NON LASCIARMI. La filosofia giapponese in mani americane
Lo scontro paradossale tra un inevitabile progresso scientifico e l'universale ricerca della felicità.
Come è vivere quando sin da giovanissimi si conosce il proprio destino? Cosa succede quando si sa che c’è solo una strada possibile da percorrere? Questi sono i quesiti che ispirano la vita di Kathy, Ruth e Tommy, tre ragazzi “concepiti” per un solo scopo: all’età di circa vent’anni dovranno donare i loro organi, grazie ai quali la scienza medica progredirà e si potranno curare malattie devastanti come i tumori.
Nonostante il senso d’ansia che domina le loro esistenze, i tre ragazzi non cercano di dare un senso alla loro condizione assurda, ci vivono dentro, creando i loro rapporti tra amicizia, litigi e amore.
Fino all’età di diciotto anni vivono nel collegio di Heilsham, severo come tutti i collegi ma diverso perché qui vengono insegnate solo anatomia, sport e sopratutto arte. Disegnano molto i ragazzi di Heilsham, ed è quest’arte che gli permette di sognare, una volta adulti, una via di salvezza, un “rinvio” del loro destino. Quei disegni realizzati da piccoli potrebbero essere il mezzo attraverso cui ottenere il rinvio, lo specchio della loro anima che potrà dimostrare, una volta grandi, la loro capacità di amare veramente salvandoli così da un crudele fato. Il vero amore nasce tra Kathy e Tommy sin da piccoli ma, diviso della determinazione di Ruth, non riesce a realizzarsi trasformandosi in un amicizia fatta di sguardi e di rimproveri che sostituiscono le parole. L’assurdità della loro esistenza, che non permette di sognare un alternativa, non genera nessun senso di rivolta o di evasione, ma una quieta e paradossale accettazione. Non possono rivendicare una vita che non è loro, sono stati creati solamente per aiutare gli altri e l’arte non serve per leggere la loro anima, ma per testimoniare, attraverso la creatività, che loro un anima ce l’hanno.
Gli attori impersonano magistralmente la lenta sottomissione al destino, e varrebbe la pena vedere il film anche solo per l’urlo di rabbia e disperazione lanciato da Tommy (Andrew Garfield). Mark Romanek non cede agli eccessi di una regia all’americana rispettando ed esaltando i toni sottomessi del libro, rendendo con tutta la loro forza i fantastici paesaggi del sud dell’Inghilterra e attenuando l’aspetto fantascientifico del film e facendolo sembrare un quadro del Romanticismo in cui l’uomo sembra perdersi nell’inspiegabile sublimità del mondo.
SCHEDA TECNICA
Titolo: Non Lasciarmi
Regia: Mark Romanek
Interpreti: Carey Mulligan, Keira Knightley, Andrew Garfield
Genere: fantascienza/drammatico
Durata: 103 min

