da admin | 30 Lug 2017 | Blog, Glocal, Solidarietà
Presidio a Sostegno del Popolo Palestinese e della sua nobile Resistenza contro le politiche oppressive del governo Israeliano. Insieme, complici e solidali, contro ogni forma di sfruttamento e sovradeterminazione. Presidio Martedì 1 Agosto ore 17, Piazza della Rotonda.
Gli eventi degli ultimi giorni dimostrano come la città di Gerusalemme sia costantemente teatro di scontro e di lotta tra le forze occupanti, guidate dal governo di Israele, e le sollevazioni spontanee del popolo palesitinese.
La resistenza dei fratelli e delle sorelle in lotta, deve assumere necessariamente un ruolo centrale per l’attenzione dell’opinione pubblica e della Comunità Internazionale.
Per questo invitiamo la Città a ribadire complicità nei confronti di ogni popolo oppresso che lotta per libertà e per l’autodeterminazione.
Sarà un momento di espressione e condivisione di arte e cultura colorato e partecipato, in cui la Comunità palestinese scenderà in piazza e aprirà i microfoni per avere il sostegno di tutte le realtà romane e nazionali che da più di 50 anni sostengono i percorsi di solidarietà internazionale.
Sarà prima tappa di lancio verso il 29 novembre, data che l’Onu ha indicato come giornata mondiale di solidarietà con il popolo palestinese.
Sarà un incrocio da cui ripartire per riaffermare l’unica possibile soluzione per la pace: #freePalestine #EndTheOccupation
“I palestinesi della Comunità di Roma e d’Italia, denunciano e condannano la politica criminale dei governanti d’Israele, l’aggressione dei soldati e dei coloni, responsabili dell’uccisione di decine di palestinesi in soli tre mesi, di cui 4 ragazzi tra cui un bambino solo negli ultimi due giorni e il ferimento di altri 320. Salutano con orgoglio, la resistenza eroica del loro popolo – musulmani e cristiani – per la difesa dell’Al’Aqsa e di Gerusalemme. Denunciano e condannano il silenzio, l’indifferenza e la complicità della comunità internazionale e particolarmente dell’Unione Europea e chiedono un immediato intervento per garantire la protezione dei luoghi sacri di Gerusalemme e del popolo palestinese che da più di 50 anni continua ad aspettare l’applicazione delle risoluzioni dell’ONU e della Legalità internazionale che Israele non ha mai rispettato.
La Comunità palestinese chiede il ritiro israeliano dai territori palestinesi occupati, il riconoscimento del diritto del popolo palestinese all’autodeterminazione e alla creazione del suo Stato libero ed indipendente sul suo territorio nazionale. Sono condizioni minime che neanche dovrebbero essere chieste in quanto sancite dal Diritto internazionale e dalle numerose Risoluzioni Onu ignorate senza alcuna sanzione da Israele. Condizioni senza il rispetto delle quali non ci sarà mai pace in Medio Oriente.
Gloria alla Resistenza e agli eroi resistenti.
Per la fine dell’aggressione e dell’occupazione israeliana.
Palestina Libera.”
(Dal comunicato della Comunità Palestinese a Roma e nel Lazio del 22/7/2017)
da admin | 29 Lug 2017 | Ambiente, Blog, Città
Senza acqua Roma e la Città Metropolitana muoiono, riprendiamoci la vita
Nell’estate in cui Roma ha conosciuto da vicino la furia devastatrice del fuoco; in cui l’autobus che passava ogni mezz’ora se va bene si vede ogni ora; in cui le aree verdi rimaste aperte e senza transenne sono diventate marroni; in cui a gatti e cavalli si sono abitualmente aggiunti cinghiali, capre e guerre tra volatili vari; in cui la puzza e le mini discariche intorno ai cassonetti sono diventate normali e immancabili; in cui non c’è più una strada percorribile in sicurezza e senza fare gimkane dal centro alle periferie più esterne; in questa Roma qui, il M5s e la Sindaca Raggi continuano nella loro ‘grande menzogna’ finalizzata a descrivere una realtà di plastica, in una cinica e surreale commedia recitata sulla pelle della cittadinanza ed in offesa all’intelligenza della sua anima popolare.
Con la siccità che da incubo è diventato realtà, con il razionamento dell’acqua paventato per il prossimo lunedì e che comunque è dietro l’angolo, la misura è davvero colma. Malgrado Roma, tramite Acea, abbia teppisticamente contribuito a prosciugare il Lago di Bracciano causando un danno ambientale di ingenti proporzioni ed abbia presentato persino un ridicolo ricorso contro la giusta decisione della Regione Lazio di bloccare i prelievi, la Sindaca Raggi ha ignorato per mesi la questione, non ha ascoltato gli allarmi lanciati da più parti ed in particolare quelli provenienti dai Comuni del Lago, ha aspettato l’ultimo minuto per convocare una riunione con Regione ed Acea più utile alla propaganda che ad affrontare il drammatico problema, ha respinto la soluzione proposta dalla Regione Lazio di aumentare la quantità di acqua prelevata dal Peschiera. Giunti a questo punto è urgente che a prendere in mano la situazione di fronte a tanta incapacità sia il Governo nazionale, in particolare con il Ministero per l’Ambiente e il Ministero per la Salute e le Politiche Sociali.
Dov’era Virginia Raggi, Sindaca della Città Metropolitana, Sindaca di Roma ed azionista di maggioranza di Acea, quando in azienda si aumentava la remunerazione dei soci del 25% rispetto al 2015 sottraendo risorse agli investimenti che sarebbero state preziose per riqualificare parti di quella rete-colabrodo che disperde nel tragitto il 42%-45% dell’intero patrimonio idrico? E dov’è adesso, a siccità sopravvenuta, a nasoni in molti casi già chiusi, a pochi passi dal ‘traguardo’ di chiudere per la prima volta i rubinetti dei Romani nella storia millenaria della città, mentre continuano a susseguirsi le immagini di perdite d’acqua dal centro alle periferie più esterne – da Corso Rinascimento a Parco Longanesi, dalla Farnesina a Monteverde ed al Casaletto, da San Giovanni a Cinecittà, dal Pigneto a Torre Angela, da sud a nord e da est ad ovest – con tempi medi di intervento sui guasti che superano il mese?
Acea, che tramite Ato 2 (Ambito Territoriale Ottimale Lazio centrale – Roma) gestisce la risorsa acqua per circa 4 milioni di abitanti e 112 comuni, fornisce un servizio indecente, aumenta i costi in bolletta per gli utenti, distribuisce utili cospicui ai suoi grandi azionisti, investe in misura insufficiente nel rinnovamento delle tubature, si macchia di danni ambientali come dimostra ora l’interesse della Procura di Civitavecchia e le perquisizioni odierne dei NOE alla sede di Acea Ato2.
Per invertire la rotta privatistica di Acea la strada è già segnata da tempo, e servono due gambe per percorrerla: una è quella del Campidoglio, con l’avvio della ripubblicizzazione di AceaAto2 e lo stop all’espansione di AceaSpA in altre aree. L’altra è la piena attuazione della legge regionale 5 votata all’unanimità dal Consiglio nel 2014, a partire dalla riforma e dalla nuova definizione degli Ato sulla base di una pluralità di ambiti idrografici e aprendo alla partecipazione reale delle comunità locali nella gestione dell’acqua.
Non si può restare in silenzio di fronte a tanta irresponsabilità sociale, a quel misto di menefreghismo e disprezzo per la città ed il Bene Comune preludio di una ulteriore, probabile e beffarda furia privatizzatrice che si abbatterà anche su Acea. Ridurre l’acqua e limitarne la disponibilità pubblica comporta, infine, un grave peggioramento delle condizioni di vita di tutti ed in particolare di poveri e senza casa, nonché aggrava il rischio di mandare in crisi servizi essenziali che già oggi non godono certo di buona salute.
Si fa appello ai cittadini tutti, alle realtà sociali, sindacali e dell’ambientalismo, alle forze politiche democratiche, ai Comuni del Lago di Bracciano, affinché si manifesti subito dissenso e rabbia sotto la sede centrale dell’azienda a Piazzale Ostiense:
- per scongiurare il razionamento dell’acqua con un urgente intervento del Governo nazionale, a fronte dell’incapacità di Sindaca e Giunta capitolina;
- per ricordare ai vertici di Acea ed alla Sindaca che Roma che l’acqua non è mai mancata nella storia millenaria della città;
per pretendere da Acea un Piano industriale degno di questo nome ed un’azione puntuale e rapida di risanamento delle tubature-colabrodo;
- per finirla con i prelievi scellerati ed inutili dal lago di Bracciano, che sono causa di un danno ambientale di vaste proporzioni;
- per obbligare i vertici di Acea e Campidoglio a lavorare davvero, iniziando dalla rete idrica;
- per farla finita con bugie e scaricabarile;
- per la piena attuazione della L.Reg. 5/2014;
- per gridare che a Roma stiamo perdendo la pazienza e non siamo più disposti a tollerare tanta violenta incapacità nascosta da vuota propaganda.
Appuntamento lunedì 31 luglio, alle ore 17.30 a Piazzale Ostiense 2, di fronte alla sede di Acea. Sono invitate a partecipare tutte le forze sociali e politiche della città.
da admin | 17 Lug 2017 | Blog, Città, Migranti
Un avvocato della rete Resistenze Meticce denunciato per aver protestato pubblicamente contro i decreti Minniti-Orlando, altri attivisti per violenza o minaccia. La loro colpa? Aver chiesto spiegazioni.
Lo scorso 20 giugno al Pantheon abbiamo partecipato ad una manifestazione in occasione della “Giornata mondiale del rifugiato”. Nella stessa piazza centinaia di persone, richiamate da un appello di Amnesty International e da una convocazione di spazi sociali, sportelli e reti di solidarietà con i migranti con la sigla EuropeForAll, manifestavano per un’accoglienza degna, contro il razzismo di Stato e per la libera circolazione delle persone.
Al termine del flash mob di Amnesty un attivista e legale di Resistenze Meticce, Gianluca, prendeva la parola intervenendo contro i decreti Minniti-Orlando, raccontando gli effetti che hanno sulla vita dei migranti e sulle vite degli ultimi nelle nostre città. Un intervento duro nei contenuti, un giudizio politico che vuole corrispondere alla nostra ferma opposizione quotidiana alle politiche (anche) di questo Governo in materia di politiche migratorie e di sicurezza pubblica.
Subito dopo che si è allontanato dal microfono, è scattata la provocazione e l’intimidazione delle forze dell’ordine che sorvegliavano la piazza. Così, Gianluca viene fermato e gli viene chiesto di avvicinarsi alla volante per essere identificato: alla polizia non sono piaciuti i contenuti del suo intervento. La piazza reagisce in maniera ferma, protesta senza cadere nella provocazione, ma le forze dell’ordine insistono nel volerlo identificare e assieme a lui identificano anche altri attivisti che chiedono spiegazioni. Al portavoce di Amnesty viene chiesto – come testimoniato da diversi video – di “dissociarsi” dalle nostre parole.
Una situazione kafkiana, dove chi protesta pubblicamente e a viso aperto viene identificato e intimidito: non si può e non si deve criticare il razzismo di Stato. Ora l’avvocato è stato raggiunto da una notifica di indagine altrettanto assurda: è indagato per “vilipendio della Repubblica, delle istituzioni costituzionali e delle forze armate”, secondo l’articolo 290 del codice penale, nonché di minaccia e violenza contro le forze dell’ordine (reato quest’ultimo per cui sono stati denunciati anche altri attivisti).
Di fatto nel nostro Paese, a Roma, viene reintrodotto il reato di opinione: ogni voce di dissenso deve essere azzittita. L’ultima volta che un cittadino italiano è stato condannato per l’accusa di “vilipendio delle istituzioni costituzionali” era il 1977, i poliziotti di Cossiga uccidevano Giorgiana Masi e ci trovavamo in pieno stato d’emergenza.
Ma non ci faremo di certo intimidire e, oltre a esprimere la nostra solidarietà a tutti gli attivisti denunciati, continuiamo a batterci per contrastare le politiche della sicurezza e della paura, per costruire un mondo fatto di ponti e non di muri: già oggi in tante e tanti saremo in piazza del Campidoglio e nei prossimi giorni a Ventimiglia.
Dinamopress.it
da admin | 1 Lug 2017 | Blog, Memoria, Territorio
Sottoscriviamo e condividiamo la lettera che le Madri Per Roma Citta’ Aperta hanno indirizzato a Virginia Raggi e Luca Bergamo.
Alla Sindaca di Roma sig.ra Virginia Raggi
All’attenzione del Vicesindaco di Roma sig. Luca Bergamo
Gent. Sindaca Raggi,
siamo il Comitato “Madri per Roma Città Aperta” nato dieci anni fa per desiderio di Stefania Zuccari, madre di Renato Biagetti, ingegnere della robotica con specializzazione nel suono, di 26 anni, che il 27 agosto 2006 è stato assassinato con otto coltellate.
Si trovava all’uscita di un concerto di musica reggae, a Focene, con un amico, colpito di striscio, e la sua fidanzata, anche’essa vittima dell’aggressione. E’ stato affrontato da due giovanissimi fascisti senza un apparente motivo. Non c’è stata una “lite tra balordi” come si è scritto in un primo momento e poi totalmente negato nella sentenza processuale, ma una stupida rivendicazione del territorio. Sì, questa è la cultura nella quale sono cresciuti e sono stati educati assassini di Renato: esclusione, razzismo, omofobia, violenza, odio, sessismo.
Stefania, la mamma di renato, insieme al fratello Dario, hanno voluto ricordare ogni anno Renato con la cosa che amava di più : la musica. Ogni anno a San Paolo a Parco Schuster abbiamo tenuto un evento chiamato Renoize fatto di musica e interventi di realtà che si occupano di antifascismo e di resistenza al disagio sociale e alla perdita dei diritti. Evento che richiama da anni, migliaia di persone provenienti da tutta la Città, dall’Italia e anche dall’estero, evento che si ripete anche in altrie parti di Europa , insieme tutti a ricordare che di fascismo ancora si muore.
Renoize segue il giorno del ricordo di Renato che si tiene a Focene dove la famiglia e gli amici di Renato, le nuove famiglie che nel tempo si sono create, tanti bambini, ma anche tante persone incontrate nei nostri percorsi di madri antifasciste, giovani immigrati si incontrano affettuosamente per un ricordo più intimo.
Abbiamo appreso, sgomente e sinceramente dispiaciute, che quest’anno non è stato concesso il permesso per il concerto di Renoize, questo appuntamento così importante per noi amici e familiari di Renato e per le tante situazioni di lotta e di resistenza della città che da anni hanno contribuito a costruire quest’evento.
Le chiediamo dunque di poterla incontrare il più presto possibile per poterle raccontare , chi è Renato, che cosa è nato dalla sua morte, cos’è Renoize, così come abbiamo incontrato i Sindaci che l’hanno preceduta da Veltroni in poi.
Questa volta vorremmo incontrare il Sindaco da donne a donna, da madri a madre, ma anche da madri a figlia . Ci piace ricordare che Renato ed altri nostri figli, hanno frequentato come lei la scuola Giardinieri, e hanno vissuto con Lei tanti momenti di grande amicizia.
In attesa di un suo riscontro (Le auguriamo buon lavoro) (Le porgiamo i nostri saluti)
Comitato di Madri per Roma Città Aperta