Spazi Urbani

Pubblicato il 9 febbraio 2012 | da Matteo Picconi

0

Centrale Acea, nove anni per l’interramento

Deciso l’interramento per la centrale elettrica Acea di piazza Lante. Preoccupano però i tempi per la sua effettiva realizzazione

L’impegno e le lotte dei cittadini di piazza Lante e di via Zaniberti, del quartiere Tor Marancia, cominciano a raccogliere i primi frutti. Dallo scorso dicembre si è finalmente reso noto il progetto dell’interramento della centrale elettrica Acea, ma a preoccupare i residenti sono i tempi per la sua realizzazione, tra gli otto e i nove anni.
Lo scempio
L’annosa questione della centrale risale ormai al 1982, anno in cui venne edificata ai margini del quartiere Ardeatino, in via Zaniberti. Fin da subito suscitò un terremoto sociale per la sua collocazione “anomala”: installata a pochissimi metri dalle abitazioni e da un parco dove giocano i bambini, costruita in un’area verde di notevole importanza, ormai parte integrante del parco dell’Appia Antica. A completare la definizione di autentico “mostro” di questo impianto, oltre al danno ambientale, è l’ipotesi del rischio per la salute pubblica che negli anni ha acceso la protesta di molti residenti.
La mobilitazione
Fin dalla metà degli anni ’80 i residenti diedero vita a mobilitazioni contro la centrale. Il primo tassello che dovette cedere al malcontento popolare fu quello dell’inquinamento acustico ma si dovette aspettare gli anni ’90 per parlare seriamente di danno alla salute pubblica. La nocività di questo tipo di impianti è ancora oggetto di studio ma, per quanto riguarda i residenti del quartiere, è diventato il nodo fondamentale, il “cavallo di battaglia per abbattere l’eco mostro”. Dal 2009 questo movimento di protesta si è costituito in Comitato di Quartiere Roma Ardeatino. La particolarità di questo comitato è di avere al suo vertice un gruppo di medici di base e del dipartimento di Cure Primarie. È proprio da questa equipe di medici, tra cui spicca il nome di Orazio De Lellis ( presidente del CdQ Roma Ardeatino ),  che è partita, qualche anno fa, un’attività di  monitoraggio, con il supporto dei medici del Municipio XI, dei pazienti che vivevano nelle immediate vicinanze di piazza Lante e via Zaniberti. “Negli ultimi anni abbiamo svolto un lavoro epidemiologico ed abbiamo tristemente riscontrato l’aumento di patologie tiroidee ed ematologiche ai danni dei nostri pazienti. La nostra ricerca ovviamente non ha potuto includere i numerosi casi precedenti, dove non sono mancati dei decessi” ha dichiarato il Dottor De Lellis all’indomani dell’ultimo incontro, avvenuto lo scorso dicembre, con il sindaco di Roma Gianni Alemanno. Sulla scia di questo lavoro parallelo, dal controllo sulla salute dei cittadini alla mobilitazione di quartiere, il primo confronto con le istituzioni si ebbe con la proposta di mozione presentata nell’aprile 2009 nei confronti del Municipio XI. Al centro della mozione era già posto l’interramento della centrale elettrica. L’attenzione delle istituzioni locali diede prontamente una risposta nel giugno dello stesso anno, quando la spinosa questione approdò sul tavolo del Consiglio del Municipio XI. Con una mozione presentata nel febbraio dell’anno successivo, il problema della centrale elettrica Acea giunse finalmente ai vertici del Comune di Roma. Da quel giorno le richieste del comitato si fecero più pressanti, ma dovette trascorrere ancora un anno per attirare l’attenzione del Comune di Roma, ritenuto da tutti come il vero responsabile, e non Acea, dell’esistenza di una centrale così pericolosa. La visita di Gianni Alemanno nel maggio 2011 portò finalmente la questione ad un primo punto di svolta. Definitivamente accantonata l’ipotesi dello spostamento della centrale in altra sede, il progetto dell’interramento sembrò trovare finalmente una conferma.
La soluzione
Come già anticipato, il 1 dicembre 2011 si è svolto un altro incontro tra il sindaco, il CdQ e Acea per aggiornare i cittadini sulle decisioni della Giunta Comunale e, soprattutto, per informare i residenti del progetto di Acea in merito all’interramento dell’impianto. Questo progetto prevede una soluzione non dissimile da quella adottata in passato per gli impianti di viale Romania, ai Parioli, e di piazza Dante, all’Esquilino: un giardino, probabilmente chiuso al pubblico, di mera copertura ma rispettoso dell’ambiente circostante. Previsto anche un leggero spostamento di qualche decina di metri di tutto l’impianto verso l’interno dell’area verde, a debita distanza dalle abitazioni. Dubbi e preoccupazioni sono state manifestate dal comitato per i tempi necessari ad assicurarsi tutte le dovute autorizzazioni. Una fase, appunto, molto gravosa, poiché la tempistica burocratica prevista si aggira intorno ai quattro anni, a cui si devono aggiungere quelli necessari per gli interventi strutturali. Attualmente l’obiettivo del CdQ Roma Ardeatino è di ottenere l’abbreviazione dei tempi burocratici e di far partire il prima possibile i lavori. A tal fine si svolgerà la Conferenza dei Servizi prevista nelle prossime settimane in sede comunale. “C’è ottimismo ma la battaglia continuerà – ha dichiarato il Dottor De Lellis – per la salute dei nostri abitanti e di tutto il Municipio.”

Tags: , , ,




Back to Top ↑