Resistenze A.P.E. 1921

Pubblicato il 9 settembre 2015 | da Matteo Picconi

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A Casetta Rossa nasce la sezione romana A.P.E.

Il gruppo trekking di Avventurosa/Mente “riprende il sentiero” delle Associazioni Proletari Escursionisti, nate in Nord Italia nel lontano 1919

“Sempre più in alto, verso una nuova umanità”: sembra impossibile che un motto socialista di quasi un secolo fa possa tornare fortemente in auge. Succede a Casetta Rossa, nel cuore della Garbatella, dove il gruppo trekking Avventurosa/Mente inaugurerà con l’aperitivo di domani (ore 19, via Magnaghi 14) il progetto della prima sezione romana A.P.E. (Associazione Proletari Escursionisti).

Cover_SentieriProletariL’incontro sul “sentiero proletario”. Le idee non nascono per caso ma sono il frutto di un percorso. Il gruppo trekking Avventurosa/Mente da ormai due anni persegue la pratica sportiva dell’escursionismo come momento di partecipazione e condivisione sociale, nonché come occasione per ripercorrere la nostra storia, la nostra memoria collettiva. Un insieme di intenti che ha portato, nel corso della recente iniziativa “L’Altra Estate”, all’incontro con Alberto “Abo” Di Monte per la presentazione del suo libro “Sentieri Proletari“, un’opera che racchiude un secolo di storia delle A.P.E. e che attraversa, nel bene e nel male, tutte le vicende del ‘900 italiano.

Proto-sport popolare. La prima A.P.E. nasce a Lecco nel 1919 ma le radici dell’escursionismo operaio sembrano risalire a molto prima, almeno al 1885, con il Club Alpino Operaio (C.A.O.) di Como. Prime vere associazioni sportive di orientamento socialista, le A.P.E. rappresentarono una conquista del proletariato: da un lato l’escursionismo smetteva di essere una disciplina esclusiva delle classi aristocratiche e alto borghesi; dall’altro si liberava dall’aspetto meramente agonistico e competitivo per divenire pratica salutare, educatrice, con funzioni sociali che andavano dall’aggregazione alla lotta all’alcolismo, vera piaga della classe operaia. Una sorta di manifesto di sport popolare, oggi argomento molto dibattuto, che andava ad amalgamarsi con le innumerevoli lotte del proletariato di quegli anni, soffocate nella violenza alla fine di quel “caldissimo” Biennio Rosso.

Il ventennio visto dalla montagna. Pur non avendo superato la diffidenza dei vertici partitici socialisti e, dopo il 1921, comunisti, con l’aprirsi degli anni ’20 le A.P.E. moltiplicarono le sedi e gli iscritti tra le famiglie operaie. A Milano nacque addirittura una testata giornalistica, “Sport e Proletariato” (luglio 1923), che divenne la naturale antagonista della più borghese “Gazzetta dello Sport”. Ma di lì a pochi mesi di distanza questa “primavera” del proletariato avrebbe fatto i conti con la storia: la messa al bando di “Sport e Proletariato” nel gennaio 1924, diffusi attacchi squadristici e l’avvento del regime fascista costrinsero molte sezioni delle A.P.E. alla chiusura o alla clandestinità. Per molti “apeini” la montagna divenne un luogo di evasione sociale e, nel tempo, politica, antifascista. Aspettando che tornasse il loro momento. E quando quel momento arrivò, all’indomani dell’8 settembre 1943, la risposta degli “apeini” non si fece attendere. Azioni dimostrative, supporto logistico alle forze Partigiane e militari, molti ex membri delle A.P.E. si ritagliarono un ruolo fondamentale nella Resistenza contro le truppe nazifasciste. Paradossalmente la fine del secondo conflitto mondiale segnò un’inversione di tendenza partecipativa nei confronti delle A.P.E. che, col passare degli anni, raccolsero sempre meno adepti. Lo stesso escursionismo mutò di pelle e da pratica popolare divenne sempre più sport estremo, per specialisti, per chi che guarda solo alla cima, ignorando la storia che riveste un’intera montagna. Ma le vecchie storie “apeine” stanno ritrovando nuovi “alveari” e, dopo Milano nel 2012, ora è la volta di Roma.

apemilano_3Appuntamenti. Roma non avrà le Alpi ma anche la Resistenza Romana ha conosciuto le sue montagne. Ed ora vi sono persone pronte a raccogliere l’eredità di questa preziosa memoria storica. «Questa storia, lunga decenni, ci racconta di lotta e di popolo, di antifascismo e resistenza – hanno dichiarato i responsabili di Avventurosa/Mente – vogliamo creare un’associazione che si faccia carico della storia dell’APE e ne prosegua il cammino, lo faremo in stile Casetta Rossa…». I trekkers della Garbatella lanciano un doppio appuntamento: domani con l’aperitivo a cura del Forno Popolare (ore 19) per sostenere le spese di costituzione dell’A.P.E.; nel prossimo mese di ottobre (data ancora da specificare) è prevista la presentazione ufficiale dell’associazione, in compagnia dell’A.P.E. di Miliano “per proseguire insieme un cammino iniziato tanto tempo fa”.

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