Dopo il Valle tocca al Csoa Corto Circuito: la “linea dura” del sindaco fantasma
Posti questa mattina i sigilli sugli spazi dell'osteria del centro sociale. Qualche ora dopo anche il distacco dell'utenza da parte dell'Acea
C’è chi il caldo lo soffre e chi invece ne viene rinvigorito. Il Sindaco che non c’è, famoso solo per le sue passeggiate in bicicletta (scortat), torna a farsi vivo. Dopo l’ultimatum della neo Assessora alla Cultura al Teatro Valle dei giorni scorsi oggi è una storica realtà sociale della città ad essere attaccato.
“Stamattina – recita un comunicato stampa del Corto – al CSOA sono stati applicati i sigilli ed è stato effettuato il sequestro preventivo dell’area che riguarda l’Osteria e la casetta di legno del “Giardino Stefano Cucchi” utilizzata dalla Palestra Popolare, dalla scuola di musica e dalla scuola Popolare del Corto Circuito. Contemporaneamente a questo atto, il pronto intervento Acea ha chiuso l’acqua a tutta l’area del centro sociale mettendo in difficoltà non solo l’osteria ma tutte le attività e i servizi del centro sociale. L’episodio di oggi al Corto Circuito – prosegue il comunicato – è solo l’ultimo di una lunga serie di atti che mirano a cancellare l’ esperienze e i percorsi degli spazi occupati e autogestiti di Roma. Spazi occupati e autogestiti che da 30 anni costituiscono un’ alternativa culturale, economica, politica e sociale in una città dove speculazione e privatizzazione hanno fatto da padroni. Pertanto, al fine di sviluppare una strategia comune di lotta e resistenza, invitiamo tutti gli spazi sociali, tutte le realtà occupate e l intera cittadinanza stasera al CSOA Corto Circuito per un confronto aperto e partecipato seguito da una cena sociale. Per il diritto alla città contro ogni sgombero. Roma non è in vendita”.
Solidarietà arriva anche dal Presidente del Municipio VIII Andrea Catarci che, in una nota pomeridiana, afferma: “Il Corto Circuito di Cinecittà è uno dei centri sociali storici di Roma, uno di quei luoghi in cui dagli anni 80 in poi si è favorito il protagonismo giovanile e si è prodotto cultura, socialità, confronto collettivo, sport, memoria storica, a partire dal recupero volontario di luoghi lasciati colpevolmente all’abbandono ed al degrado. Ancora oggi, con alle spalle 24 anni di attività, il Corto Circuito è punto di riferimento di centinaia di giovani del quartiere e non solo, che lo frequentano per l’impegno politico-sociale come per la palestra popolare e per le altre numerose attività di aggregazione e cittadinanza attiva che in esso si svolgono.
Negli anni ha subito due incendi, il primo di matrice dolosa e neofascista, in cui nel 1991 trovò la morte Auro Bruni, ed il secondo probabilmente da addebitare alla casualità, nel 2012, in cui sono stati gravemente lesionati alcune parti dei fabbricati.
Con il sequestro odierno di alcuni manufatti installati a seguito dell’emergenza generata dall’ultimo incendio e, soprattutto, con il blocco della fornitura idrica, si impedisce la complessiva agibilità ai militanti ed ai frequentatori. Rinunciare a parte degli spazi sarebbe difficoltoso ma comunque possibile, ma dell’acqua evidentemente non si può fare a meno.. E per quale motivo si contestino delle irregolarità di tipo edilizio e si chiudano i rubinetti rimane del tutto incomprensibile!
E’ necessario che si torni subito a garantire le condizioni di vivibilità di uno spazio fondamentale per Cinecittà e per Roma tutta. Non solo. L’infausto episodio odierno sia l’occasione per aprire una riflessione seria sul ruolo positivo svolto dall’arcipelago dei centri sociali nella città e su quanto le stesse realtà siano importanti per rivitalizzare, nelle stagioni future, il tessuto sociale romano”.
Nel frattempo il Corto non si ferma e convoca in serata una festosa adunata per tutti i militanti e simpatizzanti dello storico spazio.

