Mobilità Nuova

Pubblicato il 26 marzo 2013 | da Saba Camilletti

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Nel Municipio XI poche alternative alle quattro ruote

In arrivo migliaia di nuovi abitanti e due strade a scorrimento veloce. Non si rafforza il trasporto pubblico

“La questione della mobilità costituisce uno dei principali problemi che si pongono nei Paesi maggiormente urbanizzati”. Esordisce così, sul sito del Comune di Roma, la presentazione del Piano Strategico per la Mobilità Sostenibile. Un nuovo documento generale, approvato nel 2009, già recepito dal Piano Generale del Traffico Urbano e dal PRG. Al di là delle considerazioni generali, per quanto riguarda il municipio XI, la situazione si presenta sostanzialmente grave. Mentre i cantieri per le nuove metropolitane vanno avanti in tutta Roma, nel quadrante dell’XI non sono previsti interventi in tal senso. Il prolungamento della Metro D fino a Roma70 rimane uno specchietto per le allodole. La linea D si fermerà infatti a Piazzale dell’Agricoltura. “Il nostro parere sul PSMS è ovviamente radicalmente cambiato- spiega Andrea Catarci, presidente del municipio XI- perchè sia la Metro D fino a Roma 70 che l’adozione dello studio di fattibilità per la Metro E sono rimasti parole nel vuoto”.

Il progetto “Metro E, una metropolitana per volare” prevede la ristrutturazione della ferrovia Roma-Ostia Lido e la realizzazione di un tunnel di collegamento, attraverso il centro storico, con fermate a Piazza Venezia e Piazza San Silvestro, già previste dalle Metro C e D, fino a Piazzale Flaminio. Quest’ultimo è il punto di partenza della ferrovia Roma Nord che collega la capitale con Viterbo.

“Con la realizzazione di soli 5 km underground si svilupperebbero ben 35 km su ferro – spiega il Presidente Catarci – su modello della RER di Parigi, in grado di connettere l’aeroporto di Fiumicino con il centro della città e con la Tuscia, dove è previsto il terzo aeroporto regionale”. Un’operazione che puntava su costi ridotti e sul recupero dell’esistente,  putroppo al momento non presa in considerazione. Il quadro non migliora se si esamina lo stato del trasporto pubblico su gomma nel Municpio XI. Sono ancora aperte le battaglie dei cittadini contro le nuove cubature residenziali dell’ex Fiera di Roma e dell’I-60 su via di Grottaperfetta. Entrambi i progetti sono sovradimensionati. Ciò comporterà un drastico aumento di abitanti senza una adeguata nuova viabilità nè un servizio di trasporto pubblico. Inoltre è sempre il PSMS che annovera tra le sue linee guida il potenziamento della ‘grande viabilità’ attraverso tre anelli concentrici – due interni ed uno esterno al GRA- di tangenziali urbane.  Sia la Tangenziale delle Torri che la Circonvallazione Intermedia attraversano il Municipio XI rispettivamente all’altezza del Fosso della Cecchignola e di via del Tintoretto. La denuncia dell’impatto ambientale e quella sulla qualità della vita di questi nuovi spezzoni a 4 corsie è in corso già da tempo, tanto che cittadini e associazioni hanno raggiunto una prima vittoria ottenendo la deviazione della cosiddetta ‘tangenziale Kobler’, per preservare il Fosso della Cecchignola. Ma l’allerta rimane alta, perché la connessione anulare è in programma, mentre di rafforzamento del trasporto pubblico non v’è traccia.  Un’ultima considerazione va fatta sui percorsi ciclopedonali, almeno quelli, rassicura Catarci, in aumento.

‘Ci siamo battuti per ottenere la ciclabile sul nuovo ponte Spizzichino e abbiamo già i finanziamenti per quella sul nuovo Ponte della Scienza.

Ora l’obiettivo è un percorso ciclopedonale lungo tutta la riva Ostiense fino all’altezza del rettorato Roma Tre ed un altro dalla Circonvallazione Ostiense fino alla ciclabile sulla Colombo,

così da mettere a sistema una effettiva rete di circolazione alternativa’.

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Autore

Scrivo su Core dal primo numero, febbraio 2009, seguendo i temi a me più cari: ambiente, sostenibilità, percorsi dal basso. Sono laureata in Architettura con una tesi in politiche urbane sulla co-gestione degli spazi pubblici ed ho un master in 'Design della Smart Cities'. Mi occupo di design di arredi con materiali naturali, co-design e design di servizi sostenibili. Alla ricerca di uno stile di vita più sano, insieme con la mia famiglia abbiamo avviato Biozen, un'azienda biologica dove, oltre a coltivare, si sperimentano attività e pratiche di architettura naturale. Da grande, tra le altre cose, vorrei fare l'architetto per bambini. Sono convinta che aiutarli ad organizzare con rispetto ed attenzione il proprio mondo fin da piccoli sia un ottimo modo per renderli adulti felici. E ne abbiamo bisogno.



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