Dispacci

Pubblicato il 22 aprile 2014 | da Saba Camilletti

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Ancora occupato il Municipio VIII: i sindacati invitano i dipendenti a restare all’esterno

I sindacalisti: «valutiamo di ora in ora, finché non sarà certificata l'agibilità noi continueremo a dare indicazione di non entrare e ci assumiamo anche la responsabilità da questo punto di vista».

Prosegue l’occupazione degli spazi in via Benedetto Croce da parte delle 200 famiglie sgomberate lo scorso giovedì a Montagnola. E proseguono le complicazioni che derivano da una situazione tanto drammatica quanto paradossale. Intervenuti, questa mattina, i sindacati CISL, UIL e CSA per interloquire con i dipendenti municipali che, tornati a lavoro dopo il week end pasquale, hanno trovato immutato lo scenario di emergenza sociale fuori e dentro il proprio posto di lavoro.

«Queste 200 famiglie chiedono un tavolo politico che evidentemente non gli viene dato» afferma Francesco Croce della UIL «questa è stata una rappresaglia, una pacifica rappresaglia, che ha comportato l’occupazione dei locali municipali e di fatto la precarietà delle condizioni interne dal punto di vista igienico, sanitario, strutturale e quant’altro. Stamattina noi abbiamo detto ai lavoratori che la norma parla chiaro: in attesa che il ripristino delle condizioni precedenti venga certificato, loro non faranno accesso ai locali».

In Municipio ci sono altri rappresentanti sindacali e molti tra i vertici amministrativi della struttura, per tentare di mediare una situazione che ha dell’incredibile. Duecento le famiglie degli sgomberati, una baraccopoli allestita alla bene e meglio, tende, materassi e perfino il gazebo punto cucina. Molti migranti, tanti gli italiani, alcune donne incinte, almeno una sessantina i bambini, anche piccolissimi: un’allegra colonia che riempie l’area giochi all’ingresso.

Dopo la mini assemblea la stessa sorte tocca ai dipendenti municipali, chi con più chi con meno entusiasmo, si siedono anch’essi nel parcheggio. E aspettano. «Oggi, dicono i sindacalisti, stiamo qui, domattina si vedrà, valutiamo di ora in ora… ma finché non sarà certificata l’agibilità noi continueremo a dare indicazione di non entrare, e ci assumiamo anche la responsabilità da questo punto di vista». L’atteggiamento che prevale è quello di moderare gli animi, di essere tutti comprensivi e collaborativi in una situazione tanto complessa, che chiaramente non può e non dovrebbe essere gestita da un Municipio.

Non manca di certo qualche provocatore che si fa sfuggire insulti razzisti, o peggio semina malcontento laddove davvero bisognerebbe invece collaborare e sentirsi tutti parte del problema e della soluzione. Anche perché dal Comune sembrano davvero aver abbandonato la questione, e del Sindaco non si ha alcuna notizia.

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Autore

Scrivo su Core dal primo numero, febbraio 2009, seguendo i temi a me più cari: ambiente, sostenibilità, percorsi dal basso. Sono laureata in Architettura con una tesi in politiche urbane sulla co-gestione degli spazi pubblici ed ho un master in 'Design della Smart Cities'. Mi occupo di design di arredi con materiali naturali, co-design e design di servizi sostenibili. Alla ricerca di uno stile di vita più sano, insieme con la mia famiglia abbiamo avviato Biozen, un'azienda biologica dove, oltre a coltivare, si sperimentano attività e pratiche di architettura naturale. Da grande, tra le altre cose, vorrei fare l'architetto per bambini. Sono convinta che aiutarli ad organizzare con rispetto ed attenzione il proprio mondo fin da piccoli sia un ottimo modo per renderli adulti felici. E ne abbiamo bisogno.



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