Dispacci Scuole

Pubblicato il 29 aprile 2015 | da Federico Patacconi

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Istruzione: occupate le scuole elementari di San Paolo

In giornata l’occupazione di due istituti del Municipio VIII. Un atto di forza contro la Buona scuola e i tagli all’istruzione. Gli organizzatori: “Siamo determinati a lottare per il diritto dei bambini ad un’istruzione di qualità”

I genitori, gli insegnanti, il personale A.T.A. della scuola primaria “Principe di Piemonte e Leonardo da Vinci” di Roma hanno deciso di occupare l’istituto in segno di protesta per la devastazione in atto in questi mesi sull’istruzione in Italia e che già ricade direttamente sulle scuole pubbliche di tutto il Paese. L’occupazione si svolge a partire dalla giornata di oggi, giovedì 30 aprile. Sotto accusa la mancanza di docenti, le precarie condizioni edilizie delle strutture scolastiche e, soprattutto, la Buona Scuola del premier Renzi.
«Il Disegno di Legge Renzi prevede dei cambiamenti nella scuola che appaiono a dir poco sconcertanti – si legge nel comunicato diffuso dai promotori dell’iniziativa – gli organi collegiali diventeranno solo consultivi, la possibilità del Dirigente Scolastico di ridurre il numero degli alunni di una classe con l’effetto che le altre diventino “classi pollaio” e la scomparsa delle chiamate per le supplenze brevi fino a 10 giorni che comporterà una continua divisione degli alunni nelle altre classi a scapito del regolare svolgimento della didattica». Non manca la critica alle nuove condizioni di assunzione dei docenti. Quella che si prospetta è infatti l’assunzione diretta da parte del Dirigente Scolastico, con un contratto triennale che “mette a rischio la continuità didattica degli insegnanti”.
I problemi, però, non si fermano alle critiche del Governo. Le ripercussioni della mala gestione dell’istruzione pubblica in Italia già sono tangibili nelle scuole Principe di Piemonte e Leonardo Da Vinci. Le classi del “tempo pieno” sono infatti a rischio. Solo 54 docenti sono stati confermati a fronte dei 58 necessari per l’anno scolastico 2015-2016. «Ciò comporterà la necessità di una riduzione dell’orario di frequenza dei bambini con una gravissima ricaduta sull’organizzazione delle famiglie che hanno iscritto i propri figli nelle classi a Tempo Pieno».
Una importante presa di posizione, quella degli istituti Principe di Piemonte e Leonardo Da Vinci, che con l’occupazione di una scuola primaria vogliono lanciare un messaggio forte alle Istituzioni. Questo atto che non vede, come nella sua forma più consueta, gli studenti superiori come protagonisti, è emblema di una differente concezione della scuola come ingranaggio collettivo. «Si ritiene che la scuola debba essere un luogo di partecipazione democratica attiva da parte di tutte le sue componenti, genitori, insegnanti, personale ATA, e che le decisioni assunte debbano essere prese collegialmente – commenta il comunicato in relazione all’accentramento dei poteri decisionali nelle mani del Dirigente Scolastico.
«Il dovere della Scuola Pubblica è quello di garantire le pari opportunità secondo i princìpi dell’uguaglianza e della valorizzazione delle diversità, nel rispetto dei dettami costituzionali. Le politiche attuate da questo governo, in continuità con quelli precedenti, invece, non fanno che immiserire la scuola pubblica a tutti i livelli, con i “tagli” al personale docente e alle risorse economiche – affermano nel comunicato – riteniamo che stia continuando l’opera di devastazione della scuola pubblica statale e siamo determinati a lottare per il diritto dei bambini ad un’istruzione di qualità».

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