Un grande concerto fa rivivere l’ Angelo Mai
Grande partecipazione all'evento organizzato presso il parco San Sebastiano per ottenere il dissequestro dell'immobile e respingere le accuse dei 41 indagati
Ieri, domenica 6 aprile, grande partecipazione al concerto organizzato dal collettivo dell’Angelo Mai per rispondere alle gravi accuse penali che dal 19 marzo pesano sull’Associazione culturale di via Terme di Caracalla.
Un grande concerto al quale hanno partecipato tanti nomi della musica italiana tra cui: Piero Pelù, Afterhours, Leo Pari, Orchestraccia, Max Passante, Teatro degli Orrori e molti altri. Una platea omogenea di giovani, meno giovani, famiglie e bambini.
Dall’una del pomeriggio fino a tarda serata gli artisti si sono succeduti sul palcoscenico per sostenere, insieme al pubblico, l’Angelo Mai. Un concerto per ribadire che le accuse di associazione a delinquere, estorsione e violenza privata sono assolutamente infondate e che l’unico scopo di questo luogo era quello di «supplire alla mancanza di intervento pubblico nel panorama culturale romano». Un esempio, quello dell’Angelo, ammirato in tutta Italia.
Secondo il collettivo, sembra esserci in atto uno scontro tra poteri in quanto il gip Riccardo Amoroso ha ammesso che «il mancato ripristino della legalità nella vicenda in esame dipende dalle omissioni dei competenti enti territoriali». Insomma le amministrazioni sarebbero colpevoli di non aver amministrato e tra questi due fuochi chi paga sono realtà territoriali che hanno generato cultura e condivisone laddove c’era solo un grande vuoto. Sotto accusa sembra essere tutto il mondo dell’autogestione.
Le porte dell’Angelo Mai restano ancora chiuse e la politica sembra rispondere solo attraverso la repressione senza offrire un’alternativa a ciò che reputa illegale.
@BellDaria

