Raggi di speculazione a Piazza dei Navigatori – Stop Cemento

Raggi di speculazione a Piazza dei Navigatori – Stop Cemento

NO al terzo palazzo
SÌ alle opere pubbliche

Per denunciare gli intrallazzi della Giunta Raggi e del M5S capitolino, appuntamento a piazza dei Navigatori venerdì 20 ottobre alle ore 17!

Per avere una parte di quanto doveva versare la cordata di imprenditori che ha costruito a Piazza dei Navigatori ed a via Costantino, il M5s fa loro un doppio regalo:

1) rinnova una convenzione scaduta, oltre che calpestata dagli stessi imprenditori, per dare il via ad un altro palazzone di 10 piani;

2) si impegna a sanare il palazzo a vetri costruito con irregolarità edilizie ed urbanistiche ed utilizzato senza avere l’abitabilità, in spregio a due pronunciamenti del Consiglio di Stato che ne hanno vietato la commercializzazione.

I presunti moralizzatori grillini lavorano per gli imprenditori più inadempienti di Roma, quelli che sono riusciti a costruire i due terzi dei 185.000 metri cubi per i privati senza dare alla collettività una sola delle 16 opere pubbliche previste (per 21 milioni di euro totali, secondo la stima del 2004 che è quindi da adeguare sostanzialmente. ..).

Non facciamoci imbrogliare dalla propaganda falsa della Sindaca Raggi e della sua Giunta M5S: portiamo il Consiglio Popolare del Municipio Roma VIII e la nostra indignazione a Piazza dei Navigatori, il prossimo venerdì 20 ottobre alle ore 17.

Nessuna Persona è Illegale – Corteo

Nessuna Persona è Illegale – Corteo

ROMA, 21 OTTOBRE 2017: Nessuna persona è illegale – Libertà di movimento!

TUTTE E TUTTI A PIAZZA DELLA REPUBBLICA ALLE 14,30

È arrivato il momento di dire con forza che bisogna smettere di tollerare l’intolleranza, che occorre togliere qualsiasi spazio agli spacciatori di odio e razzismo, che NESSUNA PERSONA È ILLEGALE.

Vogliamo essere in piazza perché riteniamo urgente rispondere al clima di odio razziale e di guerra ai poveri che sta imperversando nelle nostre città e che viene alimentato ad arte dal razzismo istituzionale e dallo sciacallaggio di formazioni esplicitamente neofasciste.

Vogliamo essere in piazza assieme alle donne e agli uomini migranti che continuano a mostrarci grande coraggio e determinazione nel disegnare le proprie rotte e costruire il proprio futuro.

Vogliamo essere in piazza contro la legge Minniti-Orlando, razzista e securitaria che pretende di toglierci la parola e gli spazi di vita nelle nostre città.

Vogliamo oltrepassare i confini di Ventimiglia, del Brennero, dove in troppi cercano di affermare il proprio diritto all’esistenza, così come vogliamo abbattere i confini interni alle nostre città, quelli visibili che producono una povertà di differenti colori ma fatta della stessa sostanza e quelli invisibili che ci mettono l’uno contro l’altro.

Vogliamo portare in piazza un’ “altra accoglienza”, che non si basi sul business dell’immigrazione, il confinamento dei corpi e lo sfruttamento di chi vi lavora, ma che, attraverso pratiche solidali e di mutualismo, promuova diritti e percorsi inclusivi

Vogliamo costruire questa giornata insieme alle seconde generazioni e a tutt@ i/le cittadin@ che rivendicano lo Ius Soli come battaglia di civiltà essenziale per iniziare a demolire le impalcature del razzismo istituzionale, saremo a Montecitorio con loro il 13 ottobre quando manifesteranno sotto il parlamento per rimettere questo elemento al centro dell’agenda politica.

Il 21 ottobre saremo quindi in piazza con tutte queste rivendicazioni e con un unico slogan, su cui non c’è mediazione possibile: Nessuna persona è illegale!

Invitiamo tutti coloro che lo condividono a mobilitarsi, a diffondere l’appello, a organizzare autobus e macchine per partecipare al corteo e costruire insieme la manifestazione.

21 Ottobre in piazza a Roma: #Nonèreato!

21 Ottobre in piazza a Roma: #Nonèreato!

In un momento difficile della storia del paese e del pianeta intero, dobbiamo decidere fra due modelli di società. Quello includente, con le sue contraddizioni, e quello che si chiude dentro ai privilegi di pochi. Sembriamo condannati a vivere in una società basata su una solitudine incattivita e rancorosa, in cui prendersela con chi vive nelle nostre stesse condizioni, se non peggiori, prevale sulla necessità di opporsi a chi di tale infelicità è causa. Una società che pretende di spazzare via i soggetti più fragili a partire da chi ha la “colpa” di provenire da un altro paese, rievocando un nazionalismo regressivo ed erigendo muri culturali, normativi e materiali. Una società in cui il prevalere di un patriarcato violento e criminale è l’emblema evidente di un modello tradizionale che sottopone le donne alla tutela maschile e ne nega la libertà. Disagio e senso di insicurezza diffuso sono strumentalizzati dalla politica, dai media e da chi ha responsabilità di governo. Si fomentano odi e divisioni per non affrontare le cause reali di tale dramma: la riduzione di diritti, precarietà delle condizioni di vita, mancanza di lavoro e servizi.

Eppure sperimentiamo quotidianamente, nei nostri luoghi di vita sociale, solidarietà e convivenza, intrecciando relazioni di eguaglianza, parità, reciproca contaminazione, partendo dal fatto che i diritti riguardano tutte e tutti e non solo alcuni. Scegliamo l’incontro e il confronto nella diversità, riconoscendo pari dignità a condizione che non siano compromessi i diritti e il rispetto di ogni uomo o donna.

Vogliamo attraversare insieme le strade di Roma il 21 ottobre e renderci visibili con una marea di uomini, donne e bambini che chiedono eguaglianza, giustizia sociale e che rifiutano ogni forma di discriminazione e razzismo.

Migranti, richiedenti asilo e rifugiati che rivendicano il diritto a vivere con dignità insieme a uomini e donne stanchi di pagare le scelte sbagliate di governi che erodono ogni giorno diritti e conquiste sociali, rendendoci poveri, insicuri e precari.

Associazioni, movimenti, forze politiche e sociali, che costruiscono ogni giorno dal basso percorsi di accoglienza e inclusione e che praticano solidarietà insieme a migranti e richiedenti asilo, convinti che muri e confini di ogni tipo siano la negazione del futuro per tutti.

Ong che praticano il soccorso in mare e la solidarietà internazionale.

Persone nate o cresciute in Italia, che esigono l’approvazione definitiva della riforma sulla cittadinanza.

Giornalisti che tentano di fare con onestà il proprio mestiere, raccontando la complessità delle migrazioni e prestando attenzione anche alle tante esperienze positive di accoglienza.

Costruttori di pace mediante la nonviolenza, il dialogo, la difesa civile, l’affermazione dei diritti umani inderogabili in ogni angolo del pianeta e che credono nella libertà di movimento.

Vogliamo ridurre le diseguaglianze rivendicando, insieme ai migranti e ai rifugiati, politiche fiscali, sociali e abitative diverse che garantiscano per tutte e tutti i bisogni primari.

Il superamento delle disuguaglianze parte dal riconoscimento dei diritti universali, a partire dal lavoro, a cui va restituito valore e dignità, perché sia condizione primaria di emancipazione e libertà.

Chiediamo la cancellazione della Bossi-Fini che ha fatto crescere situazioni di irregolarità, lavoro nero e sommerso, sfruttamento e dumping socio-lavorativo.

Denunciamo l’uso strumentale della cooperazione e le politiche di esternalizzazione delle frontiere e del diritto d’asilo. Gli accordi, quasi sempre illegittimi, con paesi retti da dittature o attraversati da conflitti; le conseguenze nefaste delle leggi approvate dal parlamento su immigrazione e sicurezza urbana che restringono i diritti di migranti e autoctoni (decreti Minniti Orlando) di cui chiediamo l’abrogazione; le violazioni commesse nei centri di detenzione in Italia come nei paesi a sud del Mediterraneo finanziati dall’UE. Veri e propri lager, dove i migranti ammassati sono oggetto di ogni violenza. Esigiamo che delegazioni del parlamento europeo e di quelli nazionali si attivino per visitarli senza alcun vincolo o limitazione.

Chiediamo canali di ingresso sicuri e regolari in Europa per chi fugge da guerre, persecuzioni, povertà, disastri ambientali.

Occorrono politiche di accoglienza diffusa che vedano al centro la dignità di chi è accolto e la cura delle comunità che accolgono. Politiche locali che antepongano l’inclusione alle operazioni di polizia urbana. E occorre un sistema di asilo europeo che non imprigioni chi fugge nel primo paese di arrivo.

Il 21 ottobre uniamo le voci di tutte le donne e gli uomini che guardano dalla parte giusta, cercano pace e giustizia sociale, sono disponibili a lottare contro ogni forma di discriminazione e razzismo.

Building The Future Together cap. 0

Appunti per un Laboratorio su Innovazione Sociale e Territori Digitali

A partire dall’ultima pubblicazione del Basic Income Network Italia – “Quaderni per il Reddito n.7 – Reddito garantito e innovazione tecnologica, tra algoritmi e robotica”, vogliamo dare spazio, durante le 3 giornate del 23° compleanno del CSOA La Strada, ad una discussione che indaghi potenza e miseria del nostro presente.

La crisi del nostro modello di sviluppo ci ha consegnato in questi anni scenari sempre più foschi: guerra globale, crisi strutturale, povertà.
Assumendo l’Italia come punto di vista ci rendiamo poi conto della stagnazione senza uscita dentro la quale è immobilizato il nostro paese, nel quale la distanza tra società e innovazione, tra dibattito politico e possibilità di innovazione diventa abissale, e produce solo stigmatizzazione degli ultimi, come dimostrano i più recenti provvedimenti legislativi su accoglienza, sicurezza urbana e welfare caritatevole.

Perchè è così forte questa distanza? Dove maggiormente si concentra l’arretratezza del nostro sistema politico?
Quali laboratori, strumenti e piattaforme nel mondo stanno riscrivendo, con modernità, la realtà?
L’innovazione tecnologica fa un salto in avanti e apre un terreno di contesa tra nuove forme di sfruttamento e pratiche inedite di condivisione e collaborazione. Questa sfida a prima vista ancora lontana può divenire invece nuovo e fertile terreno di sperimentazione, nel quale tentare di innestare processi di collaborazione e cooperazione sociale con nuove piattaforme digitali.
Interessante la prospettiva di trasformazione di una metropoli come Roma, partendo anche da un singolo territorio o da più in connessione.

Fuori dal feroce frastuono del dibattito politico italiano, il futuro avanza sotto traccia; nelle connessioni digitali, negli esperimenti comunitari, nella necessità impellente di dare corpo a una nuova grammatica politica che tenga insieme automazione del lavoro e solidarietà.
Intraprendere strade diverse per poter inchiestare un Welfare Universale, rivendicarlo dal cuore della metropoli.

Reddito di Base, per la dignità e l’autodeterminazione dell’essere umano.

Ne parliamo con:

Sandro Gobetti – Basic Income Network Italia
Giuseppe Allegri – Ricercatore e Docente di Scienze Politiche e Giuridiche
Enrico Parisio – Presidente Millepiani Coworking