Cultura

Pubblicato il 28 ottobre 2011 | da Daria Bellucco

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Dal Teatro dei Luoghi al documentario d’inchiesta

Due appuntamenti con gli artisti Fabrizio Crisafulli e Nina Rosenblum

 

Storia, arte e società. Tre parole chiave che riassumono i due incontri/seminari aperti al pubblico organizzati dall’Università di Roma3.

 

Il primo previsto per lunedì 31 Ottobre presso l’aula Columbus dalle ore 11.00 alle 14.00 e dalle 15.00 alle 19.00 ha per titolo Il Teatro nei Luoghi della Vita. Tra Estetica e Etica. La giornata, ad ingresso libero, ruota sul lavoro di due noti esponenti della ricerca teatrale romana: Fabrizio Crisafulli e Benedetto Simonelli.

Il primo è ideatore di un particolare approccio alla creazione teatrale chiamato Teatro dei Luoghi. Con tale definizione l’artista, formatosi principalmente come architetto e urbanista, vuole dare valore all’ambiente in cui accade la performance non solo come arida scenografia ma come testo a partire dal quale il lavoro viene creato.

 

Il luogo assume la stessa importanza del testo drammaturgico per diventare un elemento strutturale della creazione. Non solamente nei suoi aspetti visivi e spaziali, ma anche per quanto riguarda i testi, le azioni, il movimento e i suoni. Da qui l’importanza che Crisafulli dà al rapporto tra la luce, intesa come elemento poetico; lo spazio e il lavoro dell’attore. Da queste iterazioni nascono performance come Porte di Luce o La corte.

 

In direzione di un unità poetica che trovi motivazioni comuni tra teatro, danza e arti visive, il progetto del Teatro dei Luoghi viene indirizzato verso luoghi reali realizzando creazioni fuori dalle strutture teatrali e dalle gallerie, che costituiscono un momento di ricongiunzione con gli iniziali interessi urbanistici.

 

Benedetto Simonelli è stato protagonista dell’avanguardia teatrale italiana negli anni ’70 e ’80 nelle cosiddette “cantine” della ricerca teatrale romana. Creatore di azioni sceniche intense e a volte violente si è da molto tempo ritirato scegliendo di vivere in campagna fonte di ispirazione per una serie di film di grande rilievo poetico.

Per entrambe gli artisti il teatro inteso come progetto di vita, nasce e si svolge nei luoghi del quotidiano.

Interverranno al seminario Serafino Amato fotografo, filmaker e scrittore, collaboratore per molti anni di Simonelli; Bruno Roberti e Silvia Tarquini ambedue critici cinematografici e teatrali. Un incontro per scoprire in che direzione va la scena italiana.

 

La protagonista del secondo seminario, questa volta organizzato dal Dipartimento di Studi Storici, Geografici e Antropologici, è Nina Rosenblum regista statunitense tra i più premiati autori del documentario d’inchiesta.

Attraverso la casa di produzione televisiva indipendente e no-profit Daedalus Production Inc., fondata assieme a Daniel Allantuk, ha affrontato nei suoi documentari contesti sociali e politici non indagati dai media tradizionali come il documentario In The Name of Democracy in cui viene raccontata la vicenda del primo ufficiale americano che rifiutò di partecipare alla guerra in Iraq per motivi morali rischiando la corte marziale.

La sua capacità artistica nel mostrare le testimonianze umane a sostegno dei diritti civili, le ha fatto vincere numerosi premi tra cui una nomination all’Oscar nel 92.

 

Il 3 Novembre all’interno del Dipartimento suddetto oltre all’incontro con la regista verrà proiettato il documentario Walter Rosenblum. In Search of Pitt Street.

 

Quest’ultimo è il ritratto del padre di Nina, fotografo legato a Paul Strand e alla Photo League. Filo conduttore dell’opera è la fotografia come forma d’arte e soprattutto come strumento utile per indagare la società. Ad emergere sono i racconti del protagonista sulle sue foto che non sono semplici scatti di verità ma legami profondi che il fotografo stringeva con i suoi soggetti.




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