Teatri di Vetro: il Festival delle arti sceniche contemporanee
Ultima settimana per dare visibilità ad un teatro fragile ed invisibile come il vetro
Inizia mercoledì 24 la seconda ed ultima settimana della V edizione di Teatri di Vetro. A partire dal 19 maggio si sono susseguite sul palco del teatro Palladium, dell’Ambra, dell’Angelo Mai e tra i lotti di una, ancora più affascinante, Garbatella le prime venti compagnie dell’iniziativa.
Un iniziativa che ha come scopo quello di fornire un ampio sguardo sulla scena contemporanea teatrale indipendente unendo giovani compagnie, alcune ai primissimi inizi come il Progetto Brockenhaus e altre già conosciute come il Teatro Lemming, sotto il segno della sperimentazione e dell’osmosi tra teatro, danza, poesia e musica. L’iniziativa oltre a voler dare visibilità alle compagnie indie di tutta Italia, porta in sé il messaggio che il teatro è di tutti, per tutti i gusti, per ogni età. Per questo scende nelle piazze, tra i palazzi, per permettere a chiunque di dare una possibilità alla propria curiosità di essere coltivata. Si creano sinergia e comunicazione tra le persone che una volta uscite dal teatro si ritrovano in uno dei lotti di Garbatella a condividere in un nuovo spazio pubblico una nuova esperienza. Il teatro ritorna alla sua funzione originaria di aggregazione e comunicazione tra i cittadini che in una piazza si ritrovano per assaporarne la sacralità e ritrovarne la giovialità da tempo perduta. Gli abitanti di Garbatella sono stati i veri protagonisti della videoinstallazione di Daniele Spanò Il profumo del pane. Le storie del quartiere, delle famiglie e i ricordi delle persone vengono proiettati su lenzuola negli stessi cortili della zona che a guardale ricordano le atmosfere di film come Amarcord o Bellissima. Pseudo creatori dello spettacolo Amaro Ammore di Canio Loguercio il 28 alle 22.30, saranno tutti quei cittadini che in questi giorni hanno lasciato le loro suppliche d’amore all’interno del “supplicario” de la Villetta e nelle tante urne disseminate per la città. Le richieste degli innamorati diventeranno, tramite la rielaborazione di poeti, veri canti d’amore.
Mercoledì 25 è una serata dedicata ad un teatro che non vuole essere solo pura arte ma anche documento del reale. Alle 20.30 al teatro Palladium la compagnia Teatro Rebis fondata a Macerata nel 2003, attenta al confronto con situazioni di disagio sociale propone un poema lirico ispirato all’universo poetico di Silvya Plath e soprattutto al rapporto squilibrato, ferocemente sincero che la scrittrice americana sopportava con la propria vita e in particolare con la propria maternità. Da questo universo simbolico e personale si trae spunto per un indagine sulle dinamiche dell’ispirazione e sulle torture dell’ambizione. Alle 21.30 alla Casa dei Bimbi di Piazza Longobardi Chiara Tomarelli va in scena con Stelle Danzanti-storie di donne nelle carceri. Ispirandosi al teatro di narrazione e alla forza penetrante del teatro civile, attraverso un teatro di ricerca e di ricostruzione di testimonianze racconta la vita di detenute e poliziotte penitenziarie.
Giovedì e venerdì sono due giornate dedicate alla produzione coreografica italiana attraverso un tavolo di discussione per produrre ed evidenziare nuovi stimoli di ricerca concentrandosi sui concetti di contaminazione e performance. All’interno dell’opificio Telecom Italia di Via dei Magazzini Generali, si inizia giovedì con una rilettura della produzione creativa dagli anni ’90, il giorno successivo il confronto si concentrerà sulle dinamiche ambigue che presenta oggi il sistema dell’impresa culturale in Italia. La danza raccontata ma anche la danza vissuta. Giovedì dalle 20.30 tra il Palladium e il lotto 20 si susseguono alcune delle danzatrici italiane più innovatrici degli ultimi anni, tra cui Simona Bertozzi performer della compagnia Virgilio Sieni.
Venerdì e sabato saranno le ultime due giornate che a partire dalle 18.00 fino alle 22.30 daranno l’ultima spinta a questo vortice di novità artistiche che è teatri di Vetro.
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