Dispacci

Pubblicato il 8 ottobre 2016 | da CSOA La Strada

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Riflessioni verso il 26 novembre: non una di meno

Riportiamo la riflessione che le compagne e i compagni del CSOA La Strada pubblicano verso l’incontro del 9 ottobre “Una questione culturale. Sessismo, genere, Violenza” e la manifestazione nazionale del 26 novembre

La violenza sulle donne è un fenomeno complesso, ben radicato nella nostra società, e assume molteplici forme e modalità. Sebbene la violenza fisica sia la più facile da riconoscere, tutte e tutti sappiamo che è violenza quella che agisce in modo discriminatorio sul lavoro; quella che cresce silente tra le mura domestiche; quella di chi ti commenta quando cammini da sola per le strade. Perché – e questo sia chiaro – non esistono donne che non combattano quotidianamente contro queste dinamiche e non esistono ambiti dove sentirsi al riparo. Nessuno.

Sappiamo che a farla sono gli uomini, alcuni uomini, animati dall’esigenza di dominare ciò che evidentemente considerano subalterno, a dispetto dell’età, della provenienza o del livello di istruzione, del contesto sociale o dell’ambito politico.

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Come ci dice Luisa Betti Dakli in un recente articolo sui fatti di Melito:

“Pregiudizi che sulle donne pesano, ancora oggi, come una scure ferma a mezz’aria sulla testa di noi tutte e che necessita di una vera trasformazione culturale che dia un giusto peso al fenomeno “

(bettirossa.com/2016/09/14/melito-specchio-di-unitalia-che-non-vuole-cambiare/)

La violenza sulle donne ha radici forti che penetrano nel terreno anche in condizioni avverse; si innesta come sostanza infame sotto le piante sane e forti; crea confusione e disorientamento. In molti casi provoca una reazione di istinto, raramente un’analisi che vada in profondità. E anche quando crediamo di avere vinto una battaglia la radice profonda, che ha origine nella cultura patriarcale ancora dominante, non è estirpata.

La violenza sulle donne agisce anche nell’ambito politico e per questo richiede la condivisione di una visione complessa da parte delle comunità ribelli di cui facciamo parte. È una questione politica quella che ostacola la distribuzione di risorse e di opportunità, quella che non finanzia l’educazione sessuale e affettiva-relazionale nelle scuole, quella che sottrae finanziamenti ai consultori e ai centri antiviolenza, che non garantisce adeguate politiche di welfare, che sfrutta i nostri corpi e le nostre vite. Il non sentirci tutte e tutti animatori primi di queste battaglie, ci sottrae la possibilità di essere non solo ribelli ma anche radicali.

Su questo punto Giuseppe Burgio in un suo recente intervento è chiaro:

La soluzione a tutto questo non è la demonizzazione del mostro, ma il riconoscimento delle posizioni di privilegio di ognuno, il cambiamento di se stessi è indispensabile per cambiare la società”.

In occasione del nostro 22esimo compleanno abbiamo deciso di attraversare la questione della violenza contro le donne con la stessa forza e convinzione con cui da sempre siamo nelle lotte studentesche, nelle questioni migranti o nella lotta per la casa. Se diciamo che l’antifascismo è antisessismo e che l’antirazzismo è antisessismo dobbiamo riconoscere rispetto e dignità alle lotte femministe, perché uno slogan non produce realtà.

I prossimi passi sono chiari e invitiamo tutte e tutti ad esserci.

Dopo l’assemblea nazionale dell’8 ottobre presso la Facoltà di Psicologia dell’Università La Sapienza, c’è l’appuntamento del 9 ottobre alle 18.00 al CSOA La StradaUna questione culturale. Sessismo, genere, Violenza”, due appuntamenti intermedi importanti e di avvicinamento al #26Novembre, data in cui è previsto un grande corteo nazionale a Roma sotto lo slogan Non una di meno, perché – come dice Barbara Bonomi Romagnoli in un articolo sulla 27esima ora – “siamo stanche di contare le morti e vorremmo contarci in tante da vive”.

(barbararomagnoli.info/lavoro-legge-194-autodeterminazione-ripartire-dalle-origini-della-violenza-i-movimenti-verso-la-giornata-internazionale/)

Noi ci saremo, perché si tratta di noi e della forza di reale cambiamento che sprigiona la nostra comunità.

Verso il 26 novembre Non una di meno!

Le compagne e i compagni del Csoa La Strada

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