Ancora occupato il Municipio VIII: i sindacati invitano i dipendenti a restare all’esterno
I sindacalisti: «valutiamo di ora in ora, finché non sarà certificata l'agibilità noi continueremo a dare indicazione di non entrare e ci assumiamo anche la responsabilità da questo punto di vista».
Prosegue l’occupazione degli spazi in via Benedetto Croce da parte delle 200 famiglie sgomberate lo scorso giovedì a Montagnola. E proseguono le complicazioni che derivano da una situazione tanto drammatica quanto paradossale. Intervenuti, questa mattina, i sindacati CISL, UIL e CSA per interloquire con i dipendenti municipali che, tornati a lavoro dopo il week end pasquale, hanno trovato immutato lo scenario di emergenza sociale fuori e dentro il proprio posto di lavoro.
«Queste 200 famiglie chiedono un tavolo politico che evidentemente non gli viene dato» afferma Francesco Croce della UIL «questa è stata una rappresaglia, una pacifica rappresaglia, che ha comportato l’occupazione dei locali municipali e di fatto la precarietà delle condizioni interne dal punto di vista igienico, sanitario, strutturale e quant’altro. Stamattina noi abbiamo detto ai lavoratori che la norma parla chiaro: in attesa che il ripristino delle condizioni precedenti venga certificato, loro non faranno accesso ai locali».
In Municipio ci sono altri rappresentanti sindacali e molti tra i vertici amministrativi della struttura, per tentare di mediare una situazione che ha dell’incredibile. Duecento le famiglie degli sgomberati, una baraccopoli allestita alla bene e meglio, tende, materassi e perfino il gazebo punto cucina. Molti migranti, tanti gli italiani, alcune donne incinte, almeno una sessantina i bambini, anche piccolissimi: un’allegra colonia che riempie l’area giochi all’ingresso.
Dopo la mini assemblea la stessa sorte tocca ai dipendenti municipali, chi con più chi con meno entusiasmo, si siedono anch’essi nel parcheggio. E aspettano. «Oggi, dicono i sindacalisti, stiamo qui, domattina si vedrà, valutiamo di ora in ora… ma finché non sarà certificata l’agibilità noi continueremo a dare indicazione di non entrare, e ci assumiamo anche la responsabilità da questo punto di vista». L’atteggiamento che prevale è quello di moderare gli animi, di essere tutti comprensivi e collaborativi in una situazione tanto complessa, che chiaramente non può e non dovrebbe essere gestita da un Municipio.
Non manca di certo qualche provocatore che si fa sfuggire insulti razzisti, o peggio semina malcontento laddove davvero bisognerebbe invece collaborare e sentirsi tutti parte del problema e della soluzione. Anche perché dal Comune sembrano davvero aver abbandonato la questione, e del Sindaco non si ha alcuna notizia.

