Cultura, chiude la Città del Gusto: cosa resterà al di là del Tevere?
Via Fermi sta per dire addio al centro del Gambero Rosso, all'Uci Cinema Marconi e al polo dell'Asl Roma D. La CdG paga la vicinanza con Eataly mentre l'unica offerta culturale resterà quella del Teatro India
Dopo più di dieci anni il quadrante sul Lungotevere di Pietra Papa si prepara a una piccola “involuzione”. La Zeis S.p.A., attuale proprietaria dell’immobile, ha presentato al Comune di Roma, nella scorsa primavera, la domanda per la demolizione e la ricostruzione degli spazi. Al suo posto, sfruttando l’attuale Piano Casa Regionale, dovrebbero sorgere nuove unità residenziali.
Venti anni fa, in via Fermi, c’erano solo case. Tra la fine degli anni ’90 e i primi del duemila il quadrante cambiò forma. Da centro esclusivamente residenziale a polo culturale: venne aperto un teatro e gli enormi spazi dell’ex Consorzio Agrario vennero riqualificati. Secondo Italprogetti Roma, ai tempi, la spesa superò i 4 milioni di euro. Soldi spesi per realizzare una piazza con una fontana intorno alla quale sorsero un centro di eccellenza enogastronomico come la Città del Gusto del Gambero Rosso (con annessi degli studi televisivi), il cinema Multisala del circuito Uci, un supermercato e il Dipartimento Salute Mentale dell’Asl Roma D. Ad oggi, passeggiare da una parte all’altra del Tevere, partendo proprio da lì, è quasi un bel vedere, per lo meno sui muri. Negli ultimi anni, infatti, la collaborazione tra grandi street artist nazionali e internazionali e le istituzioni locali è stata intensa. Tante le firme che hanno colorato questa parte di Roma, mutando le sue radici prettamente industriali e rendendolo un luogo suggestivo intriso di arte e cultura.
Anche la cucina, l’enogastronomia, ha avuto la sua rivincita. Le trattorie storiche di via del Gazometro sono state affiancate (e messe a dura prova) da numerosi ristoranti etnici e bistrot nati nella zona e capaci di attirare moltissima clientela. La pietra più pesante, però, l’ha poggiata Oscar Farinetti, solo tre anni fa. Il “visionario” imprenditore piemontese ha aggiunto un tassello in più al suo impero proprio nell’ex Terminal della stazione Ostiense, alle porte di Garbatella e termine di questa passeggiata transtiberina virtuale. La formula “vincente” di Eataly, cibi ricercati e contratti precari, è stata capace di costruire un polo attrattivo che ha stravolto gli equilibri del quadrante e di cui, in qualche modo, anche la Città del Gusto ne ha fatto le spese.
Il Gambero Rosso, però, non cesserà le sue attività della Capitale. Le proseguirà (sembra) nel quartiere di Monteverde. A chi in via Fermi ci abita e ci vive, invece, resteranno in eredità tanti nuovi appartamenti e sempre meno cultura. Per quella, forse, potrà rivoglersi alla vicina Garbatella. Meglio non passare per via Pellegrino Matteucci però, “l’odore” di Farinetti potrebbe restargli addosso…

