Kobane, resistenza curda vicina alla liberazione della città
Mancano conferme ufficiali della vittoria
In aggiornamento – I combattenti curdi avrebbero liberato Kobane. Dalla scorsa notte i social network parlano della liberazione della città, ma le fonti ufficiali scarseggiano.
Da ieri fonti non verificate accennavano a una città quasi completamente liberata dai combattenti YPG/JPG e peshmerga, supportati da nuovi raid aerei della coalizione internazionale. Dalle prime ore di stamane è stata pubblicata sui diversi social network la foto di una gigantesca bandiera del Rojava (il Kurdistan in territorio siriano) che sventolava sull’ altura che domina Kobane, dove nei mesi scorsi era stata issata la bandiera del califfato. Intanto a Soruç, città curda al di là del confine turco, un corteo di manifestanti gioiosi la scorsa notte percorreva le vie della cittadina illuminandola con torce.
Sul piano militare, i combattenti YPG controllerebbero il 90% della città. E’ quanto afferma un comunicato dell’Osservatorio siriano per i diritti umani, pubblicato questa mattina sul sito dell’organizzazione. Secondo quanto riportato, affidabili fonti interne alla città avrebbero informato l’Osservatorio che i combattenti YPG, comandati da Mahmoud Barkhadan, starebbero avanzando nei paraggi di Kani Erban e Maqtalah e controllerebbero Tishreen School, località di Kobane recentemente contese con i miliziani dello Stato Islamico (ISIS), i quali sarebbero in ritirata verso la striscia orientale di Ayn al- Arab – nome arabo della città.
Per contrastare l’offensiva curda, l’ISIS avrebbe inviato un battaglione di circa 140 unità, maggiormente composto da minorenni recentemente arruolati e brevemente addestrati prima di essere inviati al fronte di Kobane, dal quale l’Osservatorio siriano per i diritti umani avrebbe documentato la morte in combattimento di almeno 6 miliziani con età inferiore ai 18 anni.
In attesa di un comunicato ufficiale delle YPG/YPJ, le notizie dal web, se confermate, fanno ben sperare nella liberazione della città dopo oltre 130 giorni di assedio.

