maggioranza di Acea, quando in azienda si aumentava la remunerazione dei soci del 25% rispetto al 2015 sottraendo risorse agli investimenti che sarebbero state preziose per riqualificare parti di quella rete-colabrodo che disperde nel tragitto il 42%-45% dell’intero patrimonio idrico? E dov’è adesso, a siccità sopravvenuta, a nasoni in molti casi già chiusi, a pochi passi dal ‘traguardo’ di chiudere per la prima volta i rubinetti dei Romani nella storia millenaria della città, mentre continuano a susseguirsi le immagini di perdite d’acqua dal centro alle periferie più esterne – da Corso Rinascimento a Parco Longanesi, dalla Farnesina a Monteverde ed al Casaletto, da San Giovanni a Cinecittà, dal Pigneto a Torre Angela, da sud a nord e da est ad ovest – con tempi medi di intervento sui guasti che superano il mese?

Acea, che tramite Ato 2 (Ambito Territoriale Ottimale Lazio centrale – Roma) gestisce la risorsa acqua per circa 4 milioni di abitanti e 112 comuni, fornisce un servizio indecente, aumenta i costi in bolletta per gli utenti, distribuisce utili cospicui ai suoi grandi azionisti, investe in misura insufficiente nel rinnovamento delle tubature, si macchia di danni ambientali come dimostra ora l’interesse della Procura di Civitavecchia e le perquisizioni odierne dei NOE alla sede di Acea Ato2.

Per invertire la rotta privatistica di Acea la strada è già segnata da tempo, e servono due gambe per percorrerla: una è quella del Campidoglio, con l’avvio della ripubblicizzazione di AceaAto2 e lo stop all’espansione di AceaSpA in altre aree. L’altra è la piena attuazione della legge regionale 5 votata all’unanimità dal Consiglio nel 2014, a partire dalla riforma e dalla nuova definizione degli Ato sulla base di una pluralità di ambiti idrografici e aprendo alla partecipazione reale delle comunità locali nella gestione dell’acqua.

Non si può restare in silenzio di fronte a tanta irresponsabilità sociale, a quel misto di menefreghismo e disprezzo per la città ed il Bene Comune preludio di una ulteriore, probabile e beffarda furia privatizzatrice che si abbatterà anche su Acea. Ridurre l’acqua e limitarne la disponibilità pubblica comporta, infine, un grave peggioramento delle condizioni di vita di tutti ed in particolare di poveri e senza casa, nonché aggrava il rischio di mandare in crisi servizi essenziali che già oggi non godono certo di buona salute.

Si fa appello ai cittadini tutti, alle realtà sociali, sindacali e dell’ambientalismo, alle forze politiche democratiche, ai Comuni del Lago di Bracciano, affinché si manifesti subito dissenso e rabbia sotto la sede centrale dell’azienda a Piazzale Ostiense:

  • per scongiurare il razionamento dell’acqua con un urgente intervento del Governo nazionale, a fronte dell’incapacità di Sindaca e Giunta capitolina;
  • per ricordare ai vertici di Acea ed alla Sindaca che Roma che l’acqua non è mai mancata nella storia millenaria della città;
    per pretendere da Acea un Piano industriale degno di questo nome ed un’azione puntuale e rapida di risanamento delle tubature-colabrodo;
  • per finirla con i prelievi scellerati ed inutili dal lago di Bracciano, che sono causa di un danno ambientale di vaste proporzioni;
  • per obbligare i vertici di Acea e Campidoglio a lavorare davvero, iniziando dalla rete idrica;
  • per farla finita con bugie e scaricabarile;
  • per la piena attuazione della L.Reg. 5/2014;
  • per gridare che a Roma stiamo perdendo la pazienza e non siamo più disposti a tollerare tanta violenta incapacità nascosta da vuota propaganda.

Appuntamento lunedì 31 luglio, alle ore 17.30 a Piazzale Ostiense 2, di fronte alla sede di Acea. Sono invitate a partecipare tutte le forze sociali e politiche della città.

IoMiDenuncio: liberi di dire “no” ai decreti Orlando-Minniti

IoMiDenuncio: liberi di dire “no” ai decreti Orlando-Minniti

#IoMiDenuncio: liberi di dire “no” ai decreti Orlando-Minniti

Ci sono momenti, situazioni, episodi che fanno la storia e la vita politica e sociale di un Paese.
Momenti in cui si supera una soglia, un punto di non ritorno; momenti in cui è necessario reagire, dove non si danno più opzioni, ma solo necessità.

A suo modo, quanto si è consumato in piazza del Pantheon lo scorso 20 giugno, durante una manifestazione in occasione della Giornata mondiale del rifugiato, rientra in questa categoria.

In una piazza autorizzata un attivista, un legale, esperto di immigrazione, fa una critica dura e argomentata ai decreti Minniti-Orlando di recente conversione. La reazione delle forze di polizia presenti è immediata, al termine dell’intervento chiedono all’attivista di identificarsi. La piazza, sorpresa, protesta contro quello che, agli occhi di molti, è un abuso, una limitazione ed una violazione inaccettabile del diritto di espressione, della libertà di pensiero e di critica politica esercitata in modo pacifico, ma serio e determinato.

Al portavoce di Amnesty International (promotore della manifestazione) viene chiesto dalle forze dell’ordine – come testimoniano i video in rete – di “dissociarsi” dai contenuti dell’intervento. Altri quattro attivisti, che chiedevano spiegazioni in merito a quanto stava accadendo e le ragioni dell’identificazione, vengono a loro volta identificati.

Nei giorni successivi, la notizia ha un’ampia diffusione attraverso media e social network e, immediatamente, vengono presentate ben tre interrogazioni parlamentari – a tutt’oggi inevase – al fine di ricevere spiegazioni in merito alla vicenda.

Quello che poteva rimanere uno spiacevole episodio si è trasformato, dopo circa tre settimane, in qualcosa che non avremmo mai e poi mai pensato, una realtà ben più tangibile, un procedimento penale a carico dei cinque ragazzi.

I ragazzi identificati, infatti, hanno ricevuto la comunicazione da parte dei relativi commissariati di zona al fine di eleggere domicilio e nominare un avvocato. Il commissariato di Trevi Campo Marzio si è preso la briga di redigere un dettagliato verbale configurando ipotesi delittuose a carico dei ragazzi. “Vilipendio della Repubblica, delle istituzioni costituzionali e delle forze armate” per l’attivista che ha preso parola, “Violenza o minaccia a un pubblico ufficiale” per tutti. L’ultima condanna per il reato di vilipendio degli organi costituzionali risale agli anni ’70.

Crediamo sia fondamentale reagire in modo fermo e determinato a quanto è accaduto al Pantheon e quanto sta accadendo in Italia ed in Europa.

Gli spazi di agibilità democratica nel nostro Paese si stanno restringendo in modo sempre più preoccupante ed è grave ed inaccettabile la complicità tra un potere politico che si adopera con leggi liberticide e le forze dell’ordine che si sentono libere di agire senza alcun controllo, una provocazione costante nei confronti di chi protesta a viso aperto, alla luce del sole e pacificamente.

È necessario reagire ora e reagire insieme. Ogni spazio che viene sottratto al libero pensiero, alla critica, al dissenso, al confronto con i Governi e i loro provvedimenti, è uno spazio sottratto alla nostra libertà e al nostro futuro.

Il fatto che quanto accaduto si sia consumato proprio durante la Giornata Mondiale del Rifugiato e proprio nei confronti di un attivista che criticava l’impatto per la popolazione migrante e per gli ultimi nelle nostre città dei decreti Orlando-Minniti, non è casuale.
Sono proprio i migranti, gli emarginati, gli esclusi, i primi ad essere colpiti da questi due provvedimenti e, di conseguenza, chi si impegna pubblicamente per la tutela dei diritti di questi subisce repressioni ed intimidazioni.

Vi chiediamo, quindi, di sostenere questo appello in difesa del diritto al dissenso e della libertà di espressione, del libero pensiero e di critica, nel rispetto di quanto sancito dalla nostra Democrazia e dal nostro Ordinamento Costituzionale.

Vi chiediamo di sostenere questo appello come solidarietà ai ragazzi denunciati, dire simbolicamente “anche io mi denuncio”, perché se criticare il Governo o i suoi provvedimenti, che riteniamo essere ingiusti, è considerato vilipendio, allora siamo tutti colpevoli.

Ci vediamo giovedì 20 luglio alle 18.30 al Panthon per dare vita ad un presidio in difesa della libertà di dissenso e di espressione: portate una frase, un sogno, un’idea, un cartello.

 

Per adesioni personali o collettive scrivere a iomidenuncio@gmail.com