Resistenze alexis

Pubblicato il 29 novembre 2016 | da Irene Salvi

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#RecuperiamoAlexis, partita la campagna contro lo sgombero

Per sostenere il progetto dell’ex centrale Acea di via Ostiense, occupata dal 2012 a scopo abitativo e culturale, una petizione e un’assemblea pubblica il prossimo venerdì 2 dicembre

Rischia di finire l’esperienza dell’Alexis ex Acea, casa di studenti e precari e spazio sociale attivo dal 2012. Convinti che la casa non debba essere un’illusione ma un diritto, gli occupanti hanno predisposto dal primo momento un progetto di autorecupero “che comprende non solo 10 appartamenti ma anche uno spazio sociale ed una libreria” (si tratta di Piuma di Mare, bookshop indipendente inaugurato nel 2014). Lo spazio ospita anche una trattoria popolare e uno sportello di consulenza gratuita sul diritto all’abitare.

Dopo l’esito positivo di un incontro con i tecnici della Regione Lazio, il progetto di Alexis avrebbe dovuto rientrare nell’applicazione della delibera n. 18 del 2014, che prevedeva il Piano straordinario per l’emergenza abitativa per il Lazio e Roma Capitale stanziando quasi 260 milioni di euro da destinare, fra l’altro, al “recupero ed autorecupero del patrimonio immobiliare pubblico […] da intendersi anche come più ampia attività di rigenerazione urbana”. Oggi, dopo l’affastellarsi di amministrazioni e provvedimenti contrastanti, vedendosi assoggettare a un sequestro giudiziario (che deriverebbe dall’instabilità strutturale del cornicione esterno, nonostante nessuna perizia al riguardo sia ancora stata effettuata) e nell’impossibilità di procedere ai necessari interventi di recupero, Alexis risponde convocando un’assemblea pubblicavenerdì 2 dicembre alle 18 in via Ostiense 124 – e lanciando una petizione online, come primi passi della campagna contro lo sgombero.

La lista delle firme, in costante aggiornamento, comprende tanto gli artisti che hanno attraversato lo spazio nel corso degli anni – da Nanni Balestrini a Zerocalcare – quanto esponenti dell’attuale maggioranza di governo del Municipio VIII (hanno aderito il portavoce Massimiliano Morosini e la consigliera Chiara Pascolini, ma anche il presidente 5 Stelle Paolo Pace avrebbe espresso disponibilità al dialogo). Ci sono poi realtà sociali vicine e lontane, case editrici, associazioni e persone comuni. Racconta un attivista di Alexis che «In tantissimi hanno espresso vicinanza per la nostra situazione, anche tra le personalità della politica cittadina. Ma la solidarietà più gratificante, per noi, è quella arrivata dal quartiere». Tra i primi firmatari compaiono infatti i vicini di casa: bar, negozi, edicole, attività della via Ostiense e della limitrofa via del Porto Fluviale, che sembrano preferire la presenza degli attuali occupanti all’ipotesi che lo stabile torni al precedente stato di abbandono. Ha sottoscritto la petizione anche il Comitato di quartiere Ostiense, nella persona del presidente Andrea Mocciaro.

Ma a fare la differenza saranno le scelte di chi – almeno formalmente – governa la città, se non altro in qualità di proprietario dello stabile (da diversi anni ceduto da Acea al Comune di Roma). Per sollecitare la partecipazione all’assemblea di venerdì prossimo del responsabile comunale all’Urbanistica Paolo Berdini, lo scorso 24 novembre gli attivisti hanno presidiato l’esterno della sede dell’assessorato esponendo uno striscione che recitava #RecuperiamoAlexis: lo slogan della campagna contro l’ennesimo sgombero di un’esperienza sociale in una Roma dal volto sempre meno accogliente.

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