Dispacci elezioni comunali

Pubblicato il 22 gennaio 2016 | da @franktiratore

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Elezioni comunali: rottura tra SEL e PD

Domani al Teatro Brancaccio si terrà l’evento #perRoma organizzato dai minisindaci della capitale: non parteciperanno i rappresentanti di SEL

Doveva essere l’evento che sanciva l’unità del centrosinistra in vista delle elezioni comunali. Non è stato così. A pochi giorni dall’iniziativa #perRoma – le esperienze di governo del centrosisnitra per il rilancio della Capitale, organizzata dai minisindaci romani e in programma domani al Teatro Brancaccio, si è consumata la rottura tra SEL-SI e il PD sulla scelta del candidato sindaco. L’appuntamento, come ha spiegato il Presidente del Municipio I Sabrina Alfonsi ad Adnkronos, doveva servire a “delineare un campo largo del centro sinistra, facendo le primarie con tutti i candidati dello schieramento”. In poche parole, lo scopo era quello di preservare l’asse PD-SEL, al governo di tutti i municipi della capitale e della Regione Lazio, rifiutando, da un lato, la corsa solitaria di Stefano Fassina e, dall’altro, l’individuazione di una candidatura al di fuori di un percorso aperto e partecipato

A rovinare la festa ci hanno pensato, però, il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, con il suo endorsement a Roberto Giachetti, e, successivamente, il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, che si è allineato alle indicazioni del Premier. “Sosterrò Roberto Giachetti sindaco – ha dichiarato il presidente Zingaretti, che ha aggiunto: “come ha detto Renzi, è un candidato credibile che può vincere e questo è il più importante obiettivo guida in una situazione molto difficile”.

Non si è fatta attendere la replica di Andrea Catarci, Presidente del Municipio VIII e rappresentante di SEL. “La candidatura di Roberto Giachetti decisa lontano dalla città – ha dichiarato in una nota Andrea Catarci – è l’ennesimo atto autoritario voluto da Renzi contro Roma, nella duplice veste di leader di governo e Pd. Per evitare ogni dialogo tra società civile e pezzi di politica – ha aggiunto il Presidente del Municipio VIII – Renzi ha chiuso la porta e la partita, incoronando Giachetti e ribadendo di essere solo lui a decidere. Ciò alla vigilia dell’iniziativa al Teatro Brancaccio, promossa dai Presidenti dei Municipi per dare aria all’ipotesi di coalizione, sociale e culturale prima ancora che politica. Lo schema renziano all’insegna dell’autocrazia – ha concluso Catarci – è inoltre imposto a tutte le sfere territoriali del PD. Infatti il Presidente Zingaretti risponde ‘obbedisco’ senza se e senza ma all’investitura dell’uomo solo al comando”.

L’esito è stato, quindi, scontato: il Presidente del Municipio VIII non parteciperà all’evento di domani al Brancaccio e, insieme a lui, anche il Presidente del Municipio VII Susi Fantino e tutti i rappresentanti locali di Sel. Il coordinatore romano Paolo Cento ha, infatti, dichiarato che la kermesse del Brancaccio ormai è “un’iniziativa del Pd” e il Vicepresidente della Regione Lazio Massimiliano Smeriglio ha affermato in una nota che “non andrà al Brancaccio”.

Lo strappo provocato nel centrosinistra non è stato apprezzato, tuttavia, anche da vari amministratori locali del PD. “Mi dispiace molto e sono rammaricato per la defezione di Sel – ha dichiarato all’agenzia Dire il Presidente del Municipio III Paolo Marchionne – ma le ragioni per l”iniziativa di sabato sono immutate. Magari sarò irrealista, ma secondo me spazi per lanciare un messaggio alla città ci sono tutti anche per i presidenti di Sel”. Più prudente è stato, invece, il Presidente del Municipio XI Maurizio Veloccia. “Le esperienze di buon governo per Roma – ha dichiarato Veloccia a Omniroma – non devono essere archiviate: è sbagliato mettere in discussione l’evento del 23 al Brancaccio. Lo dico ai miei amici Catarci e Fantino: la candidatura di Giachetti ed i legittimi endorsment arrivati non smuovono di un millimetro la necessità ed il bisogno di prospettare un orizzonte comune di governo”.

Il rischio è, infatti, quello di perdersi per strada gli oltre 100000 romani che, nel 2013, avevano partecipato alle primarie del centrosinistra, consegnando la sfida del ballottaggio al Movimento Cinque Stelle e al centro destra.

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