Percorsi siae

Pubblicato il 27 aprile 2016 | da Giulia Salandri

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Mondo dell’arte Vs Monopolio Siae: Patamu e la sua petizione

Una legge fascista viola tutte le norme del libero mercato. Patamu procede con azioni di protesta, sensibilizza alla riforma del diritto d’autore e rivoluziona la gestione delle royalties.

Patamu, fondata dal fisico romano Adriano Bonforti, start up con vocazione sociale riconosciuta dallo Stato Italiano e vincitrice di due premi pubblici per l’innovazione creativa, è nel carro di protesta contro il monopolio SIAE: un sistema rigido e burocratizzato con un mandato di esclusività nel rilasciare i permessi di utilizzo dell’opera d’autore.

In Italia nessun’altro competitor gioca sul campo in materia di tutela della creatività. Inoltre la SIAE prevede solo il copyright tradizionale . Si tratta di una politica che, drammaticamente, vincola gli autori negandogli l’opportunità di gestire in modo flessibile ed autogovernato i diritti sull’opera, non potendo, questi, né scegliere da chi farsi tutelare, né diffondere le opere in rete.

Gli artisti auspicano, infatti, un sistema di libero mercato che permetta di applicare licenze in grado di specificare come diffondere l’opera e a quali condizioni economiche farlo. Inoltre il 60% degli iscritti alla SIAE guadagna meno di quello che versa annualmente e i ricavi ottenuti dalle prestazioni dei c.d. autori “sotto soglia” restano in parte nelle sue casse in parte arricchiscono gli autori le cui opere vengono distribuite per i circuiti principali.

L’organico artistico militante si raccoglie in questa stagione di lotta comune: «Gli autori- spiega Kento, rapper e attivista– risentono di una logica classista: i piccoli, gli indipendenti sono sempre più schiacciati e sparare sulla SIAE è sparare sulla croce rossa. Noi abbiamo un nemico indifendibile. Ma nonostante ciò la politica ha le sue responsabilità e noi la responsabilità di fare più pressione. Bisognerà passare a strumenti di lotta più incisivi. Ci siamo mobilitati ma il punto è che questo tipo di autorganizzazione non potrà più essere episodica ma dovrà classificarsi come stabile. Mi auguro che la stagione di lotta che si è aperta in questi giorni si concluda positivamente e in tempi rapidi».

Accanto agli hashtag e ai video di protesta, Patamu in rappresentanza dei suoi quasi 9 mila artisti (10% degli iscritti SIAE), chiede che venga firmata la sua petizione al fine di demolire il Monopolio, varato da una legge fascista (633/41). Le sottoscrizioni hanno raggiunto quota 18 mila. Mancano, però, all’appello più di 7 mila adesioni. Secondo Bonforti «l’abolizione del monopolio potrebbe salvarla, poichè questa sarebbe costretta a competere in Italia, ad allenarsi e a migliorarsi, con la certezza di non essere spazzata via nel momento in cui il mercato dovesse aprirsi alla liberalizzazione. Il sistema tradizionale occlude la diffusione della cultura in Italia. Noi, piattaforma alternativa, non possiamo fare intermediazione a nessun livello e non possiamo competere in alcun modo».

In risposta a questo deficit del sistema, la startup inaugura Patamu LIVE, una pratica di disobbedienza civile pacifica, lanciata come attività di hackeraggio del copyright tradizionale. In che modo? Permettendo agli autori di autoriscuotere per i concerti live, da subito, senza vincoli d’intermediazione SIAE, le proprie royalties, con margini di guadagno nettamente più ragguardevoli rispetto all’iniquo sistema di ripartizione previsto in SIAE:«gli autori sono messi in condizione di riscuotere il 100% delle royalties, e sono loro a decidere se donare a Patamu la quota proposta del 25%, per sostenere il nostro progetto» spiega Bonforti. Anche i gestori stimerebbero un risparmio rispetto ai costi d’intermediazione. Una procedura di attivazione semplice, breve e senza vincoli, né costi di iscrizione. E’possibile, quindi, disiscriversi in qualsiasi momento e«decidere in quali concerti utilizzare gli strumenti di Patamu LIVE». Per usufruire di questa rivoluzionaria gestione delle royalties è sufficiente accedere alla piattaforma.

In questi mesi Patamu ha costruito un Osservatorio dedicato allo studio della direttiva Barnier (approvata dal Parlamento Europeo il 4 Febbraio del 2014, in orientamento ad una modernizzazione della gestione politica del diritto d’autore in tutta Europa), allo scopo di monitorare i movimenti istituzionali propedeutici al suo recepimento. Gli incontri si sono tenuti su base bimestrale ed hanno censito adesioni per un board di alto profilo professionale. E’ stato un fine lavoro di lotta consapevole, il risultato di un discernimento proposto, spesso, al vaglio delle istituzioni ma categoricamente ricusato.«Le audizioni del parlamento hanno convocato le piattaforme estere che premono in modo concorrenziale con la SIAE – ma non noi, pur avendo ottenuto riconoscimenti sia sociali che istituzionali. In ogni caso, a tal proposito, ci stiamo muovendo in modo coerente: abbiamo presentato, all’AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) , una segnalazione per violazione del libero marcato».

I dati raccolti dall’Osservatorio sono serviti, se non altro, alla partecipazione attiva in Parlamento, durante la Conferenza stampa “Direttiva Barnier e Monopolio SIAE: cambiare tutto per non cambiare niente?“, organizzata dall’On. Cristian Iannuzzi, con il fondatore di Patamu, l’avvocato esperto di diritto d’autore Simone Aliprandi e il musicista Andrea Caovini. Adriano Bonforti è intervenuto al fine di rendicontare i giusti motivi di lotta al monopolio e di suggerire le ambiguità della direttiva che non difenderebbe, ad esempio, i giovani esordienti esentandoli dalla corresponsione dei diritti d’autore per gli spettacoli con meno di 100 partecipanti.

Alla luce delle mozioni discusse e forte della loro fondatezza, Patamu chiede «l’apertura di un dialogo diretto con le istituzioni, con il Parlamento e con il Ministro Franceschini». (il video integrale della conferenza ).

Ognuno è, chiaramente e nella misura in cui decide di esserlo, parte sociale attiva di un movimento di protesta. Più di ogni altro lo è chi auspica il superamento delle incrinature e chi se ne sente, avvedutamente, minacciato. Per dare valore ad una realtà alternativa è necessario contribuirvi. Questo è l’appello.

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