Colombia, nuovo accordo per la pace
Firmato sabato scorso a Cuba un nuovo testo dell'accordo tra governo colombiano e Farc. Inserite rilevanti modiche giuridiche e politiche
Il governo colombiano e l’organizzazione guerrigliera delle Farc – Ep (Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia – Esercito del Popolo) hanno firmato, lo scorso sabato 12 novembre, un nuovo accordo di pace.
Il nuovo testo include alcuni dei cambiamenti proposti dai settori politici organizzati che si erano in prima battuta opposti all’accordo originario e che avevano fatto campagna per il NO al referendum del passato 2 ottobre.
Nonostante siano state prese in considerazione le istanze del fronte del No, i negoziati hanno continuato a svolgersi esclusivamente tra i rappresentanti governativi e le Farc.
Tra le principali novità del nuovo testo, che in generale apporta chiarimenti e dettagli rispetto al precedente accordo, ci sono questioni di carattere giuridico e politico.
Il nuovo accordo non avrà rango costituzionale. Unica eccezione, gli argomenti legati ai diritti umani e al Diritto Internazionale Umanitario, temi già recepiti dalla Costituzione colombiana. Verrà inoltre inserito un articolo transitorio, che sostanzialmente obbligherà le istituzioni e le autorità dello Stato a compiere quanto stabilito con l’accordo finale, al fine di “blindare” l’accordo e tutelarlo rispetto a futuri tentativi di modifica.
Viene modificato anche lo speciale sistema di giustizia transitoria previsto per giudicare i crimini legati al conflitto. Nel nuovo testo viene infatti creato un limite temporale di dieci anni alla Giurisdizione Speciale per la Pace (Jurisdicción Especial para la Paz – JEP). Inoltre non saranno coinvolti, come inizialmente previsto, giudici stranieri. Il sistema transitorio sarà composto da 38 giudici colombiani, coadiuvati da 10 consulenti giuridici stranieri con la funzione di fornire pareri ai tribunali speciali.
Il nuovo testo chiarisce inoltre che rimarranno esclusi dal sistema giuridico transitorio gli agenti dello stato che abbiano, nel contesto del conflitto, commesso delitti con il fine dell’arricchimento personale.
Tra le modifiche inserite nel nuovo accordo ve n’è una che, rispondendo alle preoccupazioni delle associazioni a tutela dei diritti umani, riguarda la responsabilità dei vertici rispetto alle azioni dei loro subordinati. Il nuovo testo amplifica il concetto di controllo effettivo della condotta dei subordinati da parte dei comandanti, cercando dunque di restringere eventuali casi di impunità dei vertici. Dopo i forti dubbi espressi sul testo originario dell’accordo, anche Human Rights Watch (HRW) ha manifestato soddisfazione per queste correzioni per bocca del suo presidente Kenneth Roth.
Altro importante e dolente punto oggetto di modifica riguarda i tesori della guerriglia. Il nuovo testo prevede che le Farc, accusate di aver accumulato milioni di dollari grazie ai proventi delle “tasse rivoluzionarie”, dichiarino formalmente la proprietà di beni immobili e denaro disponibile nella fase di consegna delle armi e smobilitazione degli insorti. Tali risorse verranno successivamente utilizzate per risarcire le vittime del conflitto.
In relazione al narcotraffico, le novità inserite nell’accordo chiariscono che, nei casi in cui venga accertata una connessione con la ribellione o con i casi legati ai delitti di natura politica, il traffico di stupefacenti sarà considerato amnistiabile.
Infine, per quanto riguarda il futuro politico delle Farc, nel nuovo accordo non vi sono sostanziali modifiche che accolgano le ragioni del No. Mentre gli oppositori dell’accordo avevano espresso contrarietà a qualsiasi accesso alla politica per i leader della guerriglia, anche nel nuovo testo rimane stabilito che le Farc potranno presentare rappresentanti alle prossime elezioni del 2018 e che, per le due prossime tornate elettorali, avranno cinque scranni riservati sia alla Camera dei Rappresentati che al Senato colombiano.
Le reazioni al nuovo accordo sono state contraddittorie. Il fronte del No, ora meno compatto, aspetta il governo al varco del parlamento. Il presidente Santos ha infatti ipotizzato diverse vie per l’approvazione de nuovo accordo, ma tra queste la più accreditata sembrerebbe essere il percorso di ratifica per il tramite del Congreso. Tuttavia i tempi dell’approvazione parlamentare potrebbero essere lunghi e, con le elezioni nel 2018, nel corso dei prossimi mesi l’accordo con le Farc potrebbe diventare ostaggio di interessi elettorali.

