Dalla Spagna un’app per aggregare persone nei progetti collettivi
Teem offre l’opportunità di mostrare i progetti realizzati in uno spazio sociale o comunità, facilitando l’aggregazione e la partecipazione di nuove persone
Si chiama Teem ed è una piattaforma online per progetti collaborativi creati collettivamente, come ad esempio orti comunitari, centri sociali, reti di attivisti, makers o altre comunità di tutto il mondo che gestiscono un bene comune.
L’applicazione, creata rigorosamente con software libero, ha lo scopo di aiutare questi collettivi ad aprire i loro progetti alla partecipazione di nuovi collaboratori.
Questo nuovo tool è stato creato da un gruppo di investigatori dell’Universidad Complutense di Madrid nell’ambito del progetto europeo P2Pvalue, che si basa nello studio di comunità che gestiscono i beni comuni. Oltre alla Complutense, il progetto vede la partecipazione dell’Universidad Oberta de Catalunya, dell’University of Surrey e dell’Università degli Studi di Milano.
“Abbiamo studiato per due anni e mezzo comunità collaborative molto importanti come wikipedia e abbiamo notato problematiche che vorremmo provare a risolvere con Teem” spiegano i creatori.
Tra gli sviluppatori di Teem troviamo Samer Hassan, principale ricercatore del progetto, i ricercatori Antonio Tenorio e Antonio Tapiador, David Loop del progetto di software libero Lorea, Pablo Ojanguren sviluppatore principale di SwellRT (base di Teem) e Elena Martínez, disegnatrice del progetto.
Teem offre l’opportunità di mostrare al mondo, attraverso una galleria fotografica, i progetti realizzati in uno spazio o comunità con l’obiettivo di facilitare l’aggregazione e la partecipazione di nuove persone e, in definitiva, rendere sostenibili quelle iniziative costruite in forma collettiva.
Secondo quanto accertato in sede di ricerca, in generale in questo tipo di comunità il grado di pa
rtecipazione non è mai uguale.
“Abbiamo notato che nei progetti collaborativi – spiega Antonio Tapiador sul sito di Teem – di solito sono poche le persone che tirano la carretta e, dato che il processo di incorporazione di nuovi membri è molto complicato, coloro che portano avanti i progetti rischiano spesso di finire in burn out per esaurimento delle energie. Abbiamo creato Teem pensando a tale criticità, con questo nuovo strumento i responsabili o le persone implicate un progetto sociale e collettivo potranno pubblicare foto a scopo dimostrativo per raccontare il loro progetto, aggiungendo dettagli delle attività svolte e aiutare così l’aggregazione di nuove persone”.
Durante lo studio, la squadra di Teem ha identificato tre tipi di profili o ruoli ricorrenti nei progetti collaborativi: gli organizzatori, che sono solo un 1%, i collaboratori occasionali che rappresentano il 9% e gli utenti che invece coprono il 90%.
“Quel 90% di persone che consumano i servizi prodotti da una comunità collettiva – risalta Tapiador – non ha la più pallida idea di come funziona la comunità stessa al suo interno, e nemmeno di come partecipare al suo funzionamento. Con Teem si è cercato di limare le differenze tra i diversi ruoli identificati. Condividendo le immagini dei progetti di una comunità, gli organizzatori aiutano persone nuove a capire di cosa consiste un progetto e, in caso, a parteciparvi. E siccome chiunque può condividere un progetto, Teem motiva anche i nuovi collaboratori a trasformarsi in organizzatori.”
Costruire partecipazione attorno a progetti collettivi è un processo complesso, che coinvolge un ampio spettro di fattori e che suppone l’adesione condivisa dei partecipanti ad una narrativa della trasformazione del realtà, sulla quale il progetto collettivo ha l’ambizione di incidere. Un’app non potrà certo cambiare l’equilibrio di tali fattori ma, se ben utilizzata, può essere strumento facilitatore e veloce per rendersi conto con uno sguardo ciò che fa uno spazio sociale o una comunità, iniziando magari a collaborare con essa.

