Peano: nuova aggressione fascista, gli studenti si ribellano
Le modalità di proiezione dello spettacolo teatrale “Magazzino 18”, realizzato dal Cantautore Simone Cristicchi, trattante il tema delle foibe, hanno fatto scoppiare un focolaio di tensioni all'interno dell'istituto
Martedì 17 febbraio ha avuto inizio la settimana dello studente al Liceo Scientifico-Linguistico Giuseppe Peano: lezioni autogestite e laboratori hanno preso il posto del solito calendario, grazie alla collaborazione tra alunni e docenti. All’interno di questo quadro, nella mattina del 20 febbraio, era stata fissata la proiezione dello spettacolo teatrale “ Magazzino 18”, controversa interpretazione dei massacri delle foibe istriane ideata da Simone Cristicchi. Questo evento ha però fornito il pretesto a un gruppo di esponenti dell’estrema destra per intralciare le attività degli studenti.
Prima della proiezione e in barba a qualsiasi autorizzazione, un ex studente, esponente di un’ associazione dichiaratamente di estrema destra, il 17 febbraio si è introdotto nella scuola allo scopo di promuovere e presentare l’iniziativa. A fronte della ferma opposizione di due rappresentanti d’istituto, l’ex studente non ha avuto altro spazio se non il permesso di installare la proiezione.
Immediate le reazioni di chi, con tutta evidenza, aveva cercato un pretesto per minare le attività degli studenti del Peano: la sera stessa “l’intruso” ha deciso di pubblicare su un quotidiano on line un articolo intriso di retorica e vittimismo per denunciare il fatto che non gli fosse stato permesso di entrare in una scuola senza alcun permesso. Come se non bastasse un post di Simone Cristicchi, il 18 febbraio, ha coronato la denuncia del mancato tentativo di intromissione.«Una volta venuti a conoscenza del post, abbiamo scritto con insistenza a Cristicchi, il quale dopo aver ascoltato anche la nostra versione dei fatti ha deciso di eliminare il post di Facebook», afferma Adriano Sacco, studente del Peano.
Quella che poteva essere solo una spiacevole, nonché imbarazzante, vicenda mediatica, ha però rivelato il suo triste volto macchiato ancora una volta di violenza fascista. La mattina del 20 febbraio, pochi minuti prima del suono della campanella una decina di individui appartenenti alle formazioni di estrema destra si sono recati alle porte d’ingresso dell’istituto provvisti di volantini e uno striscione con la scritta: “ Ma quale libertà di parola”. Studenti e rappresentati si sono immediatamente opposti alla comparsata, strappando i volantini firmati da sedicenti “studenti liberi del Peano” e lo striscione. Secondo il più classico degli schemi, un rappresentante degli studenti è stato aggredito, senza ricevere per fortuna lesioni gravi. «Alcuni di questi individui, una volta che il nostro rappresentante ha deciso di strappare lo striscione, si sono avventati contro di lui. Uno di questi ha colpito Attilio alla testa con una stampella», ha dichiarato Andre Bocchieri, rappresentante d’istituto.
Gli aggressori sono fuggiti immediatamente appena sono state chiamate le forze dell’ordine.
Questa brutta vicenda, conclusasi con una vile aggressione, conferma il dilagare del fenomeno fascista per le strade della Capitale ma ci ricorda anche che all’interno delle scuole il bisogno di vera informazione e di autorganizzazione costituisce una una forma di Resistenza più forte di ogni violenza.

