#Salvaiciclisti Roma, nasce l’associazione dei cicloattivisti
Dopo una stagione di movimento, #Salvaiciclisti Roma si ripensa come nuovo soggetto politico che sul territorio cittadino possa rapportarsi con le Istituzioni. Ne abbiamo parlato con Michelangelo Alimenti, storico ciclo-attivista romano
Mai come oggi nella città eterna la parola traffico è diventata sinonimo di tragedia. Con l’Atac al bordo del fallimento e il solito traffico impazzito, la mobilità cittadina, a distanza siderale dagli standard delle altre capitali europee, è da sempre in cima alle preoccupazioni quotidiane dei romani.
Nonostante sembri il contrario, la politica istituzionale ha dimostrato di comprendere bene l’importanza del tema, trasformandolo in un fondamentale argomento di campagna elettorale, trasversalmente agitato da tutte le forze politiche. Senza andare troppo indietro nel tempo, basterebbe ricordare come Gianni Alemanno vinse le elezioni promettendo, tra le tante cose, di coprire tutte le buche della pavimentazione cittadina, mentre è ancora fervido il ricordo di un Ignazio Marino a pedali durante il suo rally elettorale del 2013.
Andando oltre il mero marketing elettorale, gli ultimi anni hanno registrato un importante fenomeno che riguarda la mobilità: il numero dei ciclisti urbani, considerati come persone che utilizzano abitualmente la bicicletta per gli spostamenti quotidiani, è passato dallo 0,4% al 4% della popolazione cittadina. Il movimento ciclista romano, da sempre presente in città grazie anche a manifestazioni come la Critical Mass, ha fatto un salto di qualità nel 2012, dopo una moltitudinaria manifestazione tenutasi sotto il logo di #Salvaiciclisti dalla quale è nato l’analogo movimento di amanti della bici e della mobilità sostenibile.
Lo scorso 10 ottobre #Salvaiciclisti Roma si è costituita in associazione. La novità riguarda l’obiettivo, come riporta il sito web dell’associazione, di creare un nuovo soggetto politico che sul territorio romano possa rapportarsi con le Istituzioni. Abbiamo intervistato in proposito Michelangelo Alimenti, storico ciclo-attivista e membro del Consiglio Direttivo della neo costituita associazione.
#Salvaiciclisti è nato nel 2012 come movimento di ciclisti urbani che vuole promuovere la mobilità sostenibile, a piedi e a pedali. Da chi è composta l’Associazione appena creata? Oltre i singoli ciclisti, sono presenti altre realtà associative?
«No, al momento tra i soci fondatori non ci sono altre associazioni, ma siamo aperti a tale ipotesi che speriamo di riuscire a realizzare, proprio perché vogliamo essere di supporto alle piccole associazioni sul territorio come un megafono nei confronti dell’Amministrazione».
Partiamo dalla situazione della mobilità a Roma. Qual è il vostro giudizio sullo stato della mobilità nella città eterna e qual è l’obiettivo prioritario che #Salvaiciclisti Roma vuole centrare per la mobilità sostenibile nella capitale?
«Il giudizio sulla mobilità romana non può che essere pessimo, sotto tutti i punti di vista, a partire da quello privato a motore, mentre definirei indegno quello sulla mobilità collettiva e su quella sostenibile in genere. Il PGTU (piano generale trasporto urbano) approvato è rimasto sulla carta e nulla è stato fatto per attualizzarlo. Come #SIC-Roma vogliamo che la mobilità della nostra città venga ripensata come è accaduto in tutte le Capitali civili del pianeta. Vogliamo un Trasporto Pubblico Locale efficiente e che si investa in sicurezza stradale, non per i ciclisti ma, per i cittadini in generale. Vogliamo vedere ridotti il numero delle auto, gli incidenti e la velocità di punta: la mobilità deve diventare moderna, con il limite di velocità a 30 km/h e la fluidità del traffico. Sicurezza per gli utenti fragili, pedoni e ciclisti, bambini e la riduzione dell’inquinamento atmosferico e acustico. Sono questi i punti fondamentali per una Roma moderna e per una nuova era della qualità di vita».
Nel momento della sua elezione, Marino aveva rappresentato una speranza per il popolo delle biciclette. Il sindaco era stato più volte ritratto mentre girava in bici per Roma. Nei due anni della sua amministrazione la situazione della mobilità è migliorata?
«Sarebbe meglio stendere un velo pietoso sull’argomento, l’unica cosa realizzata, la pedonalizzazione dei Fori, non è mai stata reale ed è mancato il coraggio di dare un segno. Non ritengo colpevole Marino come persona o come Sindaco, ma credo che vada additata una Giunta incompetente, lobby contrarie e di nuovo una generale mancanza di coraggio nel dare un segno e un senso al cambiamento. C’è ancora tutto da fare e lo faremo, #SIC si propone proprio questo».
Nell’ultimissimo periodo di vita della giunta Marino, ci sono state aspre polemiche tra #Salvaiciclisti e il nuovo assessore Esposito, quali sono i motivi delle frizioni?
«Espo chi? Un incompetente, non conosce assolutamente l’argomento e non ha una visione di città e di qualità della vita. Il suo unico ruolo è quello di impedire il fallimento di ATAC in vista del giubileo. Personalmente, da padre, non gli affiderei neppure la paghetta settimanale per i biglietti dell’autobus, sarebbe in grado di farsela fregare dai compagni e amici; il Pd ha scelto di dargli un “portafogli gonfio” e responsabilità. Esposito avrà tanti meriti politici ma, in fatto di mobilità non ne capisce nulla. Tra i motivi delle frizioni c’è il progetto del GRAB (Il Grande Raccordo Anulare delle Bici) che Esposito ha osteggiato, in controtendenza con il precedente assessore. Potrebbero realizzarlo e farlo funzionare come volano turistico e strumento per il Giubileo: non ci riusciranno sebbene sia qualcosa che già esiste; ho paura che essendo a costo zero sia troppo difficile da capire per chi non ha una visione».
#Salvaiciclisti, con la costituzione dell’Associazione, si prefigura la possibilità di partecipare con una propria rappresentanza riconosciuta ai tavoli tecnici e dare un apporto concreto in termini di esperienza sul campo. Sembrerebbe, insomma, una chiara intenzione di esercitare una sorta di funzione di lobbing istituzionale sull’ente locale responsabile della mobilità, il Comune. Oltre a ciò, ci sono in programma anche iniziative che promuovano la partecipazione dal basso?
«Certamente, vogliamo promuovere la partecipazione con progetti per temi specifici provenienti dal territorio, saremo uno strumento di leva per smuovere le municipalità e l’Amministrazione capitolina. I nostri soci sono distribuiti su tutto il territorio, da fuori il GRA, alle periferie, al centro, saremo presenti ovunque e sempre pronti a volere e operare per il cambiamento dello stato delle cose».
Andiamo verso nuove elezioni amministrative. In qualità di soggetto politico, quali sono, sempre che già abbiate affrontato l’argomento, le vostre idee sulla prossima tornata elettorale? Credete che l’attuale panorama della rappresentanza politica offra dei riferimenti validi o pensate ad una “discesa in campo”?
«Non daremo sostegno a Partiti o Movimenti per le prossime elezioni, ci confronteremo con l’Amministrazione senza attendere le urne, le cose devono cambiare a prescindere, le elezioni e i giochetti di potere non ci interessano, noi stiamo per strada tutti i giorni. Al momento abbiamo già declinato alcuni inviti al dialogo, ci hanno già cercato ma, per ragioni interne di costituzione dell’Associazione e per importanza della nostra Assemblea, preferiamo concentrarci su di noi e su chi in questo momento è attivo perché Roma si sposti nel futuro con la testa e con le gambe, è proprio il caso di dirlo. Alle elezioni ci si arriverà e faremo sentire il nostro urlo».

