Resistenze

Pubblicato il 10 marzo 2014 | da Fabio Ferrari

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Start up e coworking, il lavoro riparte dal territorio

A Roma si moltiplicano le realtà professionali legate a innovazione d’impresa e condivisione del luogo di lavoro. Garbatella ospita il primo progetto di recupero di spazi pubblici inutilizzati.

Ai tempi in cui Mao Tse-tung chiedeva alle masse cinesi di “Far fiorire mille fiori”, il coworking si limitava alla produzione di derrate alimentari nelle fattorie collettivizzate. Di sicuro il grande leader non immaginava che start up e coworking sarebbero diventati termini di riferimento di una vera e propria rivoluzione nel mondo del lavoro.

Il termine start up indica un’attività imprenditoriale che nasce per la prima volta, ossia che prima non esisteva, almeno non in quei termini, mentre per coworking si intende uno stile lavorativo che coinvolge la condivisione di un ambiente di lavoro, spesso un ufficio, mantenendo un’attività indipendente. Si tratta dunque di un raduno sociale di un gruppo di persone che, pur lavorando in modo autonomo, condividono dei valorie sono interessate alla sinergia che può avvenire lavorando a contatto con persone di talento.

Seguendo il trend di altre capitali europee, negli ultimi anni Roma ha visto nascere molte realtà di coworking, all’interno delle quali le professionalità inserite hanno dato vita ad attività imprenditoriali innovative, spesso connesse alle esigenze dei territori su cui insistono.

“Una start up, come qualsiasi impresa, ha successo se intercetta un bisogno – ci racconta Andrea Dal Piaz, presidente di Microprogress Onlus, associazione che tramite il microcredito promuove progetti innovativi e la cui sede è da qualche anno presso The Hub, spazio di coworking nel quartiere di San Lorenzo – e conoscere il territorio vuol dire conoscere i bisogni dei potenziali clienti. Le attività che partono da reti territoriali hanno maggiore capacità di sfondamento, mentre se non si è legati al territorio si potrebbe non avere informazioni corrette riguardo il bisogno e non si venderebbe il prodotto.” “Oltre l’innovazione tecnologica – aggiunge Dal Piaz – un altro elemento fondamentale di una start up è il suo essere scalabile, ossia che l’idea sia riproponibile e replicabile in un contesto ampio.”

Il legame con il territorio di chi avvia una start up può portare a innovazioni che migliorano la qualità della vita della collettività.

Tra gli esempi virtuosi nati a Roma va senz’altro menzionata Qurami, un’app che permette di conoscere lo stato dell’attesa in coda nelle strutture convenzionate (ad esempio uffici pubblici, banche etc), prenotare dallo smart phone il proprio turno e conoscere lo stato di aggiornamento della fila. Risultato, un grande miglioramento per chi vive in una città come Roma dove il tempo è un bene molto prezioso.

Coworking: pregi e difetti

Spesso l’innovazione nasce all’interno di ambienti dove l’incontro tra le professionalità produce effetti virtuosi, soprattutto quando si condivide l’obiettivo di fare impresa per produrre un impatto positivo sulla società. E’ il caso di molti spazi di coworking, che offrono ai loro aderenti, accuratamente selezionati dagli host sulla base dei progetti portati avanti e delle intenzioni sociali sostenute, i vantaggi legati alla contaminazione positiva con le idee delle altre persone con cui si condivide lo spazio fornendo reti di conoscenza e networking, veri e propri punti di forza per l’attività imprenditoriale.

Vi sono poi i pregi economici dovuti ai più bassi costi di alloggio dell’attività rispetto a una propria sede e non è raro trovarsi in spazi confortevoli che offrono anche maggiore visibilità e pubblicità al proprio progetto imprenditoriale.

Ma non sono tutte rose e fiori. Nel coworking bisogna fare i conti con ovvi limiti in fatto di privacy, spazi ridotti e l’obbligo di regolare i propri tempi di lavoro con i propri coinquilini .

Piccoli difetti che non sembrano aver scoraggiato un trend in costante aumento, sia grazie all’iniziativa privata che pubblica.

E’ proprio il municipio VIII ad accogliere, in una parte dell’edificio del mercato comunale della Garbatella, Millepiani, unico spazio pubblico a Roma destinato al coworking e che ospita designers, grafici, videomaker, architetti, programmatori, web designers.

“L’idea di destinare una parte del mercato coperto al coworking – sottolinea Enrico Parisio, responsabile di Millepiani – nasce come progetto pilota del Comune di Roma. L’obiettivo è restituire risorse al lavoro, attraverso il riuso dei beni pubblici inutilizzati. Al momento il nostro spazio è il solo ad iniziativa pubblica a Roma, ma ci stiamo dando da fare per favorire un’idea di città che coniughi alla creatività delle nuove forme d’impresa una nuova concezione degli spazi pubblici, con particolare attenzione all’aggregazione giovanile, perché diventino luoghi di vera e propria produzione di innovazione urbana, associando le opportunità della connettività internet a quelle dell’auto-organizzazione e dell’innovazione sociale e della sperimentazione di nuovi modelli produttivi”.

Idee e progetti espressione di comunità territoriali e bisogni reali che, facendo perno su innovazione e condivisione, recupero di spazi pubblici abbandonati e creazione di risorse da destinare al lavoro, sono ingredienti di una ricetta che ha le carte in regola per dare una risposta vincente alla crisi.

@KurzoMalatesta

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