Privatizzazione e licenziamenti per i canili di Roma
Il penultimo giorno dell'anno, una delibera comunale sembra mettere fine alla vicenda con una nuova assegnazione che lascia indietro oltre 50 lavoratori
«I canili comunali Muratella ed ex Cinodromo saranno privatizzati. Il Dipartimento Ambiente ha prodotto la Determina Dirigenziale 891 con la quale assegna in via definitiva i canili comunali all’associazione di impresa <a href="http://www you could try this out.rifugioagroaversano.it/” target=”_blank”>Rifugio Agro Aversano. Questo è il primo dato che esce dall’incontro di venerdì scorso». Il 2016 si chiude con una doccia fredda per lavoratrici e lavoratori dei canili romani, da oltre un anno in agitazione per denunciare la dismissione del servizio pubblico, il mancato pagamento delle persone impegnate a tutela degli animali e la scarsa trasparenza delle procedure deputate al rinnovo delle concessioni di gestione delle strutture (la vertenza dei lavoratori è stata sintetizzata in questo video).
Il 30 Dicembre 2016 si è svolto un incontro presso il Dipartimento Ambiente di Roma Capitale, cui hanno partecipato la nuova assessora alle politiche ambientali di Roma Capitale Pinuccia Montanari, il direttore del Dipartimento Ambiente Pasquale Pelusi e Rosalba Matassa, direttrice dell’UTBA (Ufficio Tutela e Benessere degli Animali). Erano inoltre presenti le sigle sindacali CGIL e USI e una folta rappresentanza di lavoratori e lavoratrici autorganizzati.
Sulle ombre della vecchia gestione, dal 2003 affidata all’Associazione Volontari Canile di Porta Portese (Acvpp), già ad aprile era intervenuta l’Autorità Nazionale Anticorruzione (riscontrando, come sintetizzato nella Delibera ANAC n. 759 del 13 luglio 2016, “la sistematica e diffusa violazione delle norme e il ricorso generalizzato e indiscriminato a procedure prive di evidenza pubblica”) che ora, dopo l’arrivo di nuove segnalazioni, ha integrato la propria attività inviando nuova documentazione alla Procura, alla Corte dei Conti e al nucleo Anticorruzione della Guardia di Finanza, disponendo la convocazione del segretario generale di Roma Capitale e dell’assessore competente per il prossimo 18 gennaio.
La nuova determinazione, che prevede un contratto di servizio della durata di 12 mesi per la gestione dei canili Muratella e Ponte Marconi e delle attività volte al contenimento del randagismo con la società Rifugio Agro Aversano a partire dal 1° gennaio 2017, è il punto di arrivo di una storia al ribasso di cui hanno fatto le spese gli ospiti dei canili e le persone che da mesi li accudiscono senza ricevere alcuno stipendio, tanto da dover organizzare collette alimentari per gli animali tramite la campagna #IoMeNeOccupo. Molte le critiche sollevate: l’atto non soltanto si riferisce unicamente ai “canili”, così apparentemente escludendo i gatti (che, seppur in minoranza, sono sempre stati accolti e accuditi nella struttura della Muratella) ma secondo i sindacati «non prevede clausola sociale, ma solo una richiesta di impegno generico ad utilizzare la vecchia manovalanza», lasciando al loro destino gli oltre 90 lavoratori in esubero dal 30 aprile del 2016. Il vincitore del bando, infatti, ha da subito affermato di poterne riassorbire al massimo 20.
Il Rifugio Agro Aversano – s.r.l. casertana, vincitrice del bando pubblicato ad aprile sotto la gestione del commissario Tronca con un’offerta pari a 1.478.363 € – è un canile privato convenzionato con alcuni comuni campani, tra cui la città di Napoli. Lo scorso anno si è trovata al centro di un contenzioso circa la regolarità delle fatture relative all’assegnazione dei randagi.
Nel loro comunicato, lavoratori e lavoratrici autorganizzati della Muratella stigmatizzano la delibera come “un clamoroso passo indietro rispetto a tutto ciò che riguarda la tutela del benessere animale e la tutela occupazionale“, definendola “la sconfitta della Politica che cede il passo ai tecnici e alla non assunzione di responsabilità”. Ricordando che “da 9 mesi ci occupiamo dei cani e gatti presenti nella struttura e attraverso le donazioni dei cittadini (solo grazie a quelle) riusciamo a comprare e pagare cibo, medicine, materiale sanitario, ricoveri e visite specialistiche. Ma siamo comunque occupanti” e lamentando la mancata presa in carico del servizio da parte del nuovo assegnatario il 1° gennaio (“ovviamente, come da copione, non si è presentato nessuno”), ribadiscono il proprio inesaurito coinvolgimento nella vicenda: “siamo parte attiva di tutta questa situazione e non lasceremo indietro nessun cane e nessun gatto. Metteremo in campo ogni azione possibile”.

