Mobilità Nuova salvaiciclisti

Pubblicato il 16 dicembre 2015 | da Fabio Ferrari

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OccupyAppiaAntica, in bici per difendere la pedonalità dell’Appia

Domenica 20 dicembre ciclomobilitazione per impedire il passaggio delle automobili sulla Regina Viarum

occupyappia

#Occupy può mobilitarsi per una regina? Solo se si tratta della Regina Viarum – la via Appia – e, in questo caso, di difenderne la pedonalità domenicale.

La conservazione del patrimonio storico-naturalistico dell’Appia Antica è un progetto risalente al 1965, quando il presidente Saragat ne sancì la tutela integrale tramite decreto presidenziale. Da tempi più recenti, un’ordinanza del Sindaco ne prevede la chiusura al traffico durante le domeniche e i giorni festivi.

Tuttavia, nonostante la copiosa segnaletica e complice la mancanza di controlli, la pedonalità domenicale dell’Appia Antica si riempie di pericolosi chiaroscuri, dove automobili incuranti mettono in pericolo i tanti visitatori a piedi e in bicicletta.

Proprio per dire basta a tale situazione è stata lanciata la mobilitazione #OccupyAppiaAntica. La “chiamata alle armi” arriva dal mondo del cicloattivismo cittadino per domenica 20 dicembre alle ore 11 sulla via Appia Antica, nel tratto tra Porta San Sebastiano e via Ardeatina.

Saremo sull’Appia per frapporci fisicamente alle automobili – chiosa dal suo blog Paolo Bellino Rotafixa, portavoce dell’Associazione Salvaiciclisti Roma – dando voce alle istanze di una comunità di cittadini, rappresentanti di una modernità che a Roma non ne vuole proprio sapere di sbocciare mentre altrove è già matura e in costante evoluzione migliorativa, che scenderà in strada per difendere la regina delle vie, continuamente violentata dal passaggio stolido e sordo di una mobilità che deve essere seppellita nel passato.’

Se #OccupyAppiaAntica testimonia una forte sensibilità del tessuto cittadino nei confronti della riappropriazione di un bene pubblico, d’altro canto (non) sorprende il vuoto istituzionale lasciato da un ente come il Comune di Roma, incapace di far semplicemente rispettare una propria ordinanza su una questione fondamentale per il governo di una metropoli. L’iniziativa di domenica 20 dicembre non è infatti la prima denuncia di una situazione di grave disagio, ripetutamente segnalata anche dal Commissario dell’Ente Parco dell’Appia Antica Mario Tozzi che da tempo ne chiede la pedonalizzazione completa.

Il panorama della ciclomobilità romana e la situazione generale del trasporto pubblico locale, comparato con le altri capitali europee, è medievale. Dominio delle auto private e generale inefficienza dei mezzi di trasporto pubblici rendono la mobilità sostenibile un concetto da intellettuali utopisti. La stragrande maggioranza dei romani concepisce la bicicletta solo come strumento ricreativo domenicale.

Eppure il quadro potrebbe migliorare. E’ di ieri la notizia di uno stanziamento di fondi, previsto da un emendamento alla legge di Stabilità, per la creazione del Grande Raccordo Anulare delle Bici (Grab), ovvero di un unico itinerario ciclopedonale che, partendo da piazza Venezia, renda percorribile il percorso monumentale che ingloba Fori, Colosseo, Palatino, Circo Massimo, Terme di Caracalla, Porta San Sebastiano e Mura Aureliane, Catacombe di San Callisto e di San Sebastiano e poi via via il parco della Caffarella e quello degli Acquedotti, collegando inoltre periferie e zone marginali in un unico tratto dedicato alla ciclomobilità. Per ora, tra progetti, leggi ed emendamenti, il Grab è ancora sulla carta, per rimediare agli omissis delle istituzioni serve la partecipazione diretta.

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