Faraoni combatte davanti la sua Roma 70
Venerdì al Barcellona Caffè va in scena il Trofeo “Mario Bianchini”. Doppia sfida con la Serbia per il pugile “di casa” e il peso piuma Alessandro Lozzi
Nuovo appuntamento con la boxe per i quartieri del VIII municipio. A meno di una settimana di distanza dalla difesa del titolo mondiale di Giovanni De Carolis a Berlino, venerdì sera va in scena a Roma 70 il Trofeo “Mario Bianchini” (ore 20, Barcellona Caffè, ingresso gratuito): 8 match dilettantistici e due professionistici che vedrà impegnati Alessandro Lozzi, pugile dell’Audace, e il peso massimo della Team Boxe Mattia Faraoni (in alto, foto di scattisportivi.com) che avrà l’onore di combattere davanti al suo quartiere.
“Er faciolo”. Per gli appassionati di boxe via Mario Bianchini non è una via come tutte le altre. Quest’ultima, e l’evento stesso di domani, porta il nome di uno dei più grandi pugili italiani di sempre. Nato nel 1911 a Roma, Mario Bianchini ha scritto la storia del pugilato nazionale per tutti gli anni ’30, vincendo giovanissimo il titolo nazionale ed europeo nei pesi leggeri nel 1930, un bronzo alle olimpiadi Los Angeles nel 1932 e un nuovo titolo italiano nei medio-leggeri a ventisette anni, nel 1938. Prima di consacrarsi campione nella storica palestra dell’Audace, Bianchini sferrò i primi pugni nella borgata dove era cresciuto: la Garbatella. Così lo ricorda il giornalista Claudio D’Aguanno: «…Da queste parti la voglia di scazzottare il mondo intero contagiava i pischelli d’ogni età, i piedizozzi con la zazzera smossa e le facce toste sempre in bilico tra cinema neorealista o cronaca nera. E fu così che il nome di Spartaco Proietti tornò vivo, tra la gente dei lotti, per battezzare una palestra di pugilato. “Alla Garbatella –ricordano i fratelli Mario e Otello Cecilia- non è mai mancato l’amore per la boxe. Negli anni ’30 il campione dei campioni è stato Mario Bianchini detto faciolo. La famiglia stava all’Albergo rosso e tutti i fratelli Bianchini hanno tirato pugni. Ma Mario è stato il più forte”…» (La Garbatella ribelle degli Alberghi, L’Unità, aprile 2005). Scomparso nel 1957, il Comune del sindaco Ugo Vetere, il successore di Lugi Petroselli, gli dedicò una via nel “giovane” quartiere di Roma 70 nel 1985. Dopo trentuno anni il suo ricordo, oltre che su una targa, torna a vivere nuovamente sul ring.
“Sotto casa”. «Il fatto che stiano organizzando il primo evento pugilistico nella storia del mio quartiere non può che rendermi entusiasta – ha dichiarato Mattia Faraoni – ovviamente ciò comporta maggiore responsabilità, per il semplice fatto che ad assistere all’incontro non saranno solo gli amici e le persone a me più vicine, ma verranno moltissimi abitanti di Roma 70. Saranno in tanti a rispondere all’appello. Trovarmi a combattere il match clou della serata nel mio quartiere è veramente un onore». Ad affrontare sulle sei riprese il beniamino di casa è il serbo Radovan Radojcin, classe 1993, 194 cm. Faraoni viene da una difficile vittoria ai punti dello scorso 12 marzo contro Francesco Cataldo, il primo match “duro” della sua carriera da professionista. Ora è tempo di conferme e il peso massimo della Team Boxe si sente pronto: «Mi sono allenato bene, non mi sono mai sentito cosi in forma. Recentemente ho cambiato anche preparatore, mi alleno con Antonello Regina. Inoltre alle mie spalle ho sempre i maestri Italo e Gigi, loro sono una garanzia. Tre mondiali in otto mesi, dalla loro esperienza internazionale posso trarne solo giovamento». Promette spettacolo anche l’altro match che vedrà impegnato il 35enne romano Alessandro Lozzi. Reduce da una sconfitta contro il rumeno Gheorghe Trandafir lo scorso 16 aprile, il peso piuma dell’Audace (9 match, 6 vittorie, 3 sconfitte) affronterà il 30enne Milan Savic. Il serbo ha 23 incontri da professionista ma solo 3 vittorie all’attivo, l’ultima ottenuta nel dicembre dello scorso anno proprio in Serbia. Per Lozzi un’occasione d’oro per tornare alla vittoria dopo lo scivolone al Palavinum di Pomezia. A chiudere la cornice della bella riunione pugilistica di venerdì sera ci sarà anche Giovanni De Carolis. Lo aveva annunciato prima della sfida di Berlino: cintura o non cintura, ci sarebbe stato. Con il titolo mondiale di nuovo a Roma, ovviamente, la festa sarà doppia.

