Un grande De Carolis difende il titolo a Berlino
Nonostante il verdetto di parità il pugile della Team Boxe ha vinto il confronto con un ottimo Zeuge. Arthur Abraham ha annientato il norvegese Lihaug. Il supermatch sembra sempre più vicino
Ancora una volta grande prova di orgoglio di Giovanni De Carolis che alla Max Schmeling Halle di Berlino si è aggiudicato il match contro un fortissimo Tyron Zeuge. È stato un pari a sancire la difesa del titolo dei super medi WBA, un verdetto un po’ “casalingo” che, nella sostanza, non ha impedito al pugile romano di restare sul tetto del mondo.
Che Tyron Zeuge fosse un avversario da non sottovalutare si era capito già alla vigilia. Il giovane berlinese ha tenuto testa al campione in carica per buona parte della sfida, rendendosi protagonista soprattutto nella fase centrale dell’incontro. De Carolis invece, nonostante un momentaneo calo tra la settima e la nona ripresa, non ha mai rinunciato ad attaccare, uscendo fuori proprio nel momento più difficile con una determinazione e un coraggio che in Germania, ormai, conoscono molto bene.
Il match. Ritmi molto alti già dalla prima ripresa con i due pugili che si alternano a centro ring; Zeuge dà subito prova della sua buona reattività mentre De Carolis scalda il suo fatidico gancio destro. Nella seconda ripresa bene Zeuge che centra il suo avversario con un pericoloso montante destro. Il pugile romano è attento, prende le misure e colpisce nel round successivo con due ganci destri micidiali. Stessa musica nella quinta ripresa con un De Carolis che legittima il proprio vantaggio (seppur di misura) mantenendo sempre la media distanza; Zeuge non si scompone e continua a portare colpi preziosi per il tabellino. Il sesto round sembra segnare una graduale inversione di marcia: i due pugili combattono a testa bassa ma è solo De Carolis ad essere (non ufficialmente) richiamato dal giudice di gara per una testata involontaria ai danni del tedesco. Il campione in carica cala mentre il gioiellino della Sauerland sale di tono durante la settima ripresa, mandando a vuoto il suo avversario e andando a segno dalla corta distanza con combinazioni improvvise, aggiudicandosi le successive due riprese. Ma è proprio nel suo momento peggiore che il pugile della Team Boxe reagisce da campione, cambiando le sorti dell’incontro nel corso della decima ripresa: dopo un secondo richiamo non ufficiale dell’arbitro, De Carolis piega le gambe dell’avversario, prima con una terribile combinazione al corpo, poi col solito gancio destro. Zeuge si salva in extremis con il suono del gong. Complice anche un infortunio alla spalla sinistra, nell’undicesimo round il pugile di Berlino non può nulla contro gli assalti di un De Carolis scatenato, trovando solo una timida reazione nella dodicesima e ultima ripresa. Ad alzare le braccia, alla fine, è solo il campione del mondo. Qualche brivido, infine, durante la lettura dei cartellini. Nonostante il pugile romano abbia dominato le fasi cruciali del match, e messo a segno i colpi più importanti, due giudici su tre hanno decretato il pareggio (114-114) mentre il terzo ha addirittura assegnato un punto in più a Zeuge. “Effetto Germania”, probabilmente, dove sei sicuro di vincere solo per KO.
Lezione Abraham. Non meno spettacolare il match che ha preceduto il confronto tra Zeuge e De Carolis. Arthur Abraham ha letteralmente annientato il suo giovane sfidante Tim Robin Lihaug, che alla vigilia dell’incontro aveva assunto un atteggiamento un po’ spavaldo nei confronti del campione WBO. Per il 23enne norvegese è arrivata una dura lezione sul ring, terminata alla ottava ripresa per KOt e un po’ di spettacolo da parte del pugile tedesco di origini armene. Ora che “King Arthur” ha dimostrato di essere ancora a buonissimi livelli, la Sauerland lo rilancerà per la sfida al nostro campione del mondo? De Carolis attende; questa volta la cintura torna a casa con lui.

