RENATO’S CUP 2012: la memoria del futuro…
Nel campo del L.O.A. Acrobax la terza edizione del memorial dedicato a Renato Biagetti
Giunge alla terza edizione la “RENATO’S CUP”, il torneo di calcio a 8 in memoria di Renato Biagetti, che si svolgerà presso il L.O.A. ACROBAX (ex cinodromo di Roma) il 9 ed il 10 giugno.
L’iniziativa è partita spontaneamente dagli amici e compagni di Renato desiderosi di ricordarlo in maniera ludica in uno spazio da lui vissuto. Originariamente non aveva l’aspirazione di essere un memorial ma poi, visto il successo e la risposta avuta negli anni precedenti, ha acquisito una sua continuità svolgendosi ogni anno. Oltre alla volontà di ricordarlo, alla base vi è la voglia di non far perdere la memoria di quello che è successo a Renato e purtroppo non solo a lui: persone aggredite e pestate, alcuni fino alla morte, da individui imbevuti di una sub-cultura neofascista che ha fatto del coltello e dell’agguato a tradimento una sua forma di espressione specifica.
La famiglia di Renato ed i suoi compagni hanno lottato per far emergere la verità, molto scomoda per molti, di questa vicenda. Lo hanno fatto attraverso le forme processuali ma soprattutto con la comunicazione, producendo un’informazione che è riuscita a non far passare l’uccisione di Renato come “l’ennesimo evento di una città violenta”, etichetta di un becero qualunquismo, ma anzi sono riusciti a rimodulare e calibrare il messaggio, pur se colpiti dal dolore immenso della perdita di un figlio, un fratello, un compagno, un amico. Così la sua storia è diventata la storia dell’intolleranza, di quel razzismo bieco che arma anche i più giovani con le lame, di quella paura della diversità e della volontà del dominio sul territorio che riproducono una forma di vero e proprio fascismo e squadrismo. Con la “RENATO’S CUP” si è pensato così di mantenere viva la sua memoria e di sostenere con le sottoscrizioni dei partecipanti le spese del processo seguito alla morte di Renato. Questo non già perché l’intento fosse solo quello di avere la giustizia dei tribunali, che purtroppo mostra sempre i suoi limiti, ma soprattutto per far rivivere una parte di Renato con la sua voglia di divertirsi e poter giocare a pallone in uno spazio liberato.
Le precedenti edizioni della manifestazione sono state molto partecipate e sentite, le persone che vi hanno preso parte si sono mostrate molto sensibili alla storia di Renato ed hanno contribuito a mantenere vivo il filo della memoria. Quest’anno la novità rispetto alle precedenti edizioni è che si è creato un sodalizio con gli autori di un progetto nato spontaneamente all’interno della facoltà di ingegneria della Sapienza dove Renato studiava e che si intitola: “Un giardino per Renato”. L’idea di dedicare un giardino a Renato è nata da un complesso di ragioni e, insieme, di aspirazioni. C’è il riconoscimento del fatto che la fascistizzazione della società arma le mani di giovani che, una notte di agosto, accoltellano a freddo un ragazzo all’uscita da una dance-hall, perché rappresenta in qualche modo un “diverso”. C’è l’insofferenza per quel silenzio assordante e per quell’equidistanza praticata dalle istituzioni che puntualmente si ripresentano dopo le troppo numerose aggressioni che si susseguono in questa città, lo stesso silenzio che si è ritrovato nella facoltà. C’è il desiderio di costruire con gli studenti e le studentesse che hanno studiato sugli stessi banchi di Renato una coscienza collettiva, che rifugga le discriminazioni e le intolleranze figlie della sottocultura fascista. E ancora, la voglia di fare questo alimentando un processo partecipato di riappropriazione di uno spazio residuale della facoltà, trasformandolo in un luogo di aggregazione piacevole da frequentare, per dare così un senso più profondo alla memoria.
E’ successo così che, nel corso di circa cinque mesi, dal nucleo “originale” si sono allargate la partecipazione e la condivisione dei fini del progetto. Il luogo si è iniziato ad animare con caffè, dolcetti e pranzi sociali, al fine di avvicinare e dare voce a chi quotidianamente vive quello spazio: questo ha permesso di socializzare con studenti e personale della facoltà, condividere la storia di Renato e il tipo di percorso che si andava strutturando, di raccogliere proposte e suggerimenti…e di mettersi sempre in discussione per trovare le modalità più includenti. Parallelamente in questa fase si sono iniziate ad operare anche delle piccole migliorie per dare un segnale sulla possibilità reale di produrre un cambiamento: tavoli, sedie, verde e un po’ di colore hanno reso un po’ più gioioso uno scenario altrimenti spettrale. Si sono così “collezionate” tantissime idee e proposte fatte a voce, via web, su foglietti imbucati, sulla mappa lasciata sul luogo. Tutto questo materiale, rielaborato e razionalizzato individuando le principali esigenze emerse (studio, relax…), è stato il bagaglio con cui si è giunti, a maggio, ai due giorni di Workshop di progettazione partecipata. L’obiettivo principale di questa fase è stato quello di definire uno schema progettuale in grado di sciogliere i conflitti tra quelle esigenze emerse e alcune specifiche problematiche (di compatibilità tra esigenze, di limitatezza dello spazio…). Per fare questo, i 35 partecipanti hanno lavorato in parallelo in 3 gruppi, elaborando ciascuno un piano per l’area; ciascun gruppo ha poi esposto agli altri il proprio progetto, per giungere infine a un unico schema di “sintesi”. Attualmente ci si trova nella fase di progettazione di dettaglio dei diversi “elementi funzionali” (pareti verdi, aiuole, pannelli…) e di raccolta di quanto necessario alla loro realizzazione, il tutto nell’ottica dell’autocostruzione e del riuso: un’ottima occasione per mettere a condivisione abilità e per allungare il ciclo di vita degli oggetti più diversi. E’ così che si sono incontrare due esperienze accomunate dalla volontà di far vivere la memoria del futuro attraverso la realizzazione di progetti in grado di comunicare e restare nel tempo.
All’interno della manifestazione sportiva e culturale del 9 e 10 giugno sarà presente uno stand che illustrerà il progetto “UN GIARDINO PER RENATO”, oltre alla trattoria sociale che sarà attiva la domenica sera al termine della finale del torneo “RENATO’S CUP 2012”, le sottoscrizioni andranno a sostenere la realizzazione del progetto.

