You are not alone (Du er ikke alene) – Cineforum San Paolo Gay
Presso l’Acrobax (ex Cinodromo) ogni giovedì alle 20:30 si tiene la rassegna cinematografica San Paolo Gay, che propone un catalogo di film internazionali mai distribuiti in Italia.
Proseguendo un’abitudine assodata da anni, da inizio aprile è ricominciato il cineforum San Paolo Gay presso l’Acrobax (ex Cinodromo).
Come sottolineano i promotori della rassegna, “nel mondo ci sono circa 800 film e circa 3000 corti a tematica gay-lesbico-trans che non sono mai arrivati né doppiati né sottotitolati in Italia. Ciò è dovuto al fatto che alcune forze riescono a impedirne il doppiaggio e la distribuzione privando così il pubblico gay-lesbico-trans di figure di riferimento. Questa censura è messa in atto dalle stesse forze che hanno fatto e fanno in modo che l’Italia sia tra gli ultimi paesi nell’Unione Europea a non possedere alcuna legge contro l’omofobia né alcuna forma di riconoscimento legale delle coppie formate da persone dello stesso sesso, mentre viceversa sia tra i primi paesi, sempre nell’ambito dell’Unione Europea, in fatto di violenza omofobica”.
Per ovviare a tale mancanza, che favorisce l’ignoranza e la discriminazione, la rassegna propone una lista di film provenienti da ogni parte del mondo: Taiwan, Russia, USA, Francia, Portogallo, Spagna, Inghilterra. Il film presentato lo scorso giovedì, You are not alone (1978), dei danesi Ernest Johansen e Lasse Nielsen, ambientato in un istituto di recupero che ospita ragazzi provenienti da famiglie problematiche, ci mostra con estrema franchezza la vita quotidiana degli adolescenti che lo abitano. La vitalità e l’esuberanza dei ragazzi del collegio si scontra con le regole del direttore, che tenta di imporre la sua autorità sui giovani. Oltre a mostrarci le resistenze dei ragazzi a lasciarsi subordinare, il film si sofferma sullo sviluppo dei primi impulsi sessuali e delle prime relazioni, sia etero che gay. In tal modo osserviamo il quindicenne Bo, la cui amicizia con Kim (figlio dodicenne del preside dell’istituto) inizia a diventare sempre più stretta, fino a sfociare in un legame amoroso.
Pur potendo apparire come un tema provocatorio, la nascita della relazione tra Bo e Kim è ripresa senza malizia o morbosità, e i registi riescono a rappresentare con delicatezza il rapporto che si instaura tra i due, mostrando in maniera efficace la prima adolescenza come un’età di scoperta, dove l’infanzia sconfina con gli stimoli e le curiosità verso l’età adulta, e dove al gioco si sovrappongono impulsi di altra natura. In questo modo l’esperienza delle prime scoperte sessuali viene vissuta in maniera spontanea e ludica da parte dei ragazzi, senza alcun “senso del peccato”, che è al contrario quello che vorrebbe instillargli il cattolico direttore dell’istituto, il quale tenta di espellere un ragazzo per aver appeso dei poster pornografici come gesto di provocazione nei confronti del bigottismo della scuola. In seguito alla tentata espulsione del giovane, i suoi compagni organizzano una vera e propria rivolta, occupando parti della scuola, e dirigendo un documentario di inchiesta e testimonianza sulle ingiustizie subite. Nella sua forza ribellistica ed anticonvenzionale, e nella rappresentazione dell’adolescenza come pura vitalità, si può forse ritrovare in You are not alone qualche rimando al capolavoro di Jean Vigo Zero in condotta(1933) anch’esso film che attirò aspre critiche per il modo irriverente ed anarchico di mostrare l’adolescenza ed il suo bisogno di libertà, in contrapposizione con le rigide e a volte insensate imposizioni del mondo adulto.

