Politica e costruttori: un amore a colpi di cemento
I-60: la Giunta Regionale individua i corsi d'acqua “irrilevanti ai fini paesaggistici” e ne cancella i vincoli, tra questi il Fosso delle Tre Fontane, attualmente sotto sequestro
Il peggio che poteva succedere è successo. A nulla è valso l’incontro dell’otto aprile con le associazioni, i comitati e gli esponenti politici del Municipio VIII contrari al progetto I-60: l’Assessore Regionale alle Politiche del Territorio, Mobilità e Rifiuti, Michele Civita, del Partito Democratico, ha portato davanti alla sua Giunta l’atto che, subito approvato, ha annullato i vincoli legati a 30 corsi d’acqua, incluso il Fosso delle Tre Fontane, di fatto già interrato durante i cantieri di via di Grotta Perfetta. L’atto approvato, ricordiamo, si rifà a un Regio Decreto datato 1904.
Quello sull’I-60 è un braccio di ferro che si protrae da anni. Da una parte il fronte del ‘no’ e dall’altra chi, senza neanche doversi esporre in prima persona, porta avanti la costruzione di un “quartiere nel quartiere” che non bada alle conseguenze che già (vedi l’interramento del Fosso e dei resti della villa romana e i danni subiti dalla vegetazione circostante) sta avendo sul territorio. A schierarsi contro il progetto è stato da sempre il Coordinamento Stop I-60. Una lotta, quella di questo insieme di associazioni, che si mantiene ancora viva grazie al ricorso al Tar che il 22 maggio avrà la sua prossima udienza. Al fianco del Coordinamento, già dalla prima ora, anche il Municipio VIII, con le figure del Presidente Andrea Catarci e con l’Assessore Massimo Miglio. Insieme, l’11 febbraio, Catarci e Miglio erano riusciti anche a far sequestrare una parte dei cantieri. L’atto approvato dalla Giunta Regionale, adesso, rischia di mandare tutto a monte e sovrastare il lavoro della magistratura. Tra il fronte del ‘no’, negli ultimi anni, anche i due portavoce del Movimento 5 Stelle in Municipio hanno aiutato il Coordinamento a tenere viva l’attenzione su un’area che, se interamente costruita, rischia di far collassare l’intera zona intorno via di Grotta Perfetta.
Se da una parte c’è un fronte composto da attivismo e dirigenza politica municipale, dall’altra i costruttori non si sono mai dovuti esporre troppo. Sono stati i politici stessi che hanno sempre avuto chi ha tirato fuori dal mazzo la carta vincente, o un vero e proprio jolly nel caso del Regio Decreto del 1904, in grado di farli andare avanti. Una parte di classe politica che, ancora una volta, decide di schierarsi dalla parte opposta dei cittadini aumentando la spaccatura tra le due fazioni. La battaglia su questo quadrante di via di Grotta Perfetta, quindi, continua. Il Municipio VIII e il Coordinamento non mollano e, nel frattempo, si aspettano anche gli sviluppi e le prossime mosse dei magistrati. Nella speranza che, almeno loro, non si siano innamorati delle distese di cemento.

