Cultura

Pubblicato il 22 febbraio 2012 | da Lorenzo Baldarelli

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“Fuck Politicians February”

Si definiscono attivisti della rete, agiscono in anonimato e cambiano sempre i loro obiettivi. Oggi se la sono presa con i politici e il finanziamento ai partiti

Paola Binetti, Lorenzo Ria e forse altri. Questa mattina è iniziato l’attacco di Anonymous. Ecco la loro rivendicazione apparsa nelle pagine online dei due politici (http://www.paolabinetti.it/ e http://www.lorenzoria.it/biografia.asp):

 

“All’attenzione di tutti i cittadini Italiani: Noi siamo Anonymous. Abbiamo deciso di lanciare un ‘Fuck Politicians February’ (FPF).

FPF è il nostro modo per dirvi che ci avete rotto i coglioni.

Mentre il paese va a rotoli a discapito delle classi più svantaggiate voi continuate a perdere ottime occasioni per tacere,per smetterla di rubare e per piantarla di farvi sempre e soltanto GLI AFFARI VOSTRI.

Guardando la vicenda Lusi ci chiediamo veramente se non siete tutti uguali.

Come potevano Rutelli/Bersani & Co non sapere nulla? Come fanno 13 milioni di SOLDI NOSTRI a sparire senza che nessuno se ne accorga?

Vogliamo delle risposte,e le vogliamo subito. Vogliamo che qualcuno paghi.

Vogliamo che sia cambiata questa porcata di legge elettorale.

Vogliamo che siano aboliti (come il popolo italiano aveva già deciso nel 1993) TUTTI i finanziamenti ai partiti.

Vogliamo un parlamento pulito. NO condannati. NO pregiudicati. NO puttane,nani,ballerini e mafiosi.

Vogliamo che il popolo inizi a contare davvero.

Perchè tutte le firme che raccogliamo vengono tirate nel cesso?

I politici, NOSTRI DIPENDENTI non dovrebbero impegnarsi affinché la nostra voce sia sentita?!

A quanto pare NO, anzi non perdete occasione per chiamarci ‘sfigati’, ‘mammoni’, ‘bamboccioni’.

Vi siete chiesti come sarebbe stato il futuro dei vostri figli se avessero avuto un padre operaio al posto di un politico mafioso e corrotto?

Probabilmente no.

Da oggi per tutto il mese sarà FPF e ne vedrete delle belle.

Con noi o contro di noi.

Uniti come 1,

Divisi da 0.

We are Anonymous.

We do not forgive.

We do not forget.

Expect US.

Che il Fuck Politicians February abbia inizio”.

 

Potete leggere questa rivendicazione mentre ascoltate una canzone rap che come ritornello ripete la parola “Illuminati”. 

Anonymous è una comunità online che agisce anonimamente in modo coordinato, solitamente con obiettivi concordati in modo approssimativo. Negli anni hanno effettuato attacchi celebri, la prima vittima fu Habbo: “un famoso social network – riporta Wikipedia – progettato come un hotel virtuale. Il primo attacco importante è conosciuto come il ‘Great Habbo Raid of ’06’, seguito l’anno successivo da un secondo attacco, ‘Great Habbo Raid of ’07”. 

Con quell’incursione gli hacker vollero denunciare un parco di divertimenti in Alabama che vietò ad un bambino, affetto da Aids, di farsi il bagno in piscina. 

Più noto in Italia l’attacco della scorsa estate al server della Polizia postale. In quell’occasione si volle reagire agli arresti di attivisti avvenuti in Olanda, Italia e Regno Unito. 

Il gruppo di hacker è internazionale e varia le sue battaglie a seconda dell’evoluzione della scena globale. Recentemente si sono schierati anche contro l’alta velocità in Val di Susa; comunque in genere si battono per una Rete liberamente accessibile, priva di filtri e censure. 

L’attacco è ancora in corso…

 


Autore

Giornalista che ama la fantascienza, le biciclette, la lettura, le cose belle e le stelle.



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