Resistenze

Pubblicato il 16 maggio 2011 | da Matteo Picconi

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In sezione si impara l’italiano

I primi risultati di una politica sociale a favore dei cittadini extracomunitari residenti nel nostro territorio

In una città sempre più avviata alla convivenza multietnica di milioni di persone, sono ancora molte le barriere culturali, sociali e soprattutto politiche, che molti cittadini extracomunitari devono superare per ottenere la carta di soggiorno di lungo periodo e uno standard di vita normale. Primo fra tutti l’esame di lingua italiana, provvedimento entrato in vigore nel dicembre dello scorso anno, frutto di una politica avversa all’integrazione e all’inserimento di comunità straniere nel nostro “bel paese”.

 

Nel quartiere della Montagnola, proprio per far fronte alle difficoltà di famiglie e giovani lavoratori da molti anni integratisi nel nostro territorio, il Circolo Prc “Che Guevara” di via Fontanellato offre agli abitanti del quartiere, extracomunitari e non, la possibilità di frequentare un corso gratuito di lingua italiana, attività che si aggiunge ad un vasto programma sociale che varia dal laboratorio di informatica allo sportello legale e per la casa.

 

Siamo andati a trovare chi da anni si impegna in questo progetto. Le due insegnanti, oltre a condividere lo stesso nome, Francesca, condividono anche quella che ormai si è tramutata in vera e propria passione nei confronti di un insegnamento che ha acquistato maggiore importanza proprio negli ultimi mesi: “Noi siamo subentrate nel 2008 e il corso di italiano già era stato avviato da una altro gruppo di volontari. L’intento era e rimane tuttora quello di favorire l’integrazione degli stranieri attraverso l’apprendimento della nostra lingua. Il fatto che in questi mesi incomba per molti di loro l’esame di italiano ci rende sicuramente più motivate.” La domanda seguente riguarda l’utilità o meno di questo provvedimento: “L’idea di fondo non sarebbe sbagliata, il problema riguarda invece il “come” e soprattutto da “chi” è partita questa legge. È chiaro che sembra più un ostacolo che un’opportunità per queste persone. Lo dimostra il fatto che difficilmente si sente parlare di corsi gratuiti ad hoc per gli stranieri che ovviamente si trovano di fronte ad un problema spesso insormontabile.”

Le due insegnanti passano poi a raccontare la loro esperienza e il rapporto con la comunità straniera di Montagnola: “La maggior parte sono della comunità bengalese e variano dai venti ai cinquant’anni. Oltre al fatto che sono più di dieci anni che vivono pacificamente nei nostri quartieri, si sono dimostrati con il tempo molto solidali, educati ma anche molto chiusi in se stessi. Stiamo insegnando loro proprio questo, che può esserci sempre uno scambio culturale. Anche per questo negli ultimi giorni abbiamo organizzato delle gite per consentire a queste persone, residenti nella capitale da anni, di conoscere Roma, il centro storico e le sue bellezze; un modo in più per sentirsi in quella che ormai è la loro città.”

Gli chiediamo dell’esame che quattordici dei loro “allievi” hanno sostenuto lo scorso 9 maggio: “Non è stato facile ottenere il permesso da parte del CPT per svolgere l’esame qui al circolo. Gli esaminatori per di più non hanno avuto un atteggiamento molto disponibile però i ragazzi se la sono cavata molto bene, almeno per quanta riguarda gli orali, mentre per gli scritti il responso non arriverà prima di tre mesi. Questo esame, peraltro, riguarda solo il primo livello; per il secondo, valevole per ottenere in pieno la carta di soggiorno di lungo periodo, ci vorrà ancora un po’ di tempo da dedicare alla loro preparazione. Siamo fiduciose. D’altronde siamo tutti d’accordo che fare politica significhi fare del sociale e continueremo sempre per questa strada.”

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