Dispacci ne vivi ne morti

Pubblicato il 28 maggio 2015 | da Silvia Talini

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Né vivi né morti, viaggio tra i fantasmi messicani

Domani a Casetta Rossa (ore 18.00) la presentazione del nuovo libro del giornalista Federico Mastrogiovanni "Ni vivos ni muertos": un'inchiesta avvincente sul fenomeno delle sparizioni forzate in Messico

Anche il prossimo fine settimana il Messico torna a Garbatella. Dopo il partecipatissimo incontro con Paco Ignacio Taibo II e la Brigada para leer en libertad, venerdì 29 Federico Mastrogiovanni presenterà il suo ultimo libro “Ni vivos ni muertos”, edito da Derive Approdi.

In questo lavoro – che prende il titolo dalle parole con cui il dittatore argentino Videla definiva i desaparecidos – Mastrogiovanni, giornalista che vive in Messico da molti anni, conduce un’inchiesta sulle sparizioni forzate, oltre 30.000 negli ultimi dieci anni. Un fenomeno largamente diffuso e ampiamente documentato: le principali associazioni internazionali per la difesa dei diritti umani denunciano che nello stato messicano sono decine di migliaia le persone scomparse, tra cui moltissimi studenti; secondo gli ultimi rapporti di Amnesty International e Human Rights watch, i corpi armati dello Stato sono responsabili delle sparizioni nella maggior parte dei casi. È questa la tesi sposata anche dall’autore di “Ni vivos ni muertos”: le sparizioni sarebbero parte di una precisa strategia repressiva messa in atto dal governo federale per eliminare i dissidenti politici e indebolire i movimenti di opposizione sociale. In occasione del primo Festival Mondiale delle resistenze e ribellioni contro il capitalismo, svoltosi in Messico a fine anno, Omar Garcia – unico sopravvissuto al sequestro dei 43 studenti dell’Escuela Normal di Ayotzinapa dello scorso 26 settembre – ha dichiarato: «dobbiamo essere consapevoli che  questo tipo di azioni (sparizioni forzate, esecuzioni extragiudiziali di rappresentanti sociali e altre persone che resistono) vengono utilizzate come strumenti controrivoluzionari».

Il sequestro ha riportato all’attenzione dei media internazionali il fenomeno delle desapariciones, riaccendendo le mobilitazioni in tutto il paese. Negli ultimi mesi diverse delegazioni di familiari e compagni dei normalisti scomparsi hanno attraversato le Americhe e l’Europa, incontrando giornalisti e realtà solidali, per internazionalizzare le loro richieste di verità e giustizia.

La strategia del terrore diffusa in tutto lo stato messicano è frutto della connivenza tra istituzioni locali, cartelli del narcotraffico e forze di polizia con la protezione di un governo centrale che asseconda gli interessi economici delle multinazionali impegnate nell’accaparramento delle risorse energetiche e minerarie del paese.

Un quadro complesso che Mastrogiovanni ricostruisce attraverso gli strumenti dell’inchiesta dando voce a familiari degli scomparsi, avvocati e giornalisti in un intreccio di storie e testimonianze che vuole riportare la riflessione sulle strategie repressive al centro del dibattito internazionale.

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