Il ritorno di Pane e l’affermazione di Bizarre Dee in un’esposizione “a due”
Underground al Palladium. NUfactory rilancia i due artisti che allestiranno uno spazio comune
All’interno del foyer del teatro Palladium si respira un aria di internazionalità e innovazione. Questo grazie alla collaborazione tra la fondazione RomaEuropa e NUfactory, network nato nel 2007 con l’intento di valorizzare i fermenti artistici e creativi della capitale. Novità della stagione espositiva 2010/2011 è Oversize. I diversi artisti, ognuno con il proprio linguaggio, realizzeranno opere di grandi dimensioni capaci di adattarsi e di dialogare con gli spazi del foyer. Ed è questo il compito che affronteranno dal 7/3 al 8/4 due artisti provenienti dalla scena romana del writing e della street art: Bizarre Dee e Pane, quest’ultimo rientrato a Roma dopo 7 anni vissuti ad Amsterdam. La doppia personale gratuita, GLAD TO SEE YOU, nasce dalla voglia di mettere a confronto due generazioni e due stili diversi, ma entrambe con lo stesso background caratterizzato dalle sottoculture del punk, dello skateboarding e dei graffiti ma soprattutto entrambi cresciuti all’interno delle crew romane. La loro arte nel corso degli anni si è evoluta anche grazie ad esperienze vissute fuori dall’Italia che secondo Bizarre Dee, il più giovane dei due, è un paese a cui manca una vera spinta innovatrice e riguardo alla sua arte aggiunge “ lo scopo delle mie opere è quello di lasciare un messaggio. Non amo le etichette, i miei lavori non sono altro che la concretizzazione di miliardi di immagini che ogni giorno ricevo e riceviamo; sono un ritaglio e un assemblaggio delle emozioni più forti. Il filo conduttore delle mie opere, dagli inizi con il writing ad oggi, è la libertà e la spontaneità espressiva”. Questa è la prima occasione che i due artisti hanno di lavorare insieme. Da questo incontro nasce l’opera a quattro mani Oversize presente in mostra, insieme alle altre tele. Come ci racconta Bizarre Dee “ho sempre ritenuto Pane uno degli artisti più interessanti con cui confrontarmi, perché vede il suo lavoro come una ricerca continua. Partendo proprio da un suo progetto di rivalutazione di materiali dismessi, nella nostra opera riporteremo in vita dei vecchi frigoriferi la cui destinazione sarebbe dovuta essere la discarica. Quello che vogliamo fare è dare un valore artistico a ciò che comunemente è percepito come degrado. Infondo quello che abbiamo sempre cercato di fare con i nostri graffiti”.

