Glocal mexico

Pubblicato il 8 gennaio 2015 | da Fabio Ferrari

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Mexico 2015, in basso e a sinistra!

Dopo un anno segnato da importanti sfide, l’EZLN conclude il Festival Mondiale delle Resistenze e Ribellioni contro il Capitalismo rilanciando sull’unità delle lotte sociali

Il 2014 non è stato un anno facile per gli zapatisti. La ripresa della guerra a bassa intensità contro le comunità e le basi d’appoggio del movimento, culminata con l’omicidio del maestro Galeano lo scorso 2 maggio, ha portato a cambiamenti rilevanti nell’organizzazione dell’EZLN, con il ritorno allo stato di allerta e il clamoroso addio del Subcomandante Marcos da portavoce della guerriglia.

Anche oltre le montagne della Selva Lacandona l’anno appena trascorso ha visto un aumento esponenziale dell’instabilità sociale, fotografando un paese nel quale la violenza dello stato e la brutalità delle narcomafie appaiono incontrastate.

Tuttavia, il Festival Mondiale delle Resistenze e Ribellioni contro il Capitalismo, conclusosi con circa tremila presenze il 3 gennaio a San Cristobal de Las Casas, ha dimostrato quale sia la capacità politica di risposta dell’EZLN in un frangente tanto delicato.

La scelta di dare priorità, durante lo svolgimento del Festival, al movimento nato attorno alla lotta dei genitori e compagni dei 43 studenti desparecidos della Scuola Normale Rurale di Ayotzinapa, rappresenta la chiara volontà degli zapatisti di offrirsi come strumento di interconnessione di lotte sociali che, anche se esplose recentemente, tornano ad mettere in chiaro e con forza raramente espressa negli ultimi quindici anni le mai risolte contraddizioni economiche e sociali del paese.

Una risolutezza al dialogo confermata anche dal focus sulle lotte sostenute dagli integranti del Congresso Nazionale Indigeno, che nel corso del Festival hanno approfonditamente esposto e condiviso informazioni e conoscenze sul violento processo di spoliazione e devastazione ambientale di cui il Messico è oggi vittima (sfruttamento delle miniere e delle risorse idriche, realizzazione di mega progetti e infrastrutture, estrazione petrolifera).

In occasione del discorso di fine anno la Comandancia dell’EZLN ha ribadito l’insufficienza della semplice analisi senza l’organizzazione in comune delle lotte. L’abbraccio (letterale) dato dal Comandante Moisés, portavoce per l’occasione, ai familiari dei 43 desaparecidos di Ayotzinapa è forse il gesto più chiaro in tal senso.

L’esigenza di un ritorno al dialogo da parte delle diverse anime del movimento messicano, al fine di rilanciare il conflitto e cambiare dal basso il contratto sociale messicano, è oggi quanto mai forte e il prossimo futuro ci dirà se gli zapatisti sapranno ben tessere la trama di una nuova e comune alleanza. Per ora, con la promessa dell’EZLN di tornare a parlare a breve, in Chiapas si respirano fiducia e vibrazioni positive.


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