Parla “Rotafixa”, primo delegato alla ciclabilità cittadina
Aumento delle corsie ciclabili e raggiungimento del 10% di spostamenti in bicicletta. CORE intervista il delegato alla mobilità ciclabile del Comune di Roma
Paolo Bellino “Rotafixa” è un noto cicloattivista romano nonché fondatore dell’associazione Salvaiciclisti Roma. La scorsa settimana è stato nominato delegato per la mobilità ciclabile dalla sindaco Raggi. CORE lo ha raggiunto per una breve intervista.
Partiamo dall’inizio. Sei stato nominato delegato per la mobilità ciclabile, figura che in precedenza, a quanto mi risulta, il Comune non aveva. Spiegheresti brevemente quali saranno i tuoi compiti e le tue competenze nel complesso mondo della mobilità romana?
Sono incaricato, su richiesta della sindaca, di attuare la parte del programma che riguarda la ciclabilità. Lavorerò di concerto con l’assessora Linda Meleo e, secondo il metodo richiesto dall’attuale amministrazione, con i consiglieri comunali che si occupano di trasporto. E sì, ti risulta bene: finora Roma non aveva avuto un delegato alla ciclabilità. Si tratta di una figura che andrebbe istituita in ogni città italiana.
Nell’ambiente romano sei conosciuto per una visione “radicale” della ciclabilità e in generale della mobilità sostenibile. Quali saranno le proposte concrete che avanzerai? Che ne pensi della possibilità di integrare l’utilizzo della bicicletta con quello dei mezzi del trasporto pubblico locale?
Se per “radicale” intendi la totale intenzione di cambiare il modo di vivere le nostre giornate nelle strade sì, sono radicale. D’altronde siamo il paese con il più alto tasso di motorizzazione d’Europa, altrove questo squilibrio è stato corretto o è in via di correzione robusta, mi sento in ottima e maggioritaria compagnia. In Italia e soprattutto nella sua capitale siamo in ritardo di oltre 40 anni, dobbiamo darci una mossa. Ai romani vorrei rivolgere una domanda semplice: siete contenti di come vi muovete? Sono convinto che la risposta sia “no”, e quindi bisogna aiutarci a cambiare. Il cuore delle azioni ruoterà intorno alla creazione di corsie ciclabili leggere lungo la grandissima parte delle strade romane. Ci sono anche altre azioni in preparazione che favoriranno la ciclabilità ma per ora non ne vorrei parlare.
La tua nomina, insieme a quelle di Valeria Pulieri e Marco Pierfranceschi come Assessori municipali alla Mobilità e Ambiente (rispettivamente nei municipi XV e VII), significa un riconoscimento, da parte della nuova giunta, di Salvaiciclisti Roma (associazione di cui tutti e tre siete fondatori e riconosciuti attivisti) come interlocutore su un tema fondamentale per la città. Come è avvenuto questo “incontro” con la nuova amministrazione e quali sono stati i punti d’intesa con le prospettive di Salvaiciclisti?
Virginia Raggi ha accolto molte delle proposte di Salvaiciclisti nel suo programma, forse anche perché ragionevoli e scaturite da una conoscenza profonda della città e di cosa le serve per iniziare a differenziare il modal share (ovvero la ripartizione modale nei trasporti). Da qui la fiducia che ha accordato agli attivisti del movimento. E’ stato un incontro di volontà semplice.
L’associazione continuerà a svolgere una funzione di trasmissione delle istanze del popolo delle biciclette nei confronti delle istituzioni?
Senza alcun dubbio, perché è al primo punto dello statuto. Sia Valeria sia io, per statuto e soprattutto per etica, ci siamo dimessi dal consiglio direttivo dell’associazione, che è sempre stata e sarà indipendente da qualsiasi amministrazione.
La nuova giunta questa settimana è stata investita da una crisi che rischia di immobilizzare l’azione amministrativa del Comune. Quali credi sia la possibile soluzione a tale impasse?
Ah, non ne ho idea, fortunatamente non mi è richiesta un’attività politica di questo tipo, che peraltro probabilmente rifiuterei anche perché non la so fare. Osservo solo che la gran cagnara mi sembra molto gonfiata, anche perché basata su fesserie di piccolo cabotaggio. Certo è che senza fiducia dei cittadini non si possono mettere in cambio misure altrove normali e che qui a Roma vengono percepite come radicali. Occorre lavorare molto per recuperare quei pezzi di fiducia persi per, ripeto, ingenuità e piccole furbizie che sono normali in tutti i partiti ma che in quello che ha vinto le elezioni sono venefiche, proprio perché si presenta come “altro”. Ma questo, ripeto, non è fortunatamente il mio compito: io devo facilitare lo spostamento quotidiano in bici a chi vuole farlo e oggi non lo fa per lo stato di terrore vigente sulle strade di Roma. L’obiettivo è arrivare al 10% di spostamenti in bici alla fine della consiliatura.


