Pubblicato il 22 giugno 2015 | da Fabio Ferrari
Rojava, una delegazione di Kobane in visita a Roma
Rappresentanti curdo-siriani del cantone di Kobane visiteranno Roma per incontri pubblici e istituzionali. Mercoledì 24 giugno un incontro pubblico a Casetta Rossa
Sono passati pochi solo mesi da quando, insieme alla Staffetta Romana per Kobane, al ridosso del confine turco-siriano abituavamo le orecchie ai colpi di mortaio e guardavamo i proiettili traccianti illuminare il cielo sopra la cittadina stretta nell’assedio dei jihadisti dell’Isis.
Questa settimana, invece, ci sarà l’occasione di conoscere cosa sta accadendo in Rojava direttamente dalle parole di una delegazione curdo-siriana di rappresentanti del cantone di Kobane, in visita a Roma. La delegazione, composta da Senam Mohamad (Co-Presidente del Parlamento del Rojava), Saleh Mohamed (Co-Presidente del Partito dell’Unione Democratica – PYD), Anwar Muslem (Co-Presidente del Cantone di Kobane), Nessrin Abdalla (Comandante YPJ Unità di difesa delle donne), farà tappa a Casetta Rossa mercoledì 24 giugno dalle ore 18:00, dove insieme agli attivisti di Rojava Calling Roma si farà il punto della situazione.
Dopo la liberazione di Kobane, il 26 gennaio, l’avanzata delle forze curde (YPG/YPJ) è stata inarrestabile. Il 16 giugno la riconquista della località di Tell-Abyad, ultimo avamposto dello Stato Islamico al confine con la Turchia, ha permesso il ricongiungimento territoriale dei cantoni di Kobane e Cezire. Ora le Unità di difesa del popolo puntano direttamente su Raqqa, ‘capitale’ siriana del califfato.
Ma se la situazione sul terreno è favorevole, il contesto politico non offre garanzie sicure. Sebbene abbiano dimostrato di essere una valida arma di difesa della democrazia e dei diritti di tutte le etnie, i curdi del Partito dell’Unione Democratica sanno di essere pur sempre considerati i cugini siriani di quel PKK (Partito dei Lavoratori del Kurdistan) represso in Turchia e inserito nella lista delle organizzazioni terroristiche internazionali. Una messa all’indice del tutto anacronistica, per superare la quale sono state messe in campo iniziative come la visita italiana della delegazione, che durante la settimana incontrerà i rappresentanti delle istituzioni locali (Comune di Roma e Regione Lazio) e nazionali (Ministro degli Esteri e della Difesa, Commissioni Esteri di Senato e Camera dei Deputati).
E’ un dato di fatto che, nel mezzo della guerra civile siriana, il movimento curdo stia tentando un esperimento di democrazia e di autogoverno in tre aree del nord del paese, il Rojava, territori dove si sta provando a costruire una società con pari diritti per uomini e donne, con la pratica della democrazia diretta e della giustizia sociale. Una realtà che necessita di tutto l’appoggio possibile, sia materiale per la ricostruzione post-bellica che politico al fine di permettere il consolidarsi di un esperimento che sta diventando un simbolo di libertà, multiculturalismo e democrazia.

