Cultura

Pubblicato il 25 settembre 2014 | da Marco Cardaci

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“Don’t worry Tim”: il nuovo EP dei Twister è uscito

Intervista a Marco, bassista e cantante della band, oltre che poliedrico artista cresciuto nel quartiere di San Paolo

Marco suona il basso e canta, Mauro ed Emiliano stanno alle chitarre e fanno i cori, Fabio tiene il tempo alla batteria: insieme formano i Twister, energica punk-rock band che ha da poco sfornato il nuovo album Don’t worry Tim. Un 7”  coprodotto dalla loro nuova etichetta (la Let’s go record) e la Big Caviglia Records e che contiene 4 tracce. A parlarne con noi è il frontman nato a e cresciuto (sostiene lui) in via Chiabrera: Marco About.

Marco perchè vi chiamate “Twister“?

 «Su questa cosa i miei compari non sono d’accordo ma io la ricordo più o meno così. Le prime volte che ci venne ‘sta malsana idea di suonare insieme avevamo una canzone che parlava del Twister, il gioco rosso, giallo, blu e verde e di quanto fosse bello trovarsi a stretto contatto con la signorina che ti piaceva grazie a mano destra tua su cerchio rosso, piede sinistro suo su cerchio giallo, ecc…
Il fatto è che la canzone era troppo difficile per come l’avevamo immaginata e allora divenne il nome de gruppo…ma loro affermano che non andò così».

Chi è sto ciccione di Tim che da il titolo all’album?

 «Tim è un ciccio immaginario, quel tipo di cicciottello che è dentro ognuno di noi. Pur non essendo mai stato cicciotto, da bambino fui spesso al centro delle angherie dei compagnucci di scuola, vuoi per via degli occhi a palletta, delle occhiaie di famiglia, perchè balbetto (non posso dire balbettavo maledizione) un po’ anche perchè ero minuscolo, insomma ne avevano di motivi per coglionarmi e prendermi a pizze.
Tim è la rivincita dei nerd, dei disagiati, dei malmenati a scuola, è quello che da grande ti fa il culo!»

E il bambino nella foto chi è? Sei tu?

«È Fabio! Il nostro batterista!»

Sei te che scrivi le canzoni?

 «Si, io scrivo i testi, anche se “scrivere” sembra una roba così seria! Diciamo che escono fuori dei pensieri che filano e fanno rima. La sera poi ci vediamo al box e buttiamo giù una musichetta che ci sta bene, in genere me le preparo a casa e la propongo agli altri e insieme si aggiusta qua e la, taglia cuci, tieni, butta, più insulti vari a me».

Perdi piu tempo a sistemare gli accordi che conosci o a ricordarti di vecchi compagni di classe ciccioni (vedi Tim) e scrivere di loro?

 «Di accordi ne conosco pochi, proprio pochi e non so neanche come si chiamano. Io li chiamo “mano sul terzo tasto sotto”, “quello strano”, “quello accanto a quello strano” e via dicendo».

Hai mai cantato coi Twister pensando all’amore?

 «All’amore ci penso spesso e buona parte dei testi dei Twister, se pur mascherati parlano di esperienze amorose. In particolare questo nuovo 7″ viene fuori dopo la fine di una storia lunga e importante quindi inevitabilmente gli stati d’animo del periodo che vivi li trasporti pure in quello che suoni. In generale è un gruppo di romanticoni e sotto quella scorza dura battono dei cuori di marzapane (che schifo di immagine)».

Perchè dovrei comprarmi il disco? Soprattutto io che ti conosco e posso battertelo facile!

 «Dovresti comprarlo se hai finito i vassoi, se hai un cane a cui piace il frisbee, se ti mancano i piatti piani e hai solo scodelle, se i sottobicchieri dei pub ti sono sempre piaciuti ma ti vergogni a rubarli davanti al tipo, se ti mancano le rotelle per non cappottarti alla bici, se vuoi fare quelle borse alternative e molto bancarella centro sociale fatte coi dischi, se vuoi fare un regalo dispettoso o se semplicemene vuoi supportarci! Per te sono 40 euro, agli altri solo 5».

È piu bravo Mauretto o Emiliano?

 «Mauro fa degli ottimi primi piatti ed Emiliano ha un’ auto spaziosa».

Hai mai avuto rapporti promiscui con qualcuno della tua band?

 «Vivo con uno di loro, ci provo tutte le sere ma niente da fare, gli altri due se la tirano troppo».

Quanti dischi avete fatto?

 «Due, il primo è un cd di sei pezzi, tutto completamente autoprodotto e due anni dopo abbiamo fatto uscire questo piccolo vinile di 4 pezzi per let’s goat rec. e big caviglia rec.»

Cosa c’è in piu o in meno in questo disco?

 «In questo ci stiamo di più noi rispetto al precedente che era stato fatto un po’ di corsa.
Non voglio parlare di maturità musicale perchè se ci conosci capisci subito che entrambe le parole non ci si addicono proprio, però insomma ci rappresenta di più e ci siamo impegnati un sacco…ecco sì, dovreste comprarlo solo per quanto ci abbiamo sudato sopra, questo sì che è un buon motivo!»

Parlarmi della Let’s Goat record…

 «Let’s goat è la nostra piccola etichetta che coproduce dischi di amici che consideriamo fichi!
Come capita a tante altre band, a un certo punto ti rompi le palle di cercare produzioni e sentire sempre le solite risposte e allora decidi di investire su te stesso fino a prenderci gusto e a farlo anche per altri. Al momento oltre al nostro disco abbiamo 3/4 progetti in ballo che ci piacciono molto e che vedranno luce tra la fine di quest’anno e l’inizio di quello nuovo».

Che farete da grandi?

«Per il momento cerchiamo di suonare il più possibile in giro perchè questo è veramente l’unico obiettivo che abbiamo, non avendo aspettative di nessun tipo la sola cosa che ci importa è farci le gite grazie ai Twister! Nel frattempo sta uscendo negli States una versione del disco sotto forma di musicassetta grazie alla Wiener records, costola della Burger più specializzata in cassettine e chissà se in futuro non ci scappi un giro pure da quelle parti, a me piacerebbe molto! Grazie per le domande, poi ti mandiamo quei cento euro in privato».

Ci conto molto ma prima vendete qualche copia, dove è possibile acquistarle?

«Ce le portiamo sempre dietro ad ogni concerto, quindi se venite ci fa piacere…se non volete uscire di casa c’è la pagina bandcamp, oppure potete richiedercelo tramite facebook sia sulla nostra pagina che su quella delle etichette che lo hanno prodotto, cercatele!»

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