Dispacci

Pubblicato il 2 ottobre 2012 | da Matteo Picconi

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A Tor di Quinto brilla la stella di De Carolis

Nel ritorno del grande pugilato nella Capitale il pugile della Team Boxe della Montagnola conquista il titolo internazionale dei supermedi WBC battendo ai punti l’ucraino Roman Shkarupa

Meglio non poteva partire la nuova scuderia romana della Round Zero del presidente Luca Ferrara e del manager, figlio d’arte, Giulio Spagnoli. E di più non avrebbe potuto chiedere il pugile della palestra della Montagnola Giovanni De Carolis, della categoria supermedi, consacratosi campione internazionale WBC dopo un incontro tutt’altro che dominato contro il trentatreenne ucraino Shkarupa.

Il ritorno della grande boxe nella Capitale è avvenuto purtroppo in una cornice tutt’altro che felice per la noble art. Infatti, alla vigilia del grande evento di Tor di Quinto, la RAI prende una decisione al dir poco discutibile e cioè di non mandare più incontri di boxe in prima serata, per salvaguardare i giovani italiani dalla visione di uno sport classificato come “violento”. A nulla è valso lo sdegno del presidente del CONI Petrucci e della Lega Pro Boxe a difesa di uno sport centenario e dalla grande tradizione che, semmai, ha salvato milioni di giovani dal vortice della violenza, quella vera, fuori dalle palestre e dal ring.

Quando scocca l’ora del match clou, l’impianto dell’USD Tor di Quinto s’infiamma. A contendersi il titolo vacante dei supermedi sono due pugili dai precedenti importanti: De Carolis si presenta con 18 vittorie da professionista su 22, di cui 8 per KO; 31 sono invece gli incontri per Shkarupa, 25 vinti di cui 9 per KO. Dopo una presentazione da grande evento il primo gong rompe la grande tensione dei due sfidanti. Per De Carolis si profila subito un incontro difficile contro un pugile meno tecnico e spettacolare, di una decina di centimetri più basso, e quindi molto pericoloso sulla breve distanza. I primi quattro round, infatti, mostrano un De Carolis in vantaggio ai punti ma incapace di far male a un Shkarupa molto combattivo e capace di colpi micidiali e improvvisi, per poi ritornare a legare e a neutralizzare l’offensiva del pugile romano. Ma saranno proprio i clinch dell’ucraino a spingere l’arbitro, nella quinta ripresa, per un severo richiamo che peserà molto alla fine dell’incontro. È il momento migliore per un De Carolis che comunque non sfrutta a dovere il suo gancio lungo, costretto a combattere sulla corta distanza dal pugile ucraino. All’ottava ripresa i cartellini dei giudici assegnano al pugile di Mazzano Romano un vantaggio risicato nel momento migliore di Shkarupa che per tre riprese consecutive riprende il coraggio e l’iniziativa a centro ring contro un De Carolis in fase calante e troppo attendista. Si arriva così alla dodicesima ripresa in una situazione di relativa incertezza con i due pugili pronti a giocarsi l’intero esito dell’incontro. De Carolis attacca con caparbietà ma è proprio nel suo momento migliore che l’ucraino, con un gancio sinistro d’incontro, lo manda a tappeto. Sembra il colpo che decide il match ma per l’arbitro De Carolis è scivolato. Una decisione discutibile e decisiva. Due giudici su tre assegnano il titolo al pugile di casa con uno scarto di uno e due punti. Il pugno di Shkarupa alzato da De Carolis va oltre ogni genere di formalità alla quale siamo abituati, segno di una vittoria sofferta e forse inaspettata e segno di una sportività che solo uno sport come la boxe è in grado di trasmettere. Altro che violenza.

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