Popconomy, la rassegna che spiega in parole semplici l’economia da ieri a domani
Una settimana di seminari sull'economia dalle origini ad oggi presso il co working Millepiani, tra spiegazioni di politiche internazionali e la presentazione di laboratori di sperimentazione economica locale
L’economia è diventata un argomento di chiacchiere da bar. Ogni giorno infatti circolano notizie di politica economica, spesso profondamente deformate in quanto contengono già in se una chiave di lettura che ” qualcuno” vuole che il lettore abbia, e ciascuno si sente in dovere di commentare e criticare in funzione del bombardamento mediatico che rieceve al riguardo: ma la realtà dei fatti è che ben pochi hanno cognizione di causa in merito. Questo velo di ignoranza è naturalmente un vantaggio per la politica, in quanto permette di guadagnare facile consenso dando l’illusione alle donne e agli uomini della società civile di stare ben dentro le dinamiche attraverso cui la politica opera le sue scelte. Da un lato quindi serve fornire delle basi teoriche minime ai cittadini ed alle cittadine che nella loro quotidianità non sono nè politici nè tanto meno economisti, ma che sono necessariamente coinvolti nelle scelte di questi ed è imprescindibile e doveroso, ormai, far sì che ci sia un minimo comun denominatore che permetta a chiunque di non subire ma di comprendere la realtà ed il sistema complesso in cui sono inseriti. Dall’altro lato c’è la continua indagine volta ad individuare nuove soluzioni perchè il sistema economico, che è costituito in primo luogo da persone che lo animano, non collassi sotto l’ennesima crisi ma si possa invece reinventare. All’interno di un ragionamento di questo tipo si posiziona l’iniziativa “Popconomy: rassegna di seminari divulgativi sull’economia” organizzata dal co working Millepiani. Cinque giorni, dal 28 settembre al 2 ottobre, di approfondimento sull’economia di tutti i giorni, quella che ciascuno di noi si trova, anche inconsapevolmente, a vivere e spesso ad assecondare. Il primo giorno il Professore Luigi Corvo ha raccontato i fondamentali della teoria economica, svincolando il discorso dalla sola dottrina in favore invece di una delle nuove direzioni di maggiore successo: la sharing economy. Il secondo ed il terzo giorno sono stati invece dedicati alla moneta di ieri e di oggi. Prima sono state investigate le dinamiche attraverso le quali storicamente sono nati e si sono sviluppati i sistemi economici, passando poi all’autorevole voce del Professor Paolo Leon che ha illustrato il ruolo della moneta oggi, obbligatoriamente attraversando le politiche monetarie dell’Unione Europea ed il tema lungamente dibattuto del debito pubblico. Infine, nel corso degli ultimo due incontri, si è provato ad ampliare l’orizzonte ai possibili scenari futuri, alle evoluzioni che potranno affiancare un proceso di vero cambiamento. Si è parlato così dei controversi Bitocoin , moneta non digitale ma virtuale, e di una serie di esperimenti di carattere territoriale che testimoniano innovazione sociale ed economica attraverso l’autorganizzazione di piccole comunità che realizzano un’idea: sono state coinvolte Redo Factory , Fab Lab , Casetta Rossa , Legambiente Garbatella e lo stesso Millepiani.
All’interno del corworking l’iniziativa è stata pensata ed organizzata da Fabio Perrone, che ci ha spiegato l’ottica generale in cui inquadrare la rassegna.
Da quale esigenza nasce l’idea di un ciclo di seminari divulgativi sul tema economico?
«La nostra missione finale è diffondere conoscenze di base a tema economico su strati sempre più ampi di popolazione perchè crediamo fortemente che una cultura economica di base in un contesto come quello attuale, in continua evoluzione ma anche vittima dello strapotere dei gruppi economici, una cittadinanza maggiormente informata delle dinamiche economiche, per loro natura connesse a quelle politiche, possa essere un servizio fornito alla democrazia stessa.»
Dalla nascita della moneta ai Bitcoin, passando per le dinamiche di politica europea e l’economia collaborativa: cosa collega i focus di ciascuna giornata?
«Ripercorrendo brevemente questi cinque giorni, abbiamo iniziato con un’ introduzione a economia politica ed economia collaborativa come via di fuga dallo schema tradizionale fondato sulla dicotomia tra produttore e consumatore: l’economia collaborativa rappresenta un ponte tra le due visioni contrapposte, monetarista o keynesiana, che tuttavia si riferiscono ad uno schema di economia industriale di stampo fordista ormai in declino. Poi abbiamo trattato l’origine dell’economia, della monetaria e del commercio; il ruolo della moneta oggi e il ruolo politico dei singoli Stati e della Banca Centrale nel contesto europeo , concludendo con i Bitcoin e la giornta sul territorio. Quindi il filo conduttore è stato inquadrare le origini, quindi radici e dogmi, la situazione attuale e le prospetive future, del sistema economico. Su questa scìa si innesta la giornata con spettro territoriale, andando infatti ad evidenziare quelle che sono le nuove possibilità che emergono forzando dall’interno un sistema che iper produce e che polarizza richezza, creando invece una micro imprenditoria locale a basso impatto ambientale e a potenzialità di crescita molto ampia. Esempi quindi di rinnovamento di sistema economico dal basso, che fanno dacorollario e conclusione della settimana di rassegna.»
Uno sguardo dall’interno, data anche la vostra natura di co working: qual’è il valore innovativo dell’economia collaborativa?
«Il co working è letteralmente il lavorare insieme, e per questo ha dei punti di somiglianza con la forma della cooperativa, anche se ha una struttura ancor meno aziendale ed una dinamica più orizzontale. A differenza dell’economia tradizionale l’economia collaborativa da ampie possibilità, soprattutto nel terziario avanzato, grazie a minimi costi di avviamento che costituiscono un grande stimolo all’innovazione. Si tratta di un piccolo gruppo dal basso di persone qualificate ch organizzandosi insieme possono creare un valore aggiunto senza incorrere in avviamento insostenibile o costi fiscali troppo elevati.»
La vostra proposta di approfondimento prevede anche la conoscenza di alcune realtà territorilai di organizzazione economica costruita al basso. Cosa le acomuna e cose le rende appropriate nel onesto della vostra analisi?
«Le realtà coinvolte sono sicuramente acomunate in primo luogo dall’azione su uno stesso territorio, che è quello di Garbatella, e per il fatto che hanno una stessa impronta fortemente sociale, aperta fondata sulla condivisione quindi rappresentano una frontiera virtuosa per la comunità locale in direzione di far ripartire l’economia, a fronte della crisi economica, tramite una rivalorizzazione ed una riscoperta delle relazioni umane, di uno spazio di condivisione e relazioni sociali, della sostenibilità ambientale ma anche dei ritmi lenti in contrapposizione netta al percorso di continua accelerazione che ha fin’ora caratterizzato l’economia industriale.»

