Resistenze cartacei

Pubblicato il 7 aprile 2016 | da Redazione

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Controcorrente

Stamattina in tutto il Municipio VIII sono state distribuite 3.000 copie del numero speciale di Core in edizione cartacea: l'editoriale in prima pagina su referendum del 17 aprile e Roma commissariata

Se si ostacola il corso di un fiume, l’acqua travalica gli argini per cercare tragitti alternativi. Quello che sta accadendo con il referendum del 17 aprile è molto simile. Il Presidente del Consiglio Renzi si è schierato per l’astensione e, insieme a lui, gran parte del PD e degli altri partiti che sostengono la maggioranza. Il Governo ha, inoltre, impedito che le consultazioni si tenessero lo stesso giorno delle elezioni comunali, per evitare che si raggiunga il quorum del 50% più uno degli elettori. I principali mezzi d’informazione, infine, relegano l’appuntamento referendario in fondo ai notiziari o nelle pagine di cronaca.

Eppure le ragioni dei promotori del referendum non si sono arrestate, ma diffuse in forme nuove riversandosi su social network, blog, comitati di quartiere e piccoli giornali territoriali. Il quesito sottoposto agli elettori è chiaro: “Volete che, quando scadranno le concessioni, vengano fermati i giacimenti in attività̀ nelle acque territoriali italiane anche se c’è ancora gas o petrolio?”. Votare SÌ significa fermare le trivellazioni alla scadenza delle concessioni già rilasciate; votare NO comporta che le attività̀ estrattive proseguano senza limiti di tempo. Nonostante la chiarezza del quesito i soste- nitori del NO – Governo incluso – fanno leva sull’astensionismo più̀ che sulle proprie ragioni, invitando a non andare a votare. All’informazione indipendente spetta, allora, il compito di dare spazio ai contenuti del referendum e la giusta visibilità̀ al fronte del SÌ. Con questo numero speciale, oltre a valorizzare gli strumenti di democrazia diretta all’avvicinarsi dell’appuntamento referendario, vogliamo raccontare la sospensione di democrazia in atto oggi a Roma. Un anno di gestione commissariale lascia in eredità alla prossima amministrazione capitolina numerosi nodi irrisolti, dal Documento Unico di Programmazione per Roma (DUP) alla minaccia di sgombero per oltre 800 spazi associativi, in attuazione della delibera 140/2015. Uno scenario preoccupante di tagli di servizi e cancellazione di spazi di diritto che, per quanto frammentato e complesso, sembra rispondere ai soliti noti dettami dell’ austerity europea.

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