Dispacci

Pubblicato il 23 ottobre 2014 | da Redazione

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Il Peano non si ferma: la protesta arriva alla Provincia

L'istituto è stato chiuso in seguito ai crolli della scorsa settimana. Gli studenti denunciano l'intervento tardivo delle istituzioni

Dopo il crollo di lunedì scorso gli studenti del liceo Peano continuano la protesta contro le condizioni precarie del loro istituto. Oggi gli studenti si sono recati sotto la sede della Provincia per un sit-in durante il quale hanno aperto i libri e iniziato a studiare. Un atto simbolico per denunciare la mancanza degli spazi e la lesione del diritto allo studio che stanno subendo a causa delle mancanze istituzionali. Pubblichiamo il comunicato scritto dagli studenti in occasione di questa “protesta silenziosa”:

Presi in esame gli ultimi eventi che hanno coinvolto molti istituti presenti sul territorio romano, la componente studentesca del L.S.S. “G. Peano” ha deciso di intraprendere un’azione di protesta silenziosa sotto la sede della Provincia di Roma, per manifestare il dissenso nei confronti di un apparato statale negligente, che ormai da anni ha smesso di investire nella manutenzione e la ristrutturazione degli edifici scolastici, ormai in piena decadenza. L’idea che un intervento incisivo e tempestivo, per quanto riguarda l’edilizia scolastica, avvenga soltanto di fronte a una situazione di avanzato deterioramento delle strutture, non può essere più permesso, va sradicato e combattuto il più possibile. Questa mattina siamo inoltre quindi riusciti ad ottenere un colloquio con l’ufficio che si occupa dell’edilizia scolastica della Provincia di Roma

Di fronte alla caduta di un pannello in una delle aule dell’istituto “G. Peano” il lunedì scorso, durante le ore di lezione, gli studenti e le studentesse, assieme ai genitori, i docenti e il personale amministrativo, si sono ritrovati (in seguito ad attente perizie da parte degli incaricati della Provincia di Roma) al di fuori dei cancelli dell’istituto, con una temporanea chiusura per interventi di messa in sicurezza. Nonostante la chiusura, gli studenti non hanno smesso di tenere i riflettori accesi sull’accaduto, autorganizzando lezioni e ore studio individuale in strutture non scolastiche; grande solidarietà è stata dimostrata da parte delle componenti della scuola, che prova a ridurre il più possibilmente il disaggio dei giorni di chiusa e da parte dei ragazzi e le ragazze del CSOA La Strada che prontamente hanno dato piena disponibilità dei loro spazi affinché gli studenti e le studentesse del Peano potessero – in maniera ridotta – rimanere concentrati sul loro percorso di studi. Ci si chiede tuttavia perché è necessario sfiorare la tragedia prima che le istituzioni intervengano tempestivamente per risolvere problemi indispensabili, come la sicurezza degli studenti e dei lavoratori. Ci si chiede perché le segnalazioni alle istituzioni vengono prese in esame in modo talmente rallentato e perché la fonte primaria della cultura viene via via oppressa e debellata da un sistema che schiaccia e non perdona.

Riappropriarsi del diritto allo studio ci appare fondamentale in un’epoca dal taglio facile, un epoca in cui la riforma Gelmini ha tolto più di 8 miliardi di euro alla scuola pubblica; questa è l’epoca delle promesse fatte e mai mantenute, è l’epoca del governo Renzi che non rispetta le promesse fatte in campagna elettorale per quanto riguarda l’istruzione, il governo che tace e acconsente di fronte a pessime decisioni prese da suoi predecessori, insistendo sulla linea politica della precarietà e dell’istruzione classista. Riappropriarci del diritto allo studio, nelle nostre aule, senza sentirci minacciati da crolli, macerie e continui tagli massacranti, ci risulta dignitoso e doveroso, non solo per gli studenti che si susseguono sugli stessi banchi generazione dopo generazione, ma soprattutto per quei maestri di vita che con dedizione e passione entrano in classe per formare future menti consapevoli, dallo spirito critico, che sappiano opporsi a loro volta di fronte alle ingiustizie e che sappiano esercitare i propri diritti e doveri.

Per tutta questa serie di motivi, gli studenti e le studentesse del Peano si siedono per studiare di fronte alla Provincia di Roma, che ha negato loro per vari giorni il diritto di entrare a scuola per via della loro negligenza e disattenzione. Simbolicamente protestiamo per l’evento che coinvolge la nostra scuola, ma estendiamo indirettamente la protesta a tutti gli istituti italiani che vivono una condizione precaria.

GLI STUDENTI DEL L.S.S PEANO

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