Dispacci morto un ciclista

Pubblicato il 30 giugno 2015 | da Carolina Antonucci

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Morto un ciclista sulla Cristoforo Colombo

L'uomo è stato schiacciato dalla ruota posteriore di un autobus di linea Atac

Ieri mattina sulla Cristoforo Colombo, in via Giovanni Genocchi, è morto un altro ciclista, un uomo di 52 anni Gianfilippo Milani. La dinamica dell’incidente risulta poco chiara; quello che è certo è che il signor Milani è rimasto schiacciato sotto la ruota posteriore della linea Atac 716.

Se ci sia o meno stata collisione o se, diversamente, il ciclista sia finito sotto la ruota una volta aver perso il controllo del mezzo a causa dell’avvicinarsi dell’autobus, è poco rilevante ai fini di una riflessione generale sul tema della sicurezza stradale.

Questo tema viene costantemente sollevato da chi ogni giorno si occupa di mobilità nuova. “Rotafixa”, storico cicloattivista romano che abbiamo avuto il piacere di intervistare in passato sulla sicurezza stradale ci dice: «siamo uccisi sempre dalla distrazione, dalla densità dei mezzi pesanti, dalla scarsa capacità di progettare e eseguire strade sicure, da chi messaggia su whatsapp mentre guida», ma sottolinea anche un’altra questione importante: «è anche la crescita del numero dei ciclisti su strada che si muovono su strade in condizioni invariate e che devono fare i conti con comportamenti stradali ultrastrtificati e che nessuno sembra voler correggere».

Sulla stessa linea Alfredo Giordani della rete #Vivinstrada che riunisce venti associazioni per la sicurezza stradale. «Siamo molto amareggiati – ci ha detto – perché l’Amministrazione cittadina ormai da gennaio non ha più voluto convocare la Consulta Cittadina della Sicurezza Stradale che si dovrebbe occupare, da delibera dell’Assemblea di Roma Capitale, proprio della programmazione della sicurezza stradale e della predisposizione del relativo Piano Annuale. In pratica Roma si ritrova senza una pianificazione degli interventi urgenti e necessari per risolvere un problema che solo negli ultimi tre mesi ha provocato la morte di 40 persone e piega la mobilità urbana sotto il peso di 90 incidenti al giorno, rimandendo solo a quelli verbalizzzati dai vigili. A nulla sono valsi i ripetuti solleciti e addirittura le convocazioni autonome dei componenti associativi presso i tavoli di lavoro. Noi continuiamo a operare per costruire la pacfica convivenza di tutti gli utenti della strada, animali compresi, perché sappiamo cosa significa non attuare gli interventi culturali, tecnologici, strutturali e di presidio in ambito stradale. Questi drammi si potevano e si dovevano evitare. Non sono fatalità, la responsabilità della mancata prevenzione sono gravissime».

E ancora, Marcello di MuovitiOttavo che da anni lavora sul territorio dell’VIII municipio sul tema mobilità nuova ci ha detto che: «purtroppo Milani è l’ennesimo ciclista morto sulle strade di Roma. L’ennesimo carosello di dichiarazioni senza senso degli amministratori di questa città. Come attivista di MuovitiOttavo e padre che porta il figlio a scuola in bicicletta mi auguro che l’assessora Angelucci voglia distinguersi dal resto degli amministratori pubblici, risparmiandoci il cordoglio di circostanza e cominciando sin da ora un’azione politica volta alla realizzazione di zone 30, aree pedonali e bike line, soprattutto nelle aree limitrofe a scuole e parchi. Non c’è più tempo per le chiacchiere».

Abbiamo sentito a questo proposito l’Assessora alla Mobilità dell’VIII Municipio Paola Angelucci. «Purtroppo questo dramma non è isolato, molto spesso nella nostra città succedono incidenti di questo genere. Credo che se come amministrazione, prima di tutto Roma Capitale e anche come municipi, incentiviamo la ciclabilità e la mobilità che definirei “naturale”(non a motore), dobbiamo fare in modo che i cittadini la scelgano in sicurezza. Se vogliamo alleggerire il traffico dobbiamo assicurarci di fornire strade sicure.

La Cristoforo Colombo è un’arteria di importanza centrale per l’intera città di Roma, per questo anche l’Assessore della mobilità di Roma Capitale, Guido Improta, deve aiutarci. Per permettere ai ciclisti di attraversarla in sicurezza non basta la ciclabile che la percorre in parallelo; quella un’infrastruttura che può andar bene per le passeggiate della domenica, non per gli spostamenti quotidiani. Servono semafori a tempo che permettano di considerare la fattibilità dell’attraversamento, la potatura degli alberi e la segnaletica. Inoltre sono convinta che il vecchio modo di intendere le ciclabili debba essere superato e sostituito da un sistema più agile di bike-line. Ma per questo servono fondi che, come Municipio, non abbiamo visto che i nostri bilanci non sono autonomi. Serve l’aiuto dell’amministrazione centrale, ma anche questa è messa alle strette dal patto di stabilità. Tuttavia l’assessorato alla mobilità di Roma Capitale conosce da due anni le nostre esigenze sul tema, in quanto abbiamo fornito le priorità su siscurezza stradale e pedonalizzazioni di fronte alle scuole. Come amministrazione municipale sicuramente da settembre inizieremo a costituire le prime “zone 30” nei pressi delle scuole; cominceremo individuando le scuole più a rischio».

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